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  • Mercoledì 4 novembre 2026

I risultati delle elezioni negli Stati Uniti, in breve

I Democratici hanno stravinto ovunque e hanno preso il controllo del Congresso: è una grossa sconfitta per Trump

La festa del Partito Democratico in Texas, per la vittoria della candidata governatrice Gina Hinojosa (AP Photo/Ashley Landis)
La festa del Partito Democratico in Texas, per la vittoria della candidata governatrice Gina Hinojosa (AP Photo/Ashley Landis)
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Con un risultato clamoroso, i Democratici hanno stravinto le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Hanno ottenuto maggioranze solide sia alla Camera sia al Senato e sono andati meglio del previsto quasi ovunque, anche in stati dove non vincevano da decenni e dove fino a pochi mesi fa non erano considerati competitivi, come il Kansas e soprattutto il Texas. Al contrario i Repubblicani hanno subìto una sconfitta eclatante, dovuta in buona parte all’impopolarità del presidente Donald Trump. Il voto infatti era visto perlopiù come una specie di referendum sul suo operato, che è stato giudicato in modo evidentemente negativo.

La sconfitta dei Repubblicani è stata così netta che pure Trump si è congratulato con i Democratici per la vittoria: è anomalo per lui, che parla regolarmente di brogli e complotti e in passato si è sempre rifiutato di riconoscere la sconfitta (anzi: sostiene ancora di aver vinto le presidenziali del 2020, che perse contro Joe Biden).

Il racconto lungo della notte elettorale si può leggere sul liveblog del Post, con i risultati aggiornati e le ultime notizie. Qui sotto c’è invece una versione sintetica con le cose più importanti da sapere.

Il Senato
Prima di questa notte i Repubblicani avevano una maggioranza risicata al Senato, con 53 seggi contro i 47 dei Democratici. Per cambiare le cose i Democratici dovevano mantenere tutti i loro seggi e aggiungerne almeno 4. Hanno fatto molto meglio di così, vincendo in tutti gli stati in bilico e ottenendo almeno 7 seggi aggiuntivi. In attesa dello scrutinio dei voti dell’Alaska, gli ultimi ad arrivare, è praticamente certo che avranno almeno 54 senatori su 100.

Hanno vinto anche in stati storicamente conservatori: il Kansas, dove un candidato Democratico non vinceva dal 1932; ma anche in South Carolina, in Iowa e in Ohio, che negli ultimi anni si erano spostati molto a destra.

La sconfitta più clamorosa e bruciante per i Repubblicani è stata però quella in Texas, dove il Democratico James Talarico ha vinto le elezioni per il Senato con circa 10 punti percentuali di vantaggio sullo sfidante Repubblicano Ken Paxton. Non solo: la candidata governatrice Democratica Gina Hinojosa ha battuto Greg Abbott, il potentissimo governatore Repubblicano uscente, che era in carica dal 2015. Sarà Democratico anche il procuratore generale, l’incarico elettivo più importante dopo il governatore, e il partito ha ottenuto la maggioranza persino alla Camera statale.

È una svolta storica: il Texas è tornato contendibile, e già dalle presidenziali del 2028 sia i Democratici sia i Repubblicani dovranno investire moltissimi soldi per fare campagna elettorale in uno stato enorme sia per popolazione (ha 31 milioni di abitanti, di cui circa il 40 per cento latinoamericani) sia per estensione (è grande più di due volte l’Italia). Di Talarico, inoltre, inizieremo a sentire parlare come possibile candidato presidenziale.

«Ci siamo ripresi il Texas» ha detto Talarico ai suoi sostenitori durante il discorso della vittoria.

La Camera
I numeri definitivi non ci sono ancora, ma secondo i dati raccolti dal New York Times i Democratici sono avanti nello scrutinio in oltre 250 collegi su 435. Prima delle elezioni avevano 214 seggi: ne guadagneranno una quarantina, tantissimi.

I candidati Repubblicani hanno perso in diversi collegi che prima delle elezioni erano considerati sicuri, anche perché le autorità statali del loro partito ne avevano ridisegnato i confini proprio per facilitare la loro vittoria (il cosiddetto gerrymandering): in almeno tre casi però non è bastato e hanno vinto i candidati Democratici.

Governatori ed elezioni locali
Oltre al Texas, in Ohio la candidata governatrice Democratica Amy Acton ha battuto il Repubblicano Vivek Ramaswamy, che aveva diffuso contro di lei uno degli spot più scorretti di tutta la campagna elettorale. In Georgia la Democratica Keisha Lance Bottoms è stata la prima donna nera eletta come governatrice nella storia degli Stati Uniti. Ha beneficiato del grande successo di Jon Ossoff, il senatore uscente Democratico in Georgia che è stato riconfermato con il 59 per cento dei voti.