Il peso dell’insofferenza, non della geografia

C’è da restare allibiti a leggere le dichiarazioni e le “analisi” post voto di alcuni dirigenti del Partito Democratico. Per poco Rosy Bindi, ieri sera su Rai3, non ha evocato le F.O.D.R.I.A, le Forze oscure della reazione in agguato. In Toscana il presidente Enrico Rossi ha scritto che sul risultato renziano ottenuto da queste parti, superiore al 50 per cento, “sicuramente ha pesato l’appartenenza geografica e il fatto di essere il sindaco della principale città della regione”. Il segretario del Partito Democratico Andrea Manciulliha detto che “l’essere un esponente di questa terra” ha pesato “sul suo risultato in Toscana rispetto ad altrove”. Ma come? Ripetiamo in continuazione che la Toscana è la terra dei campanilismi: la “fiorentinità”, casomai, poteva essere un deterrente per i pisani! Cari Rossi e Manciulli, su Renzi potete pensarla come volete, è legittimo, ma come si fa a scambiare un caso politico per un caso geografico? La Toscana non è improvvisamente diventata “di destra”, così come Renzi non è diventato il campione della sinistra. E’ successo quello che è accaduto a Firenze nel 2009. E’ il peso dell’insofferenza, non della geografia, cari dirigenti del Pd.

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