Scaffali di carta igienica vuoti, Arlington, Virginia, 13 marzo 2020 (Win McNamee/Getty Images)

Il coronavirus convincerà gli americani a usare il bidet?

La carenza di carta igienica potrebbe portare alcuni a provarci, o almeno a comprarsi una doccina

Scaffali di carta igienica vuoti, Arlington, Virginia, 13 marzo 2020 (Win McNamee/Getty Images)

La pandemia da coronavirus (SARS-CoV-2) cambierà probabilmente molte abitudini e modi di vivere, ma non necessariamente in modo negativo: potrebbe essere per esempio l’occasione giusta per convincere gli americani a servirsi del bidet, come scrive sul New York Times la giornalista Sasha von Oldershausen.

Von Oldershausen racconta che sua madre è iraniana e le ha insegnato, com’è normale in Iran, a usare una doccina per pulirsi in modo non diverso da come in Italia viene usato il bidet. Inizialmente si sentiva guardata dagli amici con sospetto, poi la doccina divenne un motivo di orgoglio: il suo bagno era sempre immacolato e la sua igiene superiore alla loro. Anche per questo, al momento di fare scorte al supermercato in vista di un lungo periodo da passare in casa, la sua priorità è stata il cibo e non la carta igienica, contrariamente a molti americani.

Le foto degli scaffali dei supermercati senza carta igienica sono state pubblicate da tutti i giornali e negli Stati Uniti molti supermercati hanno imposto dei limiti alla quantità di rotoli e di pacchetti che può acquistare un cliente ogni volta. La scarsità di carta igienica potrebbe finalmente convincere gli americani, scrive Von Oldershausen, a convertirsi a una doccina o a un bidet.

(Cindy Ord/Getty Images)

«Al centro della questione c’è il concetto stesso di igiene: cosa significa davvero essere puliti?», le fa notare Martin Melosi, professore emerito di storia alla University of Houston e autore di The Sanitary City. I bidet sono il modo più igienico e accurato di pulirsi perché, contrariamente anche alle salviette igieniche, non lascia alcun residuo, in più non irrita la pelle. D’altra parte nessuno penserebbe di lavarsi le mani semplicemente con della carta asciutta, ed è piuttosto difficile che le mani siano sporche come le parti del corpo che laviamo con il bidet.

Il bidet ha anche altri vantaggi: fa usare meno acqua (ne serve meno per lavarsi che per produrre la quantità di carta igienica usata ogni giorno), fa tagliare meno alberi (Business Insider scrive che ce ne vogliono 384 per soddisfare la richiesta di carta igienica media per tutta la vita di una persona) e fa anche risparmiare soldi. Per dare un’idea, gli americani consumano una media di 34 milioni di rotoli al giorno, 12,4 miliardi di rotoli all’anno; la spesa annua a testa, scrive sempre Business Insider, è tra i 40 e i 70 dollari (circa 37-65 euro).

Nonostante questo, il bidet non attecchisce tra gli americani. Uno dei motivi più citati è l’avversione verso la Francia, che inventò il bidet nel Diciottesimo secolo e che, pur non usandolo molto oggi, lo diffuse in altri paesi, tra cui l’Italia e il Portogallo. Doccine e bidet sono usati anche in Giappone, Argentina, Venezuela e Medio Oriente. Negli Stati Uniti i bidet restarono un’eccentricità francese e furono ancora più malvisti quando i soldati americani arrivati in Europa durante la Seconda guerra mondiale li adocchiarono nei bordelli parigini.

A questa diffidenza ideologica si aggiunge una ragione pratica: i bagni americani sono molto piccoli e non c’è spazio per il bidet (anche se c’è chi si chiede se non sia il contrario: sono così piccoli perché un bidet non è contemplato). Per finire, la maggior parte degli americani non sa nemmeno che esiste un’alternativa alla carta igienica e alle salviette umidificate.

Adesso il bidet sta comparendo nelle case di pochi americani delle classi alte e medio-alte, ma è ancora considerato un oggetto esotico e lussuoso, come i bidet automatici e con l’asse riscaldato dell’azienda giapponese Toto.

Il New York Times ricorda che esistono anche versioni più semplici e compatibili con gli impianti idraulici delle case americane. Le aziende che li producono e vendono hanno visto un recente aumento di vendite, come scrive Business Insider. A inizio marzo Brondell, un’azienda americana di bidet, si è ritrovata a vendere su Amazon un bidet ogni due minuti, circa un migliaio al giorno; in un solo giorno aveva guadagnato 100mila dollari con le vendite su Amazon; gli acquisti diretti erano aumentati del 300 per cento. Nelle prime due settimane di marzo Hygiene for Health, un altro rivenditore di bidet, aveva aumentato del 50 per cento le vendite su Amazon di un suo modello cromato, al prezzo di 146 dollari.

Un altro buon motivo per convertirsi ai bidet, scrive sempre Von Oldershausen, è evitare l’intasamento delle fogne causato dall’ammasso di salviette umidificate. Nelle ultime settimane infatti sempre più persone, non avendo carta igienica, stanno gettando nel WC cose che non dovrebbero, come salviettine, fazzoletti, tovagliolini di carta, ostruendo le tubature del sistema fognario.

Sturarle non è una faccenda semplice né piacevole. Per esempio a Charleston, in South Carolina, è necessario che dei sub assunti dal comune si immergano in 13 strati di liquame e ammassino in una gabbia tutte le salviette che riescono ad acciuffare fino a sturare l’intoppo. L’acqua è così densa e scura che illuminarla non serve e i sub devono tastare con le mani in cerca di blocchi e ammassi. Per ora non c’è stato un aumento di intasamenti ma il sistema viene monitorato costantemente per evitare che la situazione diventi grave e che il liquame trabocchi dai tombini, aggiungendo un’altra emergenza da gestire a quella sanitaria del coronavirus.