Tra poco comincia Francia-Norvegia

Oltre all'attesa partita tra le squadre di Mbappé e Haaland alle 21 ci sarà Senegal-Iraq, mentre nella notte giocherà la Spagna

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(Jean Catuffe/Getty Images)

I Mondiali maschili di calcio si giocano in Canada, Stati Uniti e Messico dall’11 giugno al 19 luglio; al Post li seguiamo anche con questo liveblog, e cliccando qui potete vedere tutti i risultati delle partite, il calendario e le classifiche.

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Come mai le bandiere di Senegal e Iraq sono sollevate da terra

Di solito ai Mondiali quando due squadre entrano in campo durante gli inni le bandiere vengono posate a terra, ma se state seguendo l’inizio di Senegal-Iraq noterete che quelle dei due paesi sono alzate.

Dipende dal fatto che la bandiera dell’Iraq contiene la scritta in arabo “Allāhu Akbar” (cioè Allah è grande), e per la tradizione islamica posarla a terra sarebbe un gesto irrispettoso. La FIFA ha deciso quindi di fare un’eccezione e di adottare una presentazione diversa per le partite in cui gioca l’Iraq, così come per quelle dell’Arabia Saudita, su cui invece c’è scritta la professione di fede islamica (Shahada), in cui si dice che “Allah è l’unico dio, e Maometto il suo messaggero”.

Ci sono gli inni, ci siamo

Sia a Boston che a Toronto, per Norvegia-Francia e Senegal-Iraq, è quasi tutto pronto. Dopo gli inni aspettiamo solo il calcio d’inizio.

Niente Didier Deschamps in panchina

Il commissario tecnico della nazionale francese infatti è tornato in Francia per partecipare ai funerali della madre, che è morta martedì. Al suo posto ci sarà il suo vice, Guy Stéphan. A inizio partita verrà osservato un minuto di silenzio.

I norvegesi sono gasati

Ok, noi ci proviamo a non essere ripetitivi. A Boston, dove alle 21 comincerà Norvegia-Francia, è però partita una variazione di vogata vichinga che rende abbastanza bene l’entusiasmo dei tifosi norvegesi arrivati in città.

E quelle di Senegal e Iraq, con i precedenti

Con due vittorie ciascuna, Francia e Norvegia sono già qualificate ai sedicesimi, mentre Senegal e Iraq – entrambe a zero punti – si affrontano con l’ambizione di qualificarsi tra le migliori terze. Prima d’ora le due squadre si erano già incontrate nel 2009 e nel 2022: entrambe le partite erano finite 1-1.

Stasera in porta per il Senegal ci sarà Mory Diaw, visto che il titolare Édouard Mendy si era infortunato durante la partita di lunedì contro la Norvegia. In attacco per l’Iraq ci saranno invece Ali Alhamadi, Ahmed Qasem e Ali Jasim. L’unico ad aver fatto gol finora per la nazionale irachena, sempre contro la Norvegia, Aymen Hussein, partirà dalla panchina.

Se il caldo vi avesse fatto perdere i conti: ai sedicesimi passano le prime due squadre di ogni girone (che sono in totale 12), più otto fra le migliori terze, calcolate in base alle partite vinte, ai gol segnati e alla differenza reti.

Le formazioni di Norvegia e Francia

La cosa che salta all’occhio è soprattutto una: l’attaccante norvegese Erling Haaland, tra i più forti in attività e tra quelli che hanno segnato di più in questi Mondiali, partirà in panchina, come quasi tutti gli altri titolari. Per la Francia giocherà invece Kylian Mbappé, uno degli altri fenomeni del momento: da anni si pensa che la rivalità tra i due possa prendere il posto di quella tra Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, definendo così una nuova era per il calcio internazionale.

Norvegia: Egil Selvik; Leo Ostigard, Fredrik Bjorkan, Henrik Falchener, Patrick Berg; Kristian Thorstvedt, ⁠Thelo Aasgaard, Andreas Schjelderup, Oscar Bobb, ​Fredrik ​Aursnes; Jorgen Strand Larsen.

Francia: Mike Maignan; Jules ​Kounde, Dayot ‌Upamecano, Maxence ​Lacroix, ​Theo Hernandez; Manu Kone, Aurelien Tchouameni; Michael Olise, Kylian Mbappé, Desire Doue; Ousmane Dembele.

La “partita del Pride” è diventata un po’ un problema

Domani alle 5 di mattina ci sarà Egitto-Iran, che sta diventando un po’ un caso perché si giocherà a Seattle, dove questo weekend si celebra il Pride, e quindi anche la partita era stata trasformata nel cosiddetto “Pride Match”. Il Pride è la serie di iniziative ed eventi che ogni anno si tengono in decine di città in tutto il mondo a sostegno della comunità LGBTQ+. Il problema è che sia in Egitto che in Iran l’omosessualità è un reato.

Le federazioni di Egitto e Iran hanno protestato, e alla fine l’organizzazione ha dovuto trovare un compromesso. Lo abbiamo raccontato qui:

C’è una maglietta dell’Inghilterra amatissima, ed è azzurra

Se pensiamo alla maglia della nazionale di calcio inglese pensiamo soprattutto a quella bianca, o nel caso alla seconda, che è rossa. Ce n’è però una che, secondo l’Athletic, vista una volta indosso a un tifoso poi si comincia a vedere ovunque: intanto è azzurra, e in più è popolarissima nonostante sia stata usata solo una volta.

Era la terza maglia dell’Inghilterra ai Mondiali di Italia ’90, ma la nazionale la indossò solo nel maggio dell’anno successivo per una partita contro la Turchia. Il colore insolito, la grafica accattivante e il fatto che fosse stata usata una volta sola naturalmente contribuirono a renderla famosa, ma per gli esperti del settore dipese anche da altri motivi.

Uno è che ricordava l’estate di Italia ’90, quando in Inghilterra il calcio cominciò a slegarsi dall’idea di sport caratterizzato da scontri e violenze sugli spalti, e seguirlo diventò cool. Un altro è che fu prodotta in un periodo in cui le divise sportive iniziarono a imporsi anche come capi alla moda. A rendere popolare la divisa azzurra contribuì poi il fatto che il cantante dei New Order, Bernard Sumner, la indossava nel video di “World in Motion”, l’inno ufficiale dell’Inghilterra a Italia ’90; Umbro sfruttò tutto l’interesse per metterla in produzione, facendola circolare moltissimo, e più di recente ne ha fatta una propria versione anche Score Draw, azienda specializzata in divise retro.

Dove vedere le partite di stasera

Norvegia-Francia e Senegal-Iraq sono le ultime partite del girone I, ed entrambe cominceranno alle 21 italiane. La prima (decisamente la più attesa) si giocherà poco fuori Boston e sarà trasmessa su Rai 1, RaiPlay e DAZN. La seconda invece è in programma a Toronto, in Canada, e si potrà seguire solo su DAZN.

La “vogata vichinga” sta uscendo dalla Norvegia

Come mostra questo video con un gruppo di ragazzini brasiliani che mimano dei colpi di remi, con ogni probabilità ci ricorderemo dell’ormai celebre rito tra i tifosi norvegesi come di una delle cose più pop di questi Mondiali. Fin qui abbiamo visto vogatori negli stadi, a Times Square e anche sulle scale mobili: forse improvvisati ma decisamente motivati a urlare insieme “ro!”, che in norvegese si pronuncia “ru”, e senza troppi misteri vuol dire “remare!”.

Anche Haaland è un figlio di ex

Erling Haaland, uno dei calciatori più interessanti del momento, non è il primo della sua famiglia ad aver giocato nella nazionale norvegese: suo padre infatti è Alf-Inge Haaland, detto Alfie, che giocò sia nell’attuale squadra del figlio in Premier League, cioè il Manchester City, sia nella nazionale della Norvegia, con 34 presenze in carriera.

In un carosello su Instagram la FIFA ha messo insieme un po’ di altre coppie di padri e figli che hanno giocato e stanno giocando ai Mondiali, a partire da Zinedine e Luca Zidane, che a differenza del padre ha deciso di giocare per l’Algeria, e non per la Francia.

Dal Liverpool arrivano gli assist, dal Real Madrid i gol

È una rapida statistica sulle squadre di club i cui giocatori stanno avendo ruoli determinanti nel segnare o far segnare tramite assist durante questi Mondiali. I giocatori del Real Madrid hanno fatto finora 10 gol, mentre quelli del Liverpool hanno fatto 11 assist.

Quasi tutte le linee portano alla Premier League

Un’immagine, complicata ma efficace nella sua sintesi, che mostra dove sono nati i calciatori di questi Mondiali, e dove giocano a calcio nelle rispettive squadre di club. Comprensibilmente, una buona parte di linee va verso l’Europa, molte delle quali verso l’Inghilterra, dove c’è la Premier League.

A proposito:

«¡Mañana, feriado!»

Dopo la vittoria contro la Germania e la conseguente qualificazione per i sedicesimi di finale dei Mondiali, Daniel Noboa, presidente dell’Ecuador, conservatore e liberista, ha indetto una giornata di festa nazionale per oggi, venerdì 26 giugno. «Grazie ai giocatori e all’allenatore che nonostante le critiche, gli insulti e i momenti difficili che hanno passato, sono riusciti a riprendersi e a regalare questa immensa gioia all’intero paese», ha scritto Noboa.

Sedicesimi sicuri, sedicesimi probabili e sedicesimi che ancora chissà

Se il tema vi incuriosisce, e se non avete paura che vi vengano le vertigini, potete consultare il potenziale tabellone – con percentuali e probabilità – elaborato da The Athletic per mostrare chi potrebbe finire a giocare contro chi, ai sedicesimi di finale.

Si vede per esempio che, in caso di vittoria del girone, la Francia affronterà quasi sicuramente la Svezia ai sedicesimi, e poi potrebbe beccare la Germania agli ottavi. Se invece dovesse arrivare seconda, giocherebbe contro la Costa d’Avorio ai sedicesimi e poi contro Brasile o Giappone agli ottavi. Altre partite già sono certe, e le trovate qui.

Altra notte, altre sei partite

Si comincia alle 21 da Senegal-Iraq e da Francia-Norvegia, che vuol dire soprattutto una cosa:

Nella notte poi si decidono il girone della Spagna (e di Capo Verde) e quello del Belgio (e dell’Iran!). Questo il programma completo:

A volte pensare di essere eliminati può far bene

L’attaccante svedese Anthony Elanga ha giocato una grande partita contro il Giappone, per la quale è stato premiato come migliore in campo. Ha segnato il gol dell’1-1, e poi ha continuato ad attaccare e cercare di far segnare alla Svezia il 2-1 in ogni modo, anche incitando i suoi compagni.

Alla fine della partita si è capito perché: come hanno raccontato alcuni suoi compagni e poi lui stesso, Elanga pensava che con il risultato di 1-1 la Svezia sarebbe stata eliminata. In realtà il pareggio le consentirà di qualificarsi ai sedicesimi di finale tra le migliori terze.

(AP Photo/Tony Gutierrez)

Il miglior calciatore a non aver mai vinto i Mondiali?

Ce ne sono parecchi che potrebbero esserlo, di diverse generazioni: Johan Cruijff, Alfredo Di Stefano, Cristiano Ronaldo, Neymar, Michel Platini.

Oggi compie 58 anni uno di loro, Paolo Maldini, 126 presenze con l’Italia, 74 da capitano e 23 ai Mondiali, dove ha ottenuto come migliori risultati il secondo posto a USA ’94 e il terzo posto a Italia ’90.

Qui invece stava giocando contro la Francia ai Mondiali del 1998, nei quarti di finale persi dall’Italia ai rigori. Cosa dire di questa foto, se non AURA? (Jerome Prevost/TempSport/Corbis/VCG via Getty Images)

17 Mondiali visti dal vivo

Il giornalista tedesco Hartmut Scherzer, 88 anni, sta seguendo i Mondiali dal vivo per la 17esima volta consecutiva: la prima fu a quelli del Cile nel 1962.

Ha visto vincere tre Mondiali alla Germania (1974, 1990, 2014), ha visto giocare Pelé e Maradona, Ronaldo e Messi. Alla Gazzetta dello Sport ha detto che il suo calciatore italiano preferito è stato Roberto Baggio.