Il New York Times contro l’Aperol Spritz
Lo ha stroncato definendolo «non un buon cocktail», provocando un piccolo dibattito online e spingendo altri a prenderne infervorati le difese

Lo ha stroncato definendolo «non un buon cocktail», provocando un piccolo dibattito online e spingendo altri a prenderne infervorati le difese

BusinessWeek racconta delle faticose strategie commerciali per esportare gli storici successi dell'Aperol

Il centro storico è pieno di visitatori e nei quartieri del centro ci sono più b&b che a Venezia, ma gli abitanti non riescono più a pagare gli affitti e sono aumentati gli sfratti

Bellezza geometrica e ipnotica di verdure, uova, caramelle e altri piatti dove non vi aspettate di trovarla


Chi vorrà emanciparsi dalle solite cose assaggerà più piatti mediorientali e fermentati, berrà vini meno alcolici e sprecherà meno in imballaggi

«Molti anni fa mio “zio Michael”, ormai anziano, ospitò me e mio figlio nella sua casa nel Connecticut negli Stati Uniti. Un giorno, aprendo l’armadio a muro della camera per gli ospiti, era saltata fuori la sua uniforme di Buchenwald. Manca ormai da un decennio mio zio Michael, questo mio amatissimo parente, uno dei pochissimi scampati allo sterminio. Se mi immagino in dialogo con lui, vorrei rispondergli che il fascismo di oggi non è quello di allora che ha rialzato la testa, ma mi risuonano nella mente le parole della scrittrice Anne Rabe che tracciano un quadro terrificante di quello che la Germania dell’Est è diventata. La presenza della destra estrema è persino più spaventosa che negli anni in cui il mio amico Johannes era stato preso a calci dai naziskin di Lipsia. La paura è diffusa in chiunque non sia un simpatizzante, il controllo territoriale è esercitato da gente disposta a spaccare le ossa a chi sia inviso, il clima associabile allo spadroneggiare delle SA negli anni Trenta»

Un video virale sta facendo scoprire agli americani la versione milanese del cocktail italiano più famoso al mondo, quella «col Prosecco»
