Orgoglio e pregiudizio

E alla fine è successo veramente qualcosa al Gay Pride, che è sfilato ieri tra carri colorati e striscioni, e un matrimonio simbolico come tema della manifestazione.

Gli episodi sono in realtà due. Il primo è accaduto al Gay Village dell’Eur, nella notte tra venerdì e sabato. Sono stati lanciati dei petardi all’interno dell’area, senza conseguenze gravi per le persone (si parla di due feriti lievi), a parte quelle del gesto in sé.

Il secondo è ascrivibile alla categoria degli “striscioni al Colosseo”, e questa volta a metterlo sono stati quelli di Militia Christi. I toni non inneggiano al ripristino di antiche usanze gladiatorie (forse ritenute di cattivo gusto, visto che secondo una tradizione era luogo di persecuzione anche per i cristiani), ma hanno accolto il corteo con un più sobrio “Gay Pride. Diritti alla perversione”. Tutto da leggere però il comunicato comparso sul loro sito:

L’iniziativa vuole rimarcare come manifestazioni del genere, oltre ad essere oscene ed immorali, nonchè lesive del carattere sacro della città eterna, come capitale del  cattolicesimo, e profondamente anticristiane – con parodie del Papa e insulti alla Chiesa – siano anche negative per tutti quegli omosessuali onesti che vivono la propria condizione con disagio e non condividono la mentalità delle lobby omosessuali.

“Militia Christi”, rimarca con forza l’assurdità di richieste impossibili ed innaturali, come le “nozze gay” e l’adozione di bimbi per “coppie” gay, che le lobby omosessuali osano definire “diritti”, annunciando che continuerà sempre a lottare , con mezzi moralmente leciti, perchè i veri diritti naturali dell’uomo non vengano traditi, umiliati e calpestati.

Foto: da repubblica.it