• FLAHES
  • Lunedì 28 settembre 2026

Le fasi decisive dei Mondiali di ciclismo sono finite su RaiPlay Sport 3: sì, esiste; e no, non è RaiPlay 3

Domenica c’è stata la prova in linea maschile dei Mondiali di ciclismo: una gara vivacissima, mutevole e, come detto in telecronaca, «anarchica»; una delle migliori dell’anno, vinta a sorpresa dallo statunitense Brandon McNulty. Ma difficile da seguire, almeno sulla Rai: come succede spesso tra pomeriggio e serata (la gara è iniziata alle 15, con arrivo intorno alle 21:30), la Rai ha spostato la diretta su diversi canali. A 30 chilometri dall’arrivo, in un momento decisivo e con l’italiano Giulio Ciccone a giocarsi una medaglia, la diretta su Rai 2 è stata interrotta dal TG2 e spostata su RaiPlay Sport 3. È un canale disponibile solo online e da app, che in telecronaca era stato presentato come RaiPlay 3. Su Rai Sport, il canale dove spesso finiscono le dirette sportive quando i primi tre canali sono impegnati, c’era una partita di calcio di Serie C. La gara è tornata su Rai 2 a circa 10 chilometri dall’arrivo.

Come spiegato bene da Simone Salvador, esperto del rapporto tra sport e televisione, anche su RaiPlay Sport 3 ci sono stati problemi per diversi minuti.

Succede spesso che il ciclismo, le cui gare sono notoriamente lunghe, cambi canale per non creare troppi problemi di palinsesto. Ieri però il canale è cambiato nei momenti decisivi, con problemi di trasmissione sul canale su cui è finito, con un’errata comunicazione di dove sarebbe finita la diretta, in una gara importante e trasmessa nella serata di una domenica insolitamente senza Serie A di calcio.

Peraltro tra chi segue il ciclismo c’è altrettanto notoriamente una rilevante parte di pubblico in età da pensione, ed è un tipo di pubblico che non sempre segue un evento sportivo online, su canali non disponibili sul digitale terrestre. Le dirette di ciclismo inoltre sono spesso su Eurosport, oltre che sulla Rai: il rischio concreto è che, non trovando la diretta sulla Rai, chi ne ha la possibilità scelga di guardare la corsa altrove.

Nel pomeriggio di lunedì l’Usigrai, il principale sindacato dei giornalisti della Rai, ha criticato quanto successo parlando di «solita Rai tafazziana e autolesionista che compra i diritti di alcuni grandi eventi sportivi» e poi «li interrompe sul più bello», di «rappresentazione plastica di un’azienda priva del benché minimo coordinamento editoriale».

– Leggi anche: Il gregario che ha vinto i Mondiali di ciclismo