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  • Domenica 1 novembre 2026

Il Mondiale di Kimi Antonelli

Com'è andata gara-per-gara, ora che l'ha vinto

Toto Wolff, team principal della Mercedes, e Kimi Antonelli, l'1 novembre (AP Photo/Moises Castillo)
Toto Wolff, team principal della Mercedes, e Kimi Antonelli, l'1 novembre (AP Photo/Moises Castillo)
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Andrea Kimi Antonelli, della Mercedes, ha vinto il Mondiale di Formula 1. La sua vittoria è eccezionale per diverse ragioni: Antonelli ha solo 20 anni ed è alla sua seconda stagione nella categoria: ha convinto molti appassionati italiani a tifare, per una volta, non solo per la Ferrari.

Si era intuito fin dal primo weekend di gara, a inizio marzo in Australia, che questo sarebbe potuto essere un buon Mondiale per Antonelli. Con il nuovo regolamento l’aspetto e il funzionamento delle monoposto di Formula 1 erano cambiati molto, e la Mercedes era sembrata la scuderia più pronta, con le macchine più performanti.

Oltre a una buona macchina serve però un pilota che la sappia guidare bene, e non era per nulla scontato che Antonelli potesse farlo allo stesso livello del compagno di squadra George Russell, che corre in Formula 1 dal 2019 e in Mercedes dal 2022.

Nel 2025, per capirci, Russell era arrivato quarto nella classifica piloti con più del doppio dei punti di Antonelli, che invece aveva chiuso al settimo posto dopo una stagione molto altalenante, pur normale per un esordiente.

Non fu quindi una sorpresa quando Russell vinse il Gran Premio di Melbourne con tre secondi di vantaggio proprio su Antonelli, secondo.

Alla gara successiva, però, le cose cominciarono a cambiare per Antonelli. A Shanghai, in Cina, fece due cose che non gli erano mai riuscite prima: conquistare la pole position e poi vincere un Gran Premio. Lo fece, tra l’altro, con una maturità e una velocità impressionanti per la sua età, mostrando subito due delle sue qualità migliori: la capacità di adattarsi in pochissimo tempo alla macchina che guida e quella di saper andare fin da subito molto forte. Guidò molto bene dall’inizio alla fine, gestì con calma il suo vantaggio e fece anche il giro più veloce della gara.

Dopo Shanghai, Antonelli vinse altre quattro gare consecutive: in Giappone, dove passò in testa alla classifica, a Miami, a Montreal, e infine a Monte Carlo. Dimostrò spesso una notevole abilità nel gestire gare lunghe, complesse e ricche di imprevisti.

A Miami, in particolare, Antonelli fece vedere qualcosa di nuovo. Oltre ad andare forte e guidare bene, dimostrò anche di saper affrontare una gara stressante e piena di problemi. Dopo una brutta partenza che gli aveva fatto perdere la pole position riuscì a tornare in testa stabilmente solo al 29esimo giro, dopo il quale fu comunque costretto a gestire la pressione del campione del mondo Lando Norris, che gli arrivò molto vicino e che a un certo punto sembrò poterlo superare.

A Montreal, nella gara successiva, Antonelli dimostrò la stessa determinazione durante un entusiasmante duello con Russell, che a un certo punto fu però costretto a ritirarsi per un problema al motore.

L’anno scorso Antonelli non era così calmo durante le gare. Spesso finiva per spingere troppo, senza controllo e senza ragionare, commettendo errori e causando qualche contatto di troppo. Sono difetti che quest’anno non sono scomparsi del tutto: nella gara sprint di Miami, il giorno prima del Gran Premio, Antonelli, frustrato per la cattiva partenza, finì troppe volte fuori pista, subì una penalità e il suo stile un po’ aggressivo fece arrabbiare anche qualche pilota.

Ma a inizio giugno, dopo aver vinto anche la gara di Monaco, una delle più difficili e prestigiose di tutto il Mondiale, Antonelli confermò di essere un pilota più maturo e più sicuro di sé: insomma, di essere quello da battere.

Antonelli durante le qualifiche del Gran Premio di Monte Carlo

Il momento peggiore della stagione di Antonelli arrivò subito dopo Monaco: un problema tecnico lo costrinse al ritiro nel successivo Gran Premio di Catalogna e in Austria arrivò terzo, dietro a Russell, che vinse la gara. Subito dopo, a Silverstone, in Gran Bretagna, ebbe problemi alla macchina, perse molte posizioni e chiuse il Gran Premio senza punti.

Dopo quella gara Antonelli mantenne comunque il primo posto in classifica, ma iniziò a farsi strada qualche dubbio, e l’idea che il Mondiale potesse riaprirsi. Considerata la sua giovane età, la sua poca esperienza e gli ultimi problemi tecnici della Mercedes, era anche legittimo pensarlo.

Ma andò in un altro modo.

Da quel momento si sono corse altre dieci gare, e Antonelli è salito sul podio in tutte tranne una, il Gran Premio d’Azerbaigian, dove è arrivato quinto: un ottimo risultato, comunque, visto che era partito dal sedicesimo posto. Nello stesso periodo il suo diretto rivale, Russell, è salito sul podio solo tre volte.

Dopo Silverstone, insomma, Antonelli non è tornato a controllare il Mondiale come nella prima parte della stagione, ma ha mostrato una continuità e una tenuta mentale impressionanti.

In questo senso la gara più bella, memorabile e simbolica della sua stagione è il Gran Premio d’Italia, che si è corso a inizio settembre a Monza. Partito dalla 19esima posizione, Antonelli è risalito fino al primo posto con 26 sorpassi, superando negli ultimi giri proprio Russell.

Un italiano non vinceva a Monza dal 1966, e pochissimi piloti di Formula 1 erano riusciti a compiere rimonte simili.

Il distacco tra Antonelli e gli altri piloti è stato tale che ha avuto la sua prima occasione di chiudere il Mondiale al Gran Premio degli Stati Uniti, cioè a cinque gare dalla fine della stagione. E ci è andato pure vicinissimo, vincendo la gara e mostrando un altro aspetto straordinario della sua annata: quanto sia stato più veloce del suo compagno di squadra, l’unico con una macchina tanto forte quanto la sua. Russell, infatti, è arrivato al traguardo quasi un minuto dopo di lui.

– Leggi anche: Perché Russell è andato peggio di Antonelli

Antonelli potrebbe anche avere la possibilità di festeggiare l’ultima gara del Mondiale in Italia. Gli ultimi due Gran Premi della stagione, quelli di Qatar ed Emirati Arabi Uniti, potrebbero essere cancellati per via della guerra in Medio Oriente e sostituiti con una sola gara a Imola – tra Bologna, dov’è nato Antonelli, e San Marino, dove vive.

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