Il secolo scorso, sembra ieri
Luca Sofri racconta il ventesimo numero di "COSE Spiegate bene", la rivista del Post "con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro"
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È in libreria il nuovo numero di COSE Spiegate bene, la rivista/libro del Post in collaborazione con Iperborea che chiude così il suo sesto anno. Si chiama Novecento, atto secondo, citazione cinematografica che allude a un precedente numero e alla scelta di raccogliere una ricca e varia antologia di storie e fatti significativi del secolo scorso, stavolta avvenuti fuori dall’Italia. Ma sono tutte cose meglio spiegate nel consueto editoriale di apertura di Luca Sofri, intitolato con altrettanta citazione “Con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro”.
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Abbiamo due accettabili alibi per iniziare parlando del progetto di COSE Spiegate bene in generale, questa volta. Uno è che siamo arrivati ad averne fatti venti, di COSE Spiegate bene, sempre grazie alla solida complicità di abbonati e abbonate del Post che ne sostengono il lavoro, e grazie al prezioso interesse delle persone che li hanno comprati e apprezzati finora. Interesse che si è concretizzato in impensati risultati di vendita e, naturalmente, in incentivi a mantenerne la qualità (ma anche in «innumerevoli tentativi di imitazione» – come dice di sé La Settimana Enigmistica – dei quali siamo altrettanto grati e lusingati).
La seconda scusa con cui ci tratteniamo ancora qualche riga sul progetto è che quello di cui si occupa questo ventesimo numero di COSE Spiegate bene – per matematica coincidenza – è il XX secolo, di nuovo, e questo «di nuovo» impone una spiegazione: l’undicesimo numero, pubblicato due anni fa, è stato – dopo i primissimi, che godettero di eccezionali curiosità iniziali – quello di maggior successo, e che continua a essere più richiesto e apprezzato.
È quello che si chiama Novecento, che raccoglie molte storie differenti, grandi e piccole, avvenute nel Novecento in Italia: l’idea di aggregare per una volta articoli non su un argomento definito, ma relativi in quel caso a un periodo e a un luogo, ci venne dall’impressione che ci siano ancora tantissime cose presenti nei discorsi contemporanei che arrivano da là, da quel secolo, ma che sono date per scontate o a cui si tende ad alludere sbrigativamente. E che quindi valesse la pena fare un ripasso: e come dicevamo, a giudicare dalle risposte ne è evidentemente valsa la pena.
E quindi abbiamo pensato di farne un complemento che allargasse quell’approccio al resto del mondo, con una selezione che è inevitabilmente incompleta, ma speriamo sia capace di insegnare o far ricordare abbastanza cose sul secolo che di fatto ha costruito quello in cui ci troviamo ora. Malgrado tutte le straordinarie trasformazioni di questo quasi trentennio, infatti, il mondo in cui viviamo è per tantissimi aspetti il mondo che si è formato nella seconda metà del secolo scorso: e con questo indichiamo quindi una prima scelta di sotto selezione che abbiamo fatto, decidendo di raccontare – con qualche eccezione – storie che riguardano appunto la seconda metà del Novecento. Il Novecento fino al 1945 è stato davvero un altro tempo (che forse meriterà un altro COSE Spiegate bene), con una separazione piuttosto indiscutibile dal mezzo secolo successivo: ma vi rimandiamo all’articolo introduttivo tra poche pagine, per le riflessioni a proposito di quanto siano comunque sfuggenti le definizioni di «secolo» e dei suoi confini.
La seconda scelta che abbiamo fatto è quella di una sproporzione che in questa raccolta privilegia quello che è successo ai «nostri» mondi, europei e occidentali, pur guardando anche altrove: ne percepiamo tutti i limiti, e anche tutti i colpevoli strabismi storici che eredita, ma l’idea di partenza non era, come abbiamo detto, di compensare le narrazioni correnti, quanto di dare strumenti per capire meglio le narrazioni correnti: ovvero conoscere meglio quello di cui sentiamo parlare più spesso, nei nostri mondi. Anche il Novecento di Nigeria, Colombia e Laos avrà poi bisogno di essere raccontato, in un futuro numero di COSE Spiegate bene. Ci vincoli alla promessa il bertoliano titolo di questa introduzione.
L’inedita scelta di dare un «atto secondo» a un numero precedente di COSE Spiegate bene, spiega anche perché abbiamo chiesto di illustrarlo a un artista che avevamo già coinvolto, Alessandro Baronciani. La sua copertina di Novecento in particolare, con quella capacità di rappresentare bellezze storiche e fragilità contemporanee dell’Italia, e sforzi di tenere insieme tutto, è stata una delle più riuscite finora, e ci è sembrato giusto completare con lui questa successione. E questo ci dà un alibi finale per chiudere questa ombelicale introduzione, stavolta, citando più esplicitamente del solito gli altri responsabili di COSE Spiegate bene e della loro riuscita, da venti numeri: tutti gli artisti che li hanno disegnati, gli ospiti che hanno scritto appositamente i testi più personali ospitati in ogni occasione, lo studio Tomo Tomo che ha progettato il design assai riuscito, e i nostri soci di Iperborea che sanno fare tutto il resto. Sono solo venti numeri, e quasi sei anni, niente in confronto alla Settimana Enigmistica: ma il XXI secolo è lungo, e siamo tra quelli ottimisti sulla sopravvivenza del genere umano, se continua a leggere e a imparare cose.
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COSE Spiegate bene raccoglie articoli scritti dalla redazione del Post e ospita i testi più personali di Giovanna Botteri, Marcello Flores, Antonio Stella e Ilaria Maria Sala. Il progetto grafico è dello studio Tomo Tomo e le illustrazioni e la copertina di questo numero sono di Alessandro Baronciani. Il progetto editoriale è curato da Nicola Sofri.
Lo si può acquistare nelle librerie o sul sito del Post.



