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  • Venerdì 30 ottobre 2026

Decine di migliaia di persone stanno partecipando alle manifestazioni in tutta Italia

Ai cortei partecipano lavoratori, studenti, collettivi e portuali: le notizie e le foto man mano che arrivano

Una manifestazione a Roma (AP Photo/Alessandra Tarantino)

Sono in corso cortei in tutta Italia, con uno sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB) e manifestazioni a cui hanno annunciato la partecipazione anche studenti, agricoltori, autotrasportatori, collettivi, movimenti per la casa e centri sociali. Il Post racconterà quello che succede in questo liveblog.

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A Mestre si ricorda Jack Gobbato

A Mestre studenti e lavoratori si ritrovati in piazza Cialdini e sono partiti verso le vie del centro e hanno fatto tappa all’altezza del liceo artistico Michelangelo Guggenheim dove Giacomo Gobbato, detto Jack, un attivista del centro sociale Rivolta di Marghera venne accoltellato e ucciso nel settembre del 2024. Qui avevamo raccontato la sua storia e le discussioni innescate in città dal suo omicidio, ancora molto attuali.

Sull’asfalto in Corso del Popolo è stato lasciato un messaggio: «Dalla generazione in rivolta ciao Jack». Gli studenti poi hanno proseguito lungo la via ma sono stati fermati da un cordone della polizia in tenuta antisommossa. C’è stato il tentativo di sfondare il cordone, che è stato fermato dagli agenti che hanno usato il manganello contro alcuni manifestanti.

Dalle storie Instagram di Laboratorio climatico Pandora

Un altro corteo è partito invece a Venezia da campo Santa Margherita alle 9 del mattino, con destinazione piazzale Roma, dove i manifestanti hanno bloccato il traffico e calato un grande striscione dalla cima del parcheggio comunale.

Quanta gente sta manifestando?

Come sempre è molto complicato dare un numero preciso. Le questure e gli organizzatori dei cortei – che notoriamente danno stime piuttosto differenti tra loro – parlano comunque di decine di migliaia di manifestanti. I cortei più partecipati sono in corso a Milano, Roma, Bologna. Ma anche in città più piccole come Livorno c’è parecchia gente. Si stanno svolgendo perlopiù in modo pacifico: ci sono alcune tensioni a Torino, Napoli e a Vicenza.

Il letame fuori dal comune, a Torino

A Torino l’appuntamento del concentramento principale era alle 9:30 in piazza Palazzo di Città, davanti alla sede del comune dove sono arrivati anche gli studenti e i lavoratori della scuola. Qui alcuni agricoltori hanno versato del letame: «Contro chi vuole trasformare Torino nella città delle aziende belliche, gli agricoltori versano letame in piazza» è stato detto al microfono.

(Alessandro Di Marco)

In via Po c’è stato qualche momento di tensione: un cordone della polizia si era posizionato all’incrocio con via Rossini da dove stava arrivando il corteo guidato dal centro sociale Askatasuna, che è riuscito ad aprirsi un varco tra i poliziotti per unirsi temporaneamente al corteo principale. Dopodiché lo spezzone di Askatasuna si è staccato per andare verso Porta Susa: «Vogliamo restare in centro senza farci confinare in periferia», hanno spiegato.

(Marco Alpozzi/Lapresse)

(Marco Alpozzi/Lapresse)

Un numero telefonico per aiutare i manifestanti

Da due settimane è attiva sui social una pagina chiamata Hub for Defenders, seguita su Instagram da più di 17mila persone. È una rete promossa da oltre venti associazioni che offre un primo sostegno legale e psicologico a chi manifesta. Monitora anche le violazioni dei diritti fondamentali di chi scende in piazza. La rete è nata circa un anno fa e non specificamente per le manifestazioni di queste settimane, ma dal 17 ottobre ha messo a disposizione un numero per le emergenze: +39 353 4953606.

Serve a chiedere una prima assistenza per esempio in caso di fermo preventivo da parte della polizia o se non si trova più una persona con cui si stava partecipando al corteo. Funziona così, spiegano da Hub for Defenders: al numero risponde un operatore o un’operatrice formata che offre un primo supporto; se è necessario la chiamata viene girata agli avvocati delle associazioni per aiutare la persona che chiama a gestire l’emergenza. Non viene immediatamente fornita una consulenza legale (non c’è quindi una presa in carico gratuita), bensì una prima assistenza per capire come comportarsi nell’immediato.

Tra il 17 e il 24 ottobre l’Hub ha ricevuto circa 100 segnalazioni relative a circa 130 persone, molte delle quali avevano riferito di essere state fermate dalla polizia prima di raggiungere i cortei. Sono stati poi segnalati accompagnamenti di minorenni negli uffici di polizia senza che le famiglie fossero tempestivamente avvisate e anche vari episodi di uso di idranti e lacrimogeni da parte degli agenti.

I trasporti stanno funzionando quasi ovunque

Per ora non sono stati segnalati grossi problemi ai trasporti. In varie città, come a Napoli, alcune linee della metro sono state temporaneamente chiuse e alcune linee degli autobus deviate (lo stesso è successo a Milano, anche con dei tram), ma per timori relativi all’ordine pubblico.

Nei giorni scorsi il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva precettato i lavoratori del settore, rendendo illegittimo astenersi dal lavoro per protesta. La decisione, contestata da USB, ha ridotto la partecipazione alla giornata di oggi limitandola ai soli delegati del sindacato che hanno comunque deciso di scioperare facendosi carico delle sanzioni previste.

Diverse aziende di trasporti, fra cui Trenitalia, hanno detto dunque che lo sciopero sarà rimandato a una data successiva, che non è ancora stata stabilita.

La protesta dei portuali a Genova

I portuali genovesi aderiscono allo sciopero internazionale dei portuali. José Nivoli, portavoce del Collettivo autonomo dei lavoratori portuali (CALP), un gruppo parecchio attivo da anni sul contrasto al traffico di armi, ha annunciato che «oggi bloccheremo tutto». La protesta è partita bloccando l’ingresso del varco Albertazzi nel porto di Genova. I portuali si uniranno poi al corteo in corso in città.

(ANSA/LUCA ZENNARO)

(ANSA/LUCA ZENNARO)

(ANSA/LUCA ZENNARO)

(ANSA/LUCA ZENNARO)

A Roma è partito il corteo degli studenti

Da viale Aventino, in zona Piramide, e si sta dirigendo verso il Colosseo. Per ora il monumento è aperto alle visite, ma c’è la possibilità che venga chiuso su disposizione della questura se dovessero esserci disordini.

Il corteo in viale Aventino a Roma (il Post)

È partito anche il corteo degli studenti dall’università La Sapienza.

(il Post)

C’è anche Italia in Piazza

È uno dei gruppi su Instagram, TikTok e Telegram su cui nei giorni prima del 17 ottobre erano circolati appelli e mobilitazioni per quel sabato. L’account Instagram di Italia in Piazza era stato aperto il 4 ottobre: non ha un riferimento politico preciso e le richieste presentate nei post sono piuttosto generiche (stipendi più alti, lavoro sicuro, prezzi più bassi, una sanità e una scuola migliori).

In queste settimane il canale Telegram si è organizzato in sottogruppi locali, per città, dove le persone si sono confrontate per organizzare le manifestazioni di oggi. A quelle del 24 ottobre non avevano partecipato. Sono stati confronti pacifici e la linea generale è stata quella di unirsi allo sciopero proclamato dall’USB.

Le prime foto da Milano

In piazza Leonardo da Vinci a Milano, in zona Città Studi dove c’è il Politecnico, si sono radunati studenti liceali e universitari. Da qui il corteo dovrebbe partire a breve e secondo quanto comunicato nei giorni scorsi unirsi successivamente a un secondo corteo che partirà da piazza Duca D’Aosta, davanti alla stazione Centrale: insieme dovrebbero poi dirigersi verso nord, in zona Loreto.

(il Post)

(il Post)

Stanno iniziando i primi cortei

A Torino gli studenti si stanno muovendo da Palazzo Nuovo per raggiungere piazza Palazzo di Città, dove partirà il corteo con i sindacati. Anche a Napoli molte persone sono partite insieme a piedi dalla zona della stazione Garibaldi per raggiungere piazza Mancini e a Roma centinaia di studenti si sono radunati in piazzale Ostiense, zona Piramide, e fuori dall’università La Sapienza per raggiungere piazza dei Cinquecento, dove a breve partirà il corteo.

A Bologna in piazza Maggiore la situazione è ancora tranquilla

Non c’è molta gente per ora, ma è previsto che il corteo inizi da qui intorno alle 9:30.

Piazza Maggiore a Bologna intorno alle 9:15 (il Post)

Striscioni del corteo in piazza Maggiore (il Post)

Striscioni del corteo in piazza Maggiore (il Post)

Nel frattempo, poco fa, gli studenti del liceo scientifico Sabin a nord del centro storico hanno temporaneamente bloccato la strada. L’ANSA scrive che sono stati bloccati gli ingressi anche dei licei Minghetti, Fermi, Arcangeli, Laura Bassi, Righi e dell’istituto agrario Serpieri.

Ma quanti sono i cortei, di preciso?

È un calcolo un po’ difficile da fare, perché in varie città sono previsti più cortei organizzati da realtà diverse, che poi dovrebbero unirsi in un unico punto. Le città in cui l’USB ha convocato manifestazioni sono 50, su questo sito che è online da qualche settimana e si chiama Mappa della Rivolta sono contati per oggi circa 130 tra presidi, scioperi e cortei.

Il piano per la sicurezza

Due settimane fa le forze di polizia non erano riuscite a prevedere i disordini avvenuti a Milano, Bologna e Torino, soprattutto perché non avevano saputo intercettare le iniziative che attraverso i social avevano permesso a gruppi di giovani (molti minorenni) di riunirsi. Da allora il ministero dell’Interno ha detto di aver potenziato molto i controlli proprio sui social. In molte città si sono poi riuniti più volte i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, riunioni a cui partecipano i sindaci e i dirigenti delle forze di polizia locali.

Ieri si è riunito anche il comitato nazionale, presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per fare il punto della situazione con i prefetti e i questori. Piantedosi tra le varie cose ha detto che queste manifestazioni sono complicate da gestire perché «c’è questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso», facendo appunto riferimento alle rapide comunicazioni via social. Ci sarà comunque molta polizia nei luoghi coinvolti dalle manifestazioni.

I piani per la sicurezza variano da città a città, ma si sa che c’è molta attenzione su Milano, Bologna, Torino, Genova, Roma, Padova, Firenze e Napoli. A Milano ci sono presidi delle forze dell’ordine e dei militari in piazza Duomo, anche se non è previsto che il corteo passi dal centro. A Roma gli ingressi alla stazione Termini saranno contingentati, a Torino il prefetto ha vietato ai manifestanti di indossare caschi, passamontagna e mascherine.

A Livorno i portuali hanno già cominciato

Oggi è previsto anche uno sciopero internazionale dei lavoratori portuali contro il commercio delle armi. Sono previsti blocchi in oltre cento porti in vari paesi, anche in Italia. A Livorno, per esempio, i portuali hanno già iniziato il loro presidio intorno alle 6 di questa mattina fuori dal ponte Genova.

È la terza settimana di proteste

Non paragonabili a quelle in Francia, certo, ma c’è ormai una certa continuità con le manifestazioni contro il carovita iniziate sabato 17 ottobre, quelle di cui si è parlato molto soprattutto per gli scontri con la polizia in alcune città e per i disordini provocati a Milano da alcune centinaia di ragazzi molto giovani che si erano staccati dalla manifestazione.

È impossibile fare previsioni su come andranno quelle di oggi, intanto un rapido riassunto delle puntate precedenti:

  • 17 e 18 ottobre: manifestazioni in diverse città italiane, di cui si è parlato soprattutto per i disordini provocati a Milano da alcune centinaia di ragazzi molto giovani che si erano staccati dalla manifestazione. C’erano stati scontri tra manifestanti e polizia anche in altre città, tra cui Bologna e Torino.
  • 20 ottobre: il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto sicurezza che ha introdotto soprattutto misure contro la criminalità giovanile, e con cui ha previsto l’invio di 500 soldati a Milano per il mantenimento dell’ordine pubblico.
  • 24 ottobre: nuove manifestazioni in diverse città con scontri soprattutto a Bologna. È stato anche il giorno dell’arresto di Youssef Siher, il 30enne ritenuto amministratore del gruppo Telegram e della pagina Instagram Movimento 17 ottobre, scarcerato poi mercoledì.

Chi organizza e perché

C’è uno sciopero generale indetto dall’Unione Sindacale di Base (USB) e da altri sindacati di base, cioè quelli esterni alle tre grandi confederazioni sindacali italiane (CGIL, CISL e UIL), che sostengono la necessità di una rappresentanza sindacale più autonoma e dal basso. Ci sono poi parecchie manifestazioni a cui hanno annunciato di partecipare anche studenti, agricoltori, autotrasportatori, collettivi, movimenti per la casa e centri sociali.

Come per le proteste delle ultime settimane, anche queste sono state organizzate per molte e diverse ragioni: contro il carovita, l’aumento delle spese militari e le politiche del governo di Giorgia Meloni, ma anche per chiedere aumenti salariali e maggiori investimenti nei servizi pubblici.

Che ci facciamo qui

Buongiorno, tante persone stanno iniziando a radunarsi nei punti di ritrovo convocati per le manifestazioni in decine di città italiane. Noi racconteremo qui quello che succede, anche con foto e aggiornamenti dal campo.