La campagna di Coca-Cola contestata in Ungheria

La campagna di Coca-Cola contestata in Ungheria

Per la campagna pubblicitaria di un importante festival musicale a Budapest, in Ungheria, Coca-Cola – che è uno sponsor – ha scelto dei manifesti in cui una coppia di ragazzi abbracciati e una coppia di ragazze che si guardano in modo complice condividono una bottiglia o bevono dalla stessa cannuccia. Lo slogan è: “zero zucchero, zero pregiudizi”. Le pubblicità non sono piaciute al governo conservatore del primo ministro Viktor Orbán e al suo partito Fidesz: Istvan Boldog, deputato e vicepresidente del partito, ha invitato a boicottare i prodotti della Coca-Cola definendo la campagna “provocatoria”.

Un calciatore americano ha esultato per un gol chiedendo nuove leggi sulle armi

Un calciatore americano ha esultato per un gol chiedendo nuove leggi sulle armi

Domenica sera durante una partita di MLS, il più importante campionato di calcio maschile degli Stati Uniti, l’attaccante Alejandro Bedoya del Philadelphia Union ha esultato per un gol chiedendo l’approvazione di nuove e più severe leggi sulle armi. Al momento del gol di Bedoya, il primo del 5-1 finale contro il DC United, erano passate solo poche ore dalle due stragi a El Paso e Dayton, che hanno causato in tutto 29 morti e decine di feriti.

Dopo aver segnato ed esultato, Bedoya è corso verso un microfono ambientale piazzato sulla linea laterale del campo e ha urlato: «Ehi, voi del Congresso, fate qualcosa! È ora di mettere fine alla violenza causata dalle armi». Le leggi degli Stati Uniti in fatto di possesso e uso di armi da fuoco sono fra le più permissive nel mondo occidentale.

Bedoya ha 32 anni e ha giocato per lungo tempo in nazionale. Il Guardian ha lasciato intendere che sia particolarmente sensibile al tema delle sparatorie di massa perché cresciuto a Weston, in Florida, a pochi chilometri dal liceo di Parkland dove si tenne una delle più gravi stragi del 2018.

La storia sportiva più bella del giorno (ma forse anche dell’anno)

La storia sportiva più bella del giorno (ma forse anche dell'anno)

La squadra di baseball californiana degli Oakland Athletics ha fatto firmare un contratto a un ragazzo di 23 anni dopo averlo visto lanciare ripetutamente a oltre 150 chilometri orari in una postazione di lancio aperta ai tifosi presso il Coors Field di Denver. Nathan Patterson, così si chiama il ragazzo, si trovava lì con il fratello per assistere alla partita di campionato tra gli Athletics e i Rockies.

Patterson ha detto al sito della MLB di aver giocato a baseball seriamente soltanto al liceo. Un anno fa però, durante una partita di una squadra satellite degli Athletics, i Nashville Sounds, lanciò una palla a 154 chilometri orari in una competizione aperta al pubblico. Da quel giorno iniziò ad allenarsi seriamente. Nonostante la sua preparazione si sia interrotta per un periodo a dicembre, dopo essere stato investito da un’auto senza gravi conseguenze, a gennaio lanciava attorno ai 151 chilometri orari anche con il braccio sinistro fasciato.

Lo scorso febbraio Patterson aveva iniziato a parlare con gli Athletics, i cui dirigenti lo avevano invitato a continuare con gli allenamenti e magari a giocare regolarmente con qualche squadra locale. Questo fino allo scorso 15 luglio, quando Patterson ha lanciato ripetutamente a oltre 150 chilometri orari, praticamente come un giocatore professionista. Qualche giorno dopo i dirigenti di Oakland si sono decisi a chiamarlo per offrirgli un contratto. Ora Patterson verrà aggregato a qualche squadra satellite, ma vista la sua età ci sono possibilità di vederlo lanciare un giorno per gli Athletics in Major League.

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