I primi video delle convocazioni per i Mondiali di calcio, tra canzoni e finte sitcom

Mancano poco più di tre settimane all’inizio dei Mondiali maschili di calcio in Messico, Canada e Stati Uniti, e diverse nazionali tra le 48 qualificate hanno già presentato la lista dei calciatori convocati per il torneo. In certi casi sono presentate o annunciate senza troppi fronzoli, in altri è stata messa più fantasia.
La Francia, per esempio, ha comunicato i propri convocati con la sigla di una finta serie televisiva in cui si vedono i suoi calciatori lavorare, fare la spesa o cucinare in una piccola città di periferia. È la classica ambientazione delle sitcom statunitensi. In questo caso la città si chiama “Clear Fountain”, un riferimento – con nome americanizzato – a Clairefontaine, l’importante centro di allenamento della Federcalcio francese.
La Francia ha raggiunto le ultime due finali dei Mondiali (vincendo nel 2018 e perdendo ai rigori nel 2022) ed è tra le favorite anche per questa edizione. È di gran lunga meno favorita la Scozia, che non partecipa ai Mondiali dal 1998 e che intanto è riuscita a farsi notare per le sue convocazioni, annunciate nei titoli di coda di un video sulla Scozia, sui suoi paesaggi e sul suo legame con il calcio. La voce narrante è quella dell’attore scozzese Ewan McGregor, noto per i film di Trainspotting e Star Wars:
Scozia, bellissimo luogo indistruttibile. Dopo 28 lunghe estati, il mondo sentirà finalmente di nuovo la tua voce.
Curaçao, l’isoletta nel mar dei Caraibi che diventerà il paese più piccolo di sempre a partecipare ai Mondiali, ha scelto di presentare i suoi convocati con una canzone con stile, ritmo e sonorità tipiche della musica caraibica.
Oltre ai casi di Scozia, Francia e Curaçao (e ad altri che senz’altro arriveranno), la maggior parte delle convocazioni è stata comunicata solo con una conferenza stampa, un comunicato o un semplice post sui social. È stato il caso del Brasile, con i conseguenti festeggiamenti per la convocazione di Neymar; o anche del Portogallo, che ha simbolicamente incluso nella sua squadra anche Diogo Jota, l’ex calciatore della nazionale morto lo scorso luglio a 28 anni per un incidente stradale.
Tutte le squadre sono obbligate a comunicare i loro calciatori entro il 1° giugno. Devono essere minimo 23 e massimo 26, di cui tre portieri. Fino a 24 ore prima del proprio esordio ai Mondiali, una nazionale può sostituire uno dei suoi calciatori, ma solo in caso di un infortunio o una malattia grave.


