

Giornalista e direttore del Post. Ha scritto per Vanity Fair, Wired, La Gazzetta dello Sport, Internazionale. Ha condotto Otto e mezzo su La7 e Condor su Radio Due. Per Rizzoli ha pubblicato Playlist (2008), Un grande paese (2011) e Notizie che non lo erano (2016).
I tweet che non scrissi
Malgrado dalle timeline non sembri, non è che scriviamo su Twitter proprio tutto quello che pensiamo. Ci sono delle cose, che per quanto moderate e apparentemente garbate possono suonare antipatiche [Continua]

I tweet che non scrissi
Malgrado dalle timeline non sembri, non è che scriviamo su Twitter proprio tutto quello che pensiamo. Ci sono delle cose, che per quanto moderate [Continua]

Ma rinnovare cosa?
In Italia quei programmi americani con quel ritmo e quella concretezza e quell'impianto davvero giornalistico e davvero televisivo non funzionerebbero [Continua]

Debiti del Post
Aggiungo una piccola cosa personale ai ricordi su Gianluigi Melega raccontati dai suoi molti amici dopo che è morto ieri a 79 anni [Continua]

In un dibattito, ci si ascolta
Da diversi anni, parlando dei cambiamenti introdotti dall’uso di internet nelle vite di tutti, penso che ci sia un problema di mancata comunicazione tra chi ne parla e scrive, e tra le reciproche esperienze [Continua]

Ecco cosa mi ricordava
Poche cose sono abusate e banali come le metafore calcistiche, lo so. E quante volte avremo usato quelle che parlano di "tifosi", "ultras", e "curve" [Continua]

Anche un po’ meno
Un comico e la ricerca quotidiana del consenso altrui, il terrore quotidiano del dissenso altrui, soprattutto sui social network [Continua]

La privacy solo quando è la mia
Un articolo di The Verge rivela quanto sia ipocrita e infantile gran parte del ribollire di indignazione intorno alla "nostra privacy" sotto attacco di istituzioni private e pubbliche [Continua]

Razzisti, volenti o nolenti
Nicholas Kristof scrive della dose di razzismo che è di fatto presente nelle reazioni e nei pensieri anche di coloro che negano di averla [Continua]

Solo se me lo dice il robot
La ricerca che ha mostrato che gli esseri umani preferiscono ricevere ordini da un robot piuttosto che da un altro essere umano [Continua]

I microchip avanzano
Nelle reazioni seguite allo sbilenco pezzo che sul blog di Beppe Grillo si è avventurato in analisi geopolitiche da collettivo del liceo (quello di Di Battista, capo del collettivo) [Continua]

Sole, cuore, amore
Se non siete completamente diffidenti delle ricerche e degli studi su amori e sentimenti tra umani, eccetera, è interessante la distinzione che questo articolo del New York Times fa [Continua]

Il gigante e la bambina
C’è qualcosa di familiare in questa scena, per noi che stiamo molto su internet in cerca di informazioni, storie, occasioni di capire il mondo e provare a diventare migliori [Continua]

Errani è umano
La questione delle dimissioni di Vasco Errani rende palese il groviglio di contraddizioni in cui il PD e i suoi elettori si sono messi in anni di sbrigativi e categorici proclami sul rapporto con i processi [Continua]

Stasera mi butto
Le manifestazioni di dolore uniche e peculiari che certi bellimbusti adulti esibiscono quando giocano a calcio andrebbero punite con due sberle: "almeno piangi per qualcosa" [Continua]

La pena ad personam per Berlusconi
Che Berlusconi sia l’unico italiano a cui è vietato dire che “la magistratura è irresponsabile” e che è minacciato di essere messo in carcere se lo dice, è una cosa da cosche di bulli adolescenti [Continua]

I voti della destra
A prescindere da quel che vale il risultato delle elezioni di Livorno, dal giudizio che si ha su sconfitti e vincitori, eccetera, c’è un aspetto rincuorante [Continua]

Oltre
Non avevo scritto niente della scelta di Barbara Spinelli di fare il deputato europeo, scelta che platealmente sovverte le cose che lei e altri mi avevano risposto [Continua]

Il diritto all’
Lascio a più Eruditi Teorici Novecenteschi le valutazioni sui principi e le civiltà salvate dalla sentenza della corte Europea nei confronti di Google sul cosiddetto “diritto all’oblìo” [Continua]

Come se sapessimo
C’è una riflessione interessante e molto vera di Karl Taro Greenfeld sul New York Times, un pezzo uscito domenica. Spiega una cosa che è familiare a tutti [Continua]









