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  • Venerdì 30 ottobre 2026

Al momento dell’incidente in Spagna, il treno Renfe andava a più di 160 km/h

Quattro volte la velocità prevista dai protocolli di sicurezza: lo dice una relazione preliminare sul disastro in cui sono morte 69 persone

Uno dei due treni coinvolti nell'incidente a Urda, Spagna, 29 ottobre 2026 (AP Photo/Manu Fernandez)
Uno dei due treni coinvolti nell'incidente a Urda, Spagna, 29 ottobre 2026 (AP Photo/Manu Fernandez)
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Secondo la prima relazione dell’Autorità indipendente per le investigazioni tecniche degli incidenti in Spagna (AITAT), il treno ad alta velocità della compagnia statale Renfe che mercoledì mattina si è scontrato con un treno della compagnia Iryo stava viaggiando a una velocità compresa tra i 160 e i 200 chilometri orari. L’incidente è avvenuto vicino a Urda, un piccolo comune vicino a Toledo, e ha provocato la morte di almeno 69 persone, oltre a un centinaio di feriti.

Le ricostruzioni dell’AITAT sono preliminari, e dovranno essere comprovate dai dati estratti dalle scatole nere, i dispositivi che registrano i dati di bordo del treno. Confermano però che la sua velocità superava abbondantemente il limite stabilito dai protocolli di sicurezza in caso di guasti al sistema di sicurezza ferroviario LZB, come quello riscontrato all’altezza della stazione di Urda prima dello scontro: dopo essere stati fermati, i treni avrebbero dovuto proseguire “a vista”, cioè senza superare i 40 chilometri orari.

In queste ore le indagini stanno cercando di ricostruire le cause dell’incidente attraverso l’analisi di tutti i segnali, i messaggi e gli ordini che si erano scambiati i macchinisti e gli operatori dei centri di controllo nei minuti precedenti.

Quando è stato tamponato, il treno della compagnia Iryo era fermo al segnale di ingresso della stazione di Urda. Il rapporto dell’AITAT dice che l’impatto ha fatto sì che la carrozza di testa del treno ad alta velocità di Renfe, la numero 8, rimanesse incastrata in quella di coda dell’Iryo, la 1. La collisione è stata così violenta da aver fatto ribaltare i due vagoni sul terrapieno, e da aver fatto deragliare altre carrozze.

In base alle registrazioni audio delle comunicazioni, il centro di controllo aveva detto ai macchinisti del treno di Renfe che potevano riprendere il tragitto a velocità normale, anziché “a vista”, e prima di accertarsi che il treno Iryo fosse a una distanza sufficiente a evitare un’eventuale collisione. Le indagini serviranno anche a stabilire le responsabilità delle persone coinvolte.

L’AITAT ha comunque precisato che la velocità esatta del treno di Renfe al momento dello schianto potrà essere stabilita solo una volta estratti i dati delle scatole nere che al momento sono in custodia della Guardia Civil, il corpo di polizia che si sta occupando delle indagini. La stessa AITAT ha ricordato che le indagini sono ancora nelle fasi iniziali, e che perciò si stanno valutando diverse ipotesi sulle cause dell’incidente e sui fattori che potrebbero averlo determinato. Ha aggiunto che anche i suoi investigatori continueranno a esaminare i dati e a raccogliere altre informazioni sul posto.

Quello di mercoledì è stato il secondo incidente ferroviario particolarmente grave in Spagna in meno di un anno. Entrambi i treni avevano otto vagoni, erano partiti da Madrid ed erano diretti a Siviglia: sul Renfe c’erano 379 passeggeri e sette membri dell’equipaggio, sull’Iryo 147 passeggeri e cinque addetti. Per l’incidente il governo del primo ministro socialista Pedro Sánchez ha indetto tre giorni di lutto nazionale a partire da giovedì. Intanto 13 delle 69 vittime sono state identificate, e si stanno cercando le persone disperse, tra cui due cittadine italiane: non è chiaro quante siano, ma finora le autorità locali hanno ricevuto 70 segnalazioni.

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