Il ritorno della vela spaziale

Prima di Natale, la NASA aveva provato a dimostrare la possibilità di usare una vela a vento solare per navigare nello spazio, una tecnologia già sperimentata dai giapponesi.

Come avevamo accennato qui, l’esperimento sembrava essere andato nel modo peggiore. I contatti con la vela solare — chiamata NanoSailD — si erano interrotti durante il tentativo di dispiegamento.

Sennonché, un mesetto dopo, improvvisamente e senza spiegazioni, la vela ha dato segni di vita, staccandosi dal satellite che la ospitava. E qui le cose hanno preso una piega avventurosa. Per localizzare la vela e confermare che fosse effettivamente funzionante, la NASA ha chiesto aiuto ai radioamatori, che hanno tenuto sotto controllo la frequenza di trasmissione di NanoSail-D, 437.275 MHz, riuscendo a captare il segnale.

Per cui, adesso c’è la fuori una vela di circa nove metri quadri spinta dalle particelle provenienti dal Sole. I progressi della missione si possono seguire in tempo reale qui; ma si può anche provare a seguire il segnale radio (avendo l’apparecchiatura adatta) o addrittura a fotografare la vela, che dovrebbe essere visibile anche a occhio nudo: per chi ci riuscisse, c’è anche un concorso che premierà le migliori immagini. C’è tempo fino a quando la vela non si disintegrerà, tra qualche mese, rientrando nell’atmosfera terrestre.