Come Mladić intimidiva i soldati dell’ONU a Srebrenica

Ratko Mladić arriva all'aeroporto di Sarajevo, 12 aprile 1993 (AP/Michael Stravato)
Ratko Mladić arriva all'aeroporto di Sarajevo, 12 aprile 1993 (AP/Michael Stravato)

Giovedì 27 agosto è morto Ratko Mladić, che durante la guerra degli anni Novanta in Bosnia Erzegovina guidò l’esercito dei serbi bosniaci. Nel 2017 il Tribunale Penale Internazionale per l’ex Jugoslavia lo condannò all’ergastolo per vari crimini di guerra e contro l’umanità: nel 1995 i suoi soldati avevano ucciso più di 8mila uomini e ragazzi bosgnacchi a Srebrenica, motivo per cui Mladić venne giudicato colpevole di genocidio.

Uno dei video più conosciuti girati in quei giorni a Srebrenica mostra un colloquio tra Mladić e Thom Karremans, il generale nederlandese che era a capo di un contingente delle Nazioni Unite che in teoria avrebbe dovuto proteggere i civili di Srebrenica, ma che in pratica non fece nulla per aiutarli. Le truppe dell’ONU avevano un mandato molto limitato, che tecnicamente non permetteva loro di intervenire per difendere con le armi i civili. Il contingente a Srebrenica era anche molto più piccolo e peggio armato dei serbi.

Mladić aveva invitato Karremans nell’hotel dove si era sistemato, per intimidirlo e convincerlo a non dare protezione alle migliaia di persone che avevano cercato rifugio nella base locale dell’ONU. Si incontrarono tre volte in meno di 24 ore. Durante la guerra i serbi bosniaci avevano già attaccato e ucciso soldati dell’ONU, e Mladić aveva sempre mantenuto un atteggiamento molto aggressivo. Karremans nel video appare ben poco a suo agio mentre Mladić si rivolge a lui in modo irruento, a volte alzando i toni. Dice per esempio: «Questa è la prima guerra nella mia carriera, e questo è il mio paese, non il tuo».

In uno spezzone diventato molto noto, Mladić accusa Karremans di avere ordinato ai suoi soldati di sparare contro i serbi. Karremans si difende in modo goffo e con una frase che poi sarebbe passata alla storia (si sente dopo il minuto 6:40): «Sono solo un pianista […] non sparate sul pianista», una specie di modo di dire per cercare di giustificarsi e liberarsi dalle responsabilità. Mladić risponde dicendo: «Come pianista lei fa schifo».

Sempre durante quei colloqui venne scattata un’altra fotografia famosissima, che mostra Karremans brindare insieme a Mladić. La foto diventò il simbolo dell’impotenza e della connivenza del contingente ONU con i serbi.