Che ci fa sentire amici anche se non ci conosciamo

Mentre continua la rivolta popolare contro i cartelloni abusivi, e anche l’Udc e Italia Nostra scaricano la gestione del Comune, c’è stato domenica un altro momento oscura-cartelloni.

Comitati e cittadini si sono ritrovati questa volta a piazza Vittorio, dove era comparso un impianto poi rimosso da parte della polizia municipale, precedentemente avvertita.

Cartellopoli si chiede però se non ci sia stato un atteggiamento un po’ di due pesi e due misure (super-eufemismo) rispetto ad altre installazioni avvenute negli stessi giorni in zone altrettanto centrali:

Cosa è successo? E’ successo che in uno dei suoi tanti raid criminali, la Nuovi Spazi srl -ditta che deriva direttamente dalla Nevada Pubblicità, il cui proprietario venne intercettato nel 2004 mentre pianificava l’uccisione di Valter Weltroni, quando Roma era governata da chi certo non risolse il problema della mafia cartellonara, ma sicuramente non ne favorì gli affari- la Nuovi Spazi, dicevamo, ha installato nella notte tra venerdì e sabato alcuni ignobili cartelloni in zone vietate, vincolate, storiche. Di molti abbiamo le foto e le pubblichiamo qui. Un cartellone di fronte, udite udite: di fronte!!!, agli studio di Cinecittà. Un cartellone in mezzo a Piazza Esedra (dove Nuovi Spazi aveva già installato un altro impianto, da noi regolarmente denunciato, tempo fa e dove sta volta ne ha installato uno dove sulla targhetta di autorizzazione, rigorosamente taroccata a pennarello, hanno scritto Piazza della Republica, si, avete letto bene, con una sola b…). E poi un cartellone addosso ai giardini di Piazza Vittorio.
La furia popolare si concentra su quest’ultimo, su quello di Piazza Vittorio, il tourbillon dei tanti comitati dell’Esquilino monta la protesta, mobilita i politici del territorio, chiama il Delegato al Centro Storico, organizza un sit-in per l’oscuramento del cartellone che si è svolto alle 10.30 di domenica mattina, coinvolge giornalisti e ottiene l’uscita di articoli e agenzie.
Rispetto a tutto questo la mossa disperata dell’Assessorato al Commercio non poteva essere più patetica. I suoi uffici stampa, evidentemente era domenica e i più bravi erano in campagna a riposarsi, cascano perfettamente nel trappolone, con tutte le scarpe. Il diversivo di concentrare l’attenzione su un solo cartellone mentre le installazioni erano state molteplici sortisce precisamente i suoi effetti: “già sapevamo tutto, la polizia municipale l’abbiamo mandata noi, già abbiamo dato disposizione per la rimozione entro domani”. Insomma avete capito? Tre cartelloni installati nella stessa notte, tutti e tre illegali, ma solo uno meritevole delle attenzioni dell’assessore. Solo quello dove si sono concentrati i fotografi, i comitati, i politici anche di destra esasperati, schifati, allcinati dal compagno di partito.

Foto: da repubblica.it