Trump ha fatto Trump alla ripetizione della cena dei corrispondenti della Casa Bianca

(AP Photo/Rod Lamkey, Jr.)
(AP Photo/Rod Lamkey, Jr.)

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attaccato i giornalisti, ha fatto battute poco riuscite sulla stampa americana ma ha anche detto che perlopiù la rispetta, alla cena dei corrispondenti che si è tenuta venerdì sera a Washington. Era stata organizzata in una versione ridotta dopo che quella di aprile era stata interrotta dal tentato attentato contro Trump, che ha detto di non aver voluto che un atto di violenza «avesse l’ultima parola».

Ma le sue battute, parte di una lunga tradizione annuale che coinvolge i presidenti e la stampa fin dagli anni Venti, hanno generato perlopiù reazioni scettiche e imbarazzate in sala. Perfino Trump a un certo punto ha chiesto se le cose che stava leggendo dovevano far ridere.

Tra le altre cose se l’è presa con alcuni giornalisti citandoli per nome, li ha accusati di essere ossessionati da lui, e ha consigliato ai presenti di diffidare delle notizie false. Ha anche consegnato dei premi ai giornalisti del Wall Street Journal che avevano realizzato un’inchiesta sui suoi rapporti con il finanziere Jeffrey Epstein, e a un giornalista del New York Times che nei giorni scorsi aveva ricevuto un mandato di comparizione dall’amministrazione perché rivelasse le fonti di un suo scoop sull’aereo presidenziale.

In uno dei passaggi più commentati del suo discorso, che è stato un po’ serio e un po’ comico e spesso qualcosa a metà, Trump ha detto che si candiderà per «un quarto mandato», riferendosi ai due che ha effettivamente fatto, a quello che secondo lui avrebbe dovuto fare quando perse le elezioni contro Joe Biden, e a quello che comincerebbe se dovesse vincere le prossime. Il XXII emendamento alla Costituzione statunitense proibisce a un presidente di fare più di due mandati, ma Trump ha più volte scherzato e provocato sulla possibilità di farlo comunque, senza mai chiarire come. Alla cena dei corrispondenti ha anche indossato un cappellino rosso con scritto “Trump 2028”.

Alla cena dei corrispondenti che si era tenuta lo scorso aprile, un uomo armato era riuscito a entrare nel Washington Hilton, l’hotel dove si stava tenendo l’evento, venendo bloccato fuori dalla sala dove si trovava Trump. Aveva anche ferito un agente della scorta del presidente. L’evento era stato sospeso e c’era stata una grande confusione. La cena di venerdì sera è stata organizzata in un contesto più piccolo al Waldorf Astoria, un altro hotel di Washington.