Quelli che spoilerano il Giro d’Italia
Il percorso, le partenze e gli arrivi di 21 tappe; con giorni di anticipo sulla presentazione ufficiale e con grande accuratezza
- Condividi
- X
- Regala il Post

Il percorso del Giro d’Italia cambia ogni anno, e ogni anno è preceduto da un grande lavoro per decidere dove e come farne passare gli oltre tremila chilometri di gara. Per tutte le edizioni, mesi prima della partenza a maggio, il percorso è presentato in un grande evento ufficiale. Ma, chi vuole, può sapere tutto o quasi già giorni prima della presentazione ufficiale.
Il merito è di un gruppo di persone che con settimane di anticipo sulla presentazione ufficiale di RCS Sport, che organizza il Giro, fa un grande lavoro per scoprire come sarà ognuna delle 21 tappe e pubblicare sedi di partenza, sedi di arrivo e percorso.
Il migliore tra loro è Francesco Dani, che da piccolo sognava di «fare il direttore del Giro d’Italia» e al Post ha raccontato – senza fare troppi nomi, «che altrimenti mi chiudo delle porte» – come fa, ormai da qualche anno e con risultati eccellenti, a spoilerare il percorso del Giro; e perché lo fa.
Organizzare una grande corsa a tappe di tre settimane come il Giro d’Italia vuol dire creare i presupposti per una corsa interessante dal punto di vista ciclistico (servono senz’altro salite, ma anche una certa varietà di altre cose) e pure paesaggisticamente intrigante e interessante. Soprattutto, però, bisogna andare dove si è più desiderati, dove ci sono città, province, territori, consorzi o magari persino aziende che pagano per avere il Giro d’Italia.
Lo fanno perché il Giro dove va riempie alberghi, porta interesse e soprattutto offre visibilità e copertura televisiva a quei posti, facendo venire voglia a chi lo guarda di andarci in vacanza o in bici, o in-vacanza-in-bici. Chi pianifica il percorso di un Giro d’Italia deve quindi bilanciare interessi diversi: è un gruppo di persone che gira molto per l’Italia, parla con le amministrazioni locali, stringe mani, ascolta proposte e fa controproposte, firma contratti, chiede pareri e visiona strade.

Un tifoso il 22 maggio del 2026, nella Alessandria-Verbania (Dario Belingheri/Getty Images)
Dall’altra parte c’è Francesco Dani, che ha 25 anni, ha corso in bici fino alla categoria juniores (dove ora fa il direttore sportivo) e si definisce «appassionato di storia dei percorsi ciclistici». Dani – che è anche specializzando in storia dell’arte – parla con affetto e orgoglio della sua attività di spoileratore del Giro d’Italia, che svolge in modo preciso e analitico, ma che lo diverte anche molto. Ne parla come di un grande gioco con (non contro) RCS, un enigma da risolvere ricomponendo una «rete di informazioni». È loquace e prodigo di aneddoti, ma anche rigoroso nello spiegare seriamente quel che fa.
Dani dice che nel suo caso tutto iniziò davvero per gioco sul forum del sito Cicloweb, su cui adesso pubblica gli articoli in cui spoilera il Giro. All’inizio era proprio un gioco «fatto tra forumisti» in cui si provava a mettere insieme contatti, conoscenze, ricerche, letture e congetture per provare a capire da dove sarebbe passato il Giro. Nella maggior parte dei casi si trattava di leggere stampa locale e «provare a sfruttare quella cosa dei gradi di conoscenza», secondo cui tutti conoscono qualcuno che conosce qualcuno, e così via.
Poi il forum è stato chiuso, Dani è stato promosso redattore di Cicloweb e il gioco si è un po’ professionalizzato. Ma resta anche una parte di gioco. Dani si presenta come il capo di una sorta di «SP.E.C.T.R.E.» (è un riferimento – scherzoso! – all’organizzazione criminale di controspionaggio dei film di James Bond) composta da una decina di persone. Il lavoro è collettivo, ma la decisione finale è sua, che dice di metterci «la firma e la faccia» sulla correttezza del lavoro complessivo.

Il percorso di quest’anno secondo Francesco Dani (Cicloweb)
Ora che le cose si sono fatte un poco più serie lui e i pochi altri fidati ex forumisti spoilerano il Giro cercando indizi online, contattando giornalisti locali e anche grazie a fonti, sui cui comprensibilmente non entra in maggiori dettagli. A volte inserisce «errori di proposito per coprire le fonti», dice Dani.
«Prima bastava cercare notizie su internet o post pubblicati per sbaglio», dice. Ora tutto è più difficile, e servono maggiori premure e accortezze. Dani, per esempio, trova collaborazione nei giornalisti della stampa locale (dal loro punto di vista interessati a sapere solo se e dove il Giro passerà nei territori di competenza) per scambiarsi informazioni e contatti, per coordinare tempi e modi con cui pubblicare notizie sul percorso del Giro e per «confondere le tracce».
Non c’è solo Dani, comunque. In Italia, oltre alla stampa locale, ci provano altri appassionati e altri siti di settore; e dello spoileramento dei percorsi del Tour de France si occupa il nederlandese Thomas Vergouwen, che vive in Francia e ha raccontato di contattare gli alberghi per scoprire se il Tour – che muove centinaia di persone – andrà in certi posti in certe date: «Se chiamo e chiedo se il Tour passerà di lì non mi rispondono; ma se chiamo e chiedo di poter organizzare un evento aziendale in un hotel e mi dicono che è tutto pieno, allora potrebbe essere che il Tour abbia bloccato proprio quelle date».
Dani dice che di aver usato lo stratagemma degli alberghi solo come verifica e controprova, ma di non ritenerlo utile «per trovare tappe mancanti». Un’altra «prova del nove» è l’esistenza di un anniversario, dato che il Giro tende a visitare certi luoghi per celebrare anniversari ciclistici, storici o culturali. Un’altra ancora è scoprire che una strada, magari in salita e un po’ sperduta, è stata asfaltata.
Ma vi starete chiedendo quanto ci prende, Dani, con le sue previsioni e i suoi spoiler.
Molto. Nel 2023 indovinò 41 sedi di tappa su 42 (una partenza e un arrivo per ognuna delle 21 tappe), nel 2024 furono 40 su 42 e negli ultimi sempre tutte: 42 su 42.
Trova le differenze

A sinistra il percorso previsto da Dani, a destra quello ufficiale di RCS, per il Giro del 2026
E qui sta anche parte della risposta al perché lo fa: per piacere e passione, con piglio investigativo e approccio giornalistico. Ma anche perché i suoi articoli sugli spoiler fanno ottimi numeri. Quest’anno sono stati cinque, il primo il 6 ottobre e l’ultimo, “SPOILER, Atto finale: il percorso del Giro d’Italia 2027 in anteprima”, il 28 ottobre. Dani parla di decine di migliaia di visualizzazioni, davvero niente male per un sito di ciclismo, in un mese in cui di fatto non ci sono importanti gare di ciclismo.
Dani dice inoltre che la sua attività di spoileratore gli permette anche di capire e rintracciare, probabilmente meglio di quasi chiunque altro, certe scelte di RCS. Racconta per esempio che qualche settimana fa trovò informazioni riguardo a una decina di possibili sedi per un paio di tappe in Toscana, probabilmente un segno di quanto RCS fosse indecisa fino all’ultimo. Dal suo punto di vista vedere il dietro le quinte e indagare i retroscena serve ad apprezzare di più il risultato finale.
«La cosa stuzzicante e divertente di fare questo gioco è che non si scopre solo il percorso ma come ci si arriva, la filosofia che c’è dietro» dice.

Corridori, strada e montagne nel 2024 durante la Selva di Val Gardena-Passo Brocon (Dario Belingheri/Getty Images)
In tutto questo, RCS e ASO (la società che controlla il Tour de France) tollerano gli spoiler di Dani, Vergouwen o di altri loro emuli o concorrenti. Provano a evitarli, a far trapelare il meno possibile, a nascondere e dissimulare, e magari pure a tentare piccoli depistaggi. «Andiamo in incognito», dice Thierry Gouvenou, l’ex corridore che decide il percorso del Tour: «Non chiediamo niente, non ci fidiamo di nessuno».
Certo, presentare un percorso già quasi del tutto spoilerato rende un po’ meno interessante la presentazione ufficiale, che resta però un evento pure a prescindere dal percorso: è un modo per vedersi, fare interviste, immaginare insieme quel che sarà.
Dani dice che poi con Mauro Vegni, che fino a qualche mese fa era la persona responsabile del percorso del Giro, c’era «un bel rapporto, affettuoso e scherzoso» e che la posizione di Vegni si poteva riassumere nel «bene o male, basta che se ne parli».
Ma quindi, come sarà, nel 2027, l’edizione 110 del Giro d’Italia, la cui presentazione ufficiale sarà il 3 novembre a Roma? Secondo Dani, poi nel caso tornate qui dopo il 3 novembre a controllare, partirà da Trieste e finirà a Roma. In mezzo passerà dalla Slovenia, non andrà più a sud di Napoli, andrà sullo Zoncolan, sul Mortirolo e sulla salita di Zum Zeri, passerà per tre circuiti automobilistici (Misano, Monza e Mugello). Ma se non temete gli spoiler e avete curiosità di sapere altri dettagli, li trovate tutti qui.
Dani – che continua a sognare di diventare un giorno direttore del Giro d’Italia – sarà ovviamente alla presentazione, tra i giornalisti accreditati. «Vado nella tana del lupo», dice. E ammette che ogni volta, oltre alla voglia di scoprire se lui e chi lo aiuta nello spoilerare il Giro hanno fatto «42 su 42», ha il piccolo desiderio di essere menzionato da chi, dal palco, presenta il percorso ufficiale.
– Leggi anche: Per seguire il Giro d’Italia serve il Garibaldi



