Ora l’hashtag #ProudBoys usato dai suprematisti bianchi è pieno di foto felici di uomini gay

Ora l'hashtag #ProudBoys usato dai suprematisti bianchi è pieno di foto felici di uomini gay

Negli ultimi giorni sui social è stato molto condiviso l’hashtag #ProudBoys, dopo che il gruppo della destra estrema americana era finito al centro della discussione per le dichiarazioni decisamente ambigue fatte da Donald Trump durante il primo dibattito presidenziale e che il gruppo stesso aveva cominciato ad usare come uno slogan.

A partire da sabato scorso, però, l’hashtag #ProudBoys ha cominciato ad essere hijacked (cioè dirottato) dalla comunità LGBT+ e non solo, con il risultato di rimandare a messaggi e a foto felici di uomini gay molto proud, orgogliosi: proud boys, appunto. Bobby Berk, protagonista del popolare programma di Netflix “Queer Eye” ha ad esempio twittato una sua foto accanto al marito chiedendo di trasformare #ProudBoys in un hashtag sull’amore e non sull’odio.

L’account Twitter ufficiale delle forze armate canadesi negli Stati Uniti ha a sua volta condiviso l’hashtag con l’immagine di un militare che bacia il suo partner accompagnata dalla bandiera del Canada e da quella arcobaleno.

Il rovesciamento ha funzionato, negli Stati Uniti e non solo:

I Proud Boys esistono dal 2016, quando li fondò Gavin McInnes, un autore e commentatore canadese che fu tra i fondatori di Vice Media e che negli anni ha provato a negare l’affiliazione del gruppo con il neonazismo. In realtà è uno dei movimenti più attivi dell’alt right, la nuova estrema destra americana che da diversi anni porta avanti idee razziste e misogine appellandosi alla libertà di espressione. I Proud Boys, tra le altre cose, sostengono la superiorità della civiltà occidentale, sono islamofobi, apertamente anti-femministi e armati.

Il gran finale di Rio Ave-Milan in Europa League

Il gran finale di Rio Ave-Milan in Europa League

Giovedì sera il Milan ha giocato una partita valida per i playoff di UEFA Europa League contro il Rio Ave, una squadra di metà classifica del campionato portoghese. La partita era iniziata alle 21 ma si è prolungata fino a mezzanotte per un finale lunghissimo segnato da continui colpi di scena.

Dopo 90 minuti la partita era finita 1-1. Il Rio Ave aveva segnato il 2-1 nei primi minuti del primo tempo supplementare. Nell’ultima azione della partita, il Milan aveva pareggiato su rigore per un fallo di mano nell’area avversaria. Poi è iniziata la serie di rigori, oltre a un notevole temporale: le due squadre ne hanno battuti in tutto 24 (entrambi i portieri hanno tirato alto il loro rigore).

Per tre volte il Rio Ave ha avuto la possibilità di vincere a causa di un errore del Milan, ma ogni volta ha fallito il rigore decisivo. Il rigore della vittoria del Milan lo ha tirato il difensore Simon Kjaer, che non segnava in una gara ufficiale dal 2018, che pochi secondi prima aveva subito un maldestro tentativo di distrazione da parte del portiere del Rio Ave, Pawel Kieszek. Subito dopo il rigore di Kjaer, il difensore Aderian Santos si è fatto parare il suo tiro da Gianluigi Donnarumma. Il Milan ha quindi vinto la partita 11-10.

La partita è finita così tardi che il Milan ha perso l’aereo per tornare a Milano: oggi alle 13 conoscerà i suoi avversari nella fase a gironi di Europa League, che verrà sorteggiata a Ginevra, in Svizzera.

Potete fare da giurati a un concorso per orsi grassi

Potete fare da giurati a un concorso per orsi grassi

Da sei anni, ogni ottobre, un parco naturale dell’Alaska organizza un concorso per scegliere il suo orso più grasso, a cui chiunque può partecipare nel ruolo di giurato, votando online, da qui. Gli orsi trascorrono l’inverno in letargo e passano l’estate ad accumulare grasso, mangiando salmone soprattutto, in vista dei mesi freddi. Per gli orsi del parco di Katmai – che sono orsi bruni, Ursus arctos – ottobre è il mese in cui si raggiunge il peso più elevato. Quando poi gli orsi si svegliano in primavera pesano notevolmente di meno.

(Explore.org)

Qui si possono vedere le fotografie e leggere le biografie (in inglese) dei 12 orsi in concorso; può capitare di vederli anche attraverso le live webcam nel parco, sul sito Explore.org. A vincere il concorso l’anno scorso è stata l’orsa 435, detta anche Holly.

Il concorso della cosiddetta “Fat Bear Week”, cioè “Settimana dell’orso grasso”, finirà il 6 ottobre. In passato il parco aveva precisato che il concorso non è un esempio di «fat shaming» – la presa in giro e la ridicolizzazione di chi è grasso – nei confronti degli orsi, dato che quelli più grassi sono anche quelli che resisteranno meglio all’inverno.

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