Dovremmo passare tutti al bidet?
Riduce fortemente l'uso della carta igienica ed è un'opzione più sostenibile, ma ancora poco diffusa in molti paesi

Riduce fortemente l'uso della carta igienica ed è un'opzione più sostenibile, ma ancora poco diffusa in molti paesi

Soprattutto quelli protestanti, per motivi culturali e per via di un vecchio pregiudizio legato ai bordelli francesi

Sono molto utilizzate anche al posto della carta igienica, vengono gettate nei water e causano grossi intasamenti

Dalla Germania agli Stati Uniti è diventato uno dei beni più introvabili: c'entra l'assenza del bidet, ma non solo

La carenza di carta igienica potrebbe portare alcuni a provarci, o almeno a comprarsi una doccina

Un giornalista di Slate ha provato su strada i water usati dal 70 per cento dei giapponesi e dice che non sappiamo cosa ci stiamo perdendo


Non solo di basket e non per forza in quest'ordine: oggi compie 90 anni

«Infilzati di fianco alla “corda” del water in un aguzzo gancio da macellaio, i foglietti servivano per quello che ci si immagina data la posizione sulla parete. Ma a mia zia l’idea di evitare disboscamenti planetari non passava “neanche per l’anticamera del cervello”, come si dice. Le interessava solo non sprecare».

Quarant'anni fa esatti in Tunisia, fra droidi con le batterie scariche, temporali inaspettati, prese in giro e costumi dolorosi


«Solo negli ultimi anni sono apparse in tutta la loro disperante ingiustizia le lunghe file forzate di donne in attesa nei cinema o nelle fiere, costrette a osservare gli uomini passar loro allegramente davanti. Sul piano pratico gli orinatoi maschili hanno una funzionalità imparagonabile ai water presenti negli ambienti femminili, per la semplice ragione che occupano meno spazio. Per questo oggi si realizzano toilette neutre e miste o si tenta di lanciare sul mercato nuovi sistemi che permettano di farla in piedi. Del tema si occupano anche arte e architettura, come nel padiglione tedesco all’ultima Mostra di Architettura alla Biennale di Venezia. I bagni pubblici sono diventati il luogo in cui la disparità di genere si manifesta in modo architettonicamente più chiaro»

