L’esercito iraniano ha detto che se gli Emirati permetteranno agli Stati Uniti di usare il proprio territorio per attaccare le isolette di Abu Musa e Tunb Grande, l’Iran attaccherà «pesantemente» la città di Ras Al Khaimah, sulla punta settentrionale della costa emiratina.
Qui serve un passo indietro.
Abu Musa e Tunb Grande (insieme a Tunb Piccola) sono tre isolette nel golfo Persico, contese tra Iran ed Emirati ma amministrate dall’Iran. Se ne parla perché sta circolando l’ipotesi che gli Stati Uniti vogliano occuparle con le proprie truppe di terra. Occupare quelle isolette, che sono proprio all’imbocco dello stretto di Hormuz, consentirebbe agli Stati Uniti di avere una base di appoggio per proteggere le petroliere e le altre navi che passano per lo stretto.
Secondo i giornali statunitensi starebbero già inviando nella regione mezzi e uomini specializzati in sbarchi. Ci sono due ipotesi su quale potrebbe essere il loro utilizzo.
Una è che vogliano invadere l’isola di Kharg, già bombardata nei giorni scorsi. Sarebbe un inasprimento notevole, perché Kharg è fondamentale per le esportazioni di petrolio iraniano. Un’invasione porterebbe a grosse ritorsioni, e concretizzerebbe uno scenario a lungo escluso dagli Stati Uniti, ovvero un’invasione di terra.
Di qui l’altra ipotesi: usare il piccolo arcipelago conteso sarebbe un modo per trovare un punto d’appoggio nella regione senza toccare le infrastrutture petrolifere iraniane.
Ne parlavano ieri Eugenio Cau e Daniele Raineri nell’ultima puntata speciale di Globo.