“Roma cade a pezzi”

Giovanni De Mauro, direttore di Internazionale, ha scritto un editoriale su Roma nel numero di questa settimana. Inizia con la frase del titolo qui in alto, non alludendo però al crollo di un pezzettino del Colosseo, che pure recentemente c’è stato e ha sollevato qualche dibattito e protesta, ma al più generale stato della città.

Chi vive a Roma osserva giorno dopo giorno il suo progressivo disfacimento, l’invasione dei pullman turistici, la sporcizia che si accumula, l’abbandono dei parchi, la moltiplicazione dei cartelloni pubblicitari. Per la prima volta nella sua storia, a metà anno il comune è ancora senza un bilancio di previsione: può solo gestire l’ordinaria amministrazione.

Su quest’ultimo punto ci sono state due manifestazioni dei presidenti (noti anche come “minisindaci”) dei venti Municipi in cui è divisa la città. Da un lato quelli di sinistra, che si sono radunati sul Campidoglio, dall’altra parte quelli di destra, alla Bocca della Verità.

Il tema è ovviamente anche al centro dello scontro politico-cartellonaro (abusivo) degli ultimi giorni. Sono comparsi rispettivamente un “Fallimento Alemanno” e, di contro, un componente della Banda Bassotti intento a lasciare un “buco” (qui in piccolo).