Gli applausi all’urlo «lasciate stare la Groenlandia», durante l’inno statunitense prima di una partita di NBA a Londra

Domenica si è giocata a Londra la partita di NBA (il campionato nordamericano di basket, le cui partite si svolgono talvolta anche in Europa) tra Orlando Magic e Memphis Grizzlies. Prima della partita l’attrice e cantante statunitense Vanessa Williams ha cantato l’inno statunitense (le due squadre in gara erano statunitensi) e mentre si esibiva un tifoso ha urlato «lasciate stare la Groenlandia!» («leave Greenland alone»): parte del palazzetto ha risposto con urla e applausi. Il presidente statunitense Donald Trump, infatti, minaccia da settimane di voler di prendere il controllo della Groenlandia, un’isola che fa parte del Regno di Danimarca, con larghe autonomie. Lo stesso Donald Trump si è rifiutato di escludere l’uso della forza. Williams ha concluso l’inno, facendo finta di niente.
Quelle di Londra non sono state le prime proteste di questi giorni contro le minacce di Trump: sabato a Copenaghen, in Danimarca, migliaia di persone hanno partecipato a un corteo, e a Nuuk, la capitale groenlandese, in centinaia si sono radunati davanti al consolato statunitense.
Non sono state nemmeno le prime proteste contro gli Stati Uniti e contro Trump durante una partita di NBA. Nel febbraio del 2025 – pochi giorni dopo il suo insediamento come Presidente degli Stati Uniti – l’inno statunitense era stato fischiato nel palazzetto della squadra canadese dei Toronto Raptors, mentre quello canadese era stato accolto con grandi applausi. Pochi giorni prima Trump aveva annunciato l’imposizione di pesanti dazi doganali sulle merci importate dal Canada.


