3000

Domani ce l’avrete anche voi: chi lo riceverà in abbonamento, chi correrà a prenderlo in edicola. Chi ne comprerà due copie, una da sfogliare fino alla distruzione e una da tenere nel cellophane come si usa tra nerd collezionisti. Io ce l’ho già qui, fresco di redazione. E voi no. Per cui mi bullo.

È un bel numerone doppio con 14 storie. Ci siamo proprio tutti, sceneggiatori, disegnatori, inchiostratori, coloristi, redattori: chi con una storia, chi con un disegno, chi con un tweet a bordo pagina. 

C’è chi disegna senza chine e ci mostra la meraviglia del suo lavoro.
C’è chi mette esilaranti titoli di fumetti parodizzati in una vetrina, e ci dà un Gambadilegno tenerone.
C’è Paperone in un batiscafo, perché il vecchio taccagno ha sempre un sogno.
C’è una festa di Bassotti che va vista per essere creduta: a me fanno molto ridere i Bassotti travestiti da paperi e topi e quello che fa PEEE con la trombetta.
C’è Paperoga, quindi è un bel numero.
C’è una storia molto intelligente in cui devi contare fino a 3000 per salvare Topolino.
C’è una pagina in cui metto un sacco di numeri che in realtà sono le date di nascita delle persone a cui tengo di più.
C’è un’altra pagina in cui il disegnatore mette se stesso, la sua famiglia, me e un altro nostro amico sceneggiatore in mezzo ai paperi.
C’è una doppia splash page che è quasi un meraviglioso coro da stadio, una cometa intraprendente e una storia che racconta una storia vera.
C’è un meraviglioso Paperone notturno e un Inferno di Topolino che fa girare la testa da quanto è bello.
C’è una coppia disegnatore-sceneggiatrice che nell’omaggio ha messo anche i loro figli.
Ci sono Paperino Paperotto, Brigitta proiettata nella stratosfera, Indiana Pipps scritto e disegnato dai suoi creatori, un Paperinik all’attacco, Ciccio che mangia (e cosa vi aspettavate?), una festa tra topi.

C’è una copertina piena di personaggi che non sono mai stati così vivi.

Non ho messo neanche un nome e neanche un link, stavolta. Perché voglio che andiate a leggerlo. Ma soprattutto perché questo numero ha tanti autori e tantissimi nomi, ma è soprattutto Topolino. Un pezzo bello grosso delle vite di un sacco di gente: per alcuni, tutta la vita. Per me sono già dieci anni (grazie, Ezio!).

Sono sessantaquattro anni di sogni tascabili, lavori e idee, tavole inchiostrate portate a Milano in treno o file di photoshop sparati via mail in redazione, di soggetti battuti a macchina che magari è la volta buona, di file di sceneggiatura pieni di immagini in allegato, di storie bellissime. Di infiniti timoni e riunioni di redazione, di faticacce e arrabbiature ma anche, soprattutto, di sogni che si realizzano. E dei prossimi sogni.

A proposito: sarà bellissimo, vedere la scritta 3001 sul prossimo numero.

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