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  • Mercoledì 28 ottobre 2026

La squadra inglese di quarta serie che ha eliminato l’Arsenal

La solita piccola che batte la solita grande nella Coppa di Lega: ma questa volta è una piccola che aveva provato a diventare grande, senza riuscirci

I tifosi del Fleetwood, il 27 ottobre all'Highbury Stadium, che ha lo stesso nome dello storico stadio dell'Arsenal ma è a Fleetwood (Carl Recine/Getty Images)
I tifosi del Fleetwood, il 27 ottobre all'Highbury Stadium, che ha lo stesso nome dello storico stadio dell'Arsenal ma è a Fleetwood (Carl Recine/Getty Images)
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Martedì sera il Fleetwood, una squadra della quarta serie del calcio inglese, ha eliminato ai rigori l’Arsenal, campione d’Inghilterra, nella Coppa di Lega, la competizione a cui partecipano tutte le squadre delle prime quattro categorie del calcio inglese. L’ha fatto nel suo stadio da 5.300 posti, che si chiama Highbury, come lo storico stadio di Londra dove l’Arsenal giocò fino al 2006, e che oggi non esiste più. Una ventina di anni fa il Fleetwood giocava addirittura in nona divisione: grazie alla cessione di un certo Jamie Vardy e dopo l’arrivo di un ricco imprenditore provò a scalare il calcio inglese, fermandosi però sul più bello.

Accanto allo stadio omonimo, a Fleetwood c’è anche l’Highbury Sports & Social Club. Si chiama così perché lì vicino c’è Highbury Avenue, una strada che deve a sua volta il nome al quartiere di Londra dove c’era lo stadio dell’Arsenal (Carl Recine/Getty Images)

Non è la prima volta che in Coppa di Lega una squadra piccola ne elimina una grande. Anzi, capita con una certa frequenza: l’anno scorso per esempio il Grimsby Town, che gioca nello stesso campionato del Fleetwood, eliminò il Manchester United.

Queste cose succedono perché, contro squadre di categorie inferiori, gli allenatori di Premier League (il principale campionato inglese e il più competitivo al mondo) mettono in campo perlopiù riserve e calciatori molto giovani. E perché le squadre piccole hanno il vantaggio di giocare in casa (la città di Fleetwood si trova sulla costa nordoccidentale dell’Inghilterra, non lontano da Liverpool), in stadi e contesti a cui le grandi squadre di Premier League sono poco abituate. Le grandi la prendono un po’ sottogamba, le piccole danno tutto perché sanno di avere la rara occasione di battere una grande.

Il Fleetwood è allenato da Matt Lawlor, uno che da calciatore non era mai andato oltre le serie semiprofessionistiche. La squadra ha difeso fin da subito in modo organizzato, strenuo, quasi disperato. E ha sfruttato alla grande le pochissime occasioni concesse dall’Arsenal, andando in vantaggio al 21esimo minuto con un gol del 20enne Aaron Loupalo-Bi, che in carriera ha giocato 50 partite, alcune persino in quinta divisione.

E pensare che in campo c’erano sì molte riserve, ma riserve dell’Arsenal, quindi molto forti, che sarebbero titolari in quasi ogni altra squadra: come l’attaccante Viktor Gyökeres, comprato nel 2025 per circa 65 milioni di euro, e il tedesco Kai Havertz, uno che spesso gioca da titolare e che quest’estate ha segnato tre gol ai Mondiali.

Eppure non sono bastati a battere una squadra della quarta categoria, che in Inghilterra si chiama League Two ed è l’ultima del calcio professionistico, dopo la quale iniziano le categorie della cosiddetta non-league.

Nel secondo tempo, per provare a ribaltare il risultato, l’allenatore dell’Arsenal Mike Arteta ha messo in campo persino il capitano Martin Ødegaard, un centrocampista molto bravo ad aumentare il ritmo della squadra. L’Arsenal ha pareggiato con un gol di Gyökeres al 50esimo minuto, ma non è riuscito a chiudere la partita. E dopo l’espulsione del sedicenne Max Dowman, le cose si sono complicate.

La “Armata dei Merluzzi” – cioè la Cod Army, la squadra di una cittadina di pescatori – è così arrivata ai rigori e li ha vinti, dopo che il suo portiere Jay Lynch aveva parato il rigore del brasiliano Bruno Guimarães, un altro fortissimo giocatore dell’Arsenal entrato a partita in corso.

Jay Lynch fino a qualche tempo fa faceva il magazziniere e nemmeno giocava tra i professionisti (AP Photo/Ian Hodgson)

Per Lawlor, l’allenatore del Fleetwood, è stata «la più grande serata della storia del club». È difficile contraddirlo: il Fleetwood esiste dal 1908, ma non è mai andato oltre la terza categoria.

Con questa vittoria, tra l’altro, il Fleetwood ha guadagnato un premio di circa 400mila sterline (pari a 470mila euro). Potrebbe essergli molto utile, visto che in campionato si trova a due punti dalla zona retrocessione e ha vinto una sola partita delle ultime otto.

Ma, come dicevamo, il Fleetwood è una piccola squadra dalla storia anomala.

Nel 2012 vendette per un milione di sterline l’attaccante Jamie Vardy al Leicester, squadra con la quale fu protagonista di uno dei successi più inaspettati mai visti nel calcio, cioè la vittoria della Premier League nel 2016. E nel 2004 la sua traiettoria nel calcio inglese cambiò grazie all’arrivo di un proprietario molto ricco: l’imprenditore Andrew Pilley.

Tra il 2004 e il 2014 il Fleetwood ottenne sei promozioni, partendo dalla nona divisione e arrivando fino alla League One, la terza categoria, per la prima volta nella sua storia.

In Italia sarebbe come se la Guanzatese, una squadra di un paese di meno di 6mila abitanti in provincia di Como che oggi gioca in Seconda Categoria (la penultima serie del calcio italiano), riuscisse ad arrivare in Serie C in dieci anni.

Il Fleetwood era arrivato anche ad avere squadre affiliate in giro per il mondo: una a Dubai, una in Uzbekistan e una in Sudafrica. Ma tutti i progetti e i piani di crescita furono abbandonati nel 2023 dopo che Pilley fu condannato a 13 anni di carcere per frode e si dimise lasciando la gestione della squadra al figlio. Nel 2024, dopo dieci anni in League One, il Fleetwood è retrocesso in quarta categoria.

Al Fleetwood, però, resta ancora qualcosa: il Waterford FC, una squadra della massima serie irlandese che è degli stessi proprietari e viene gestita come una squadra sorella, e soprattutto il suo ottimo settore giovanile, con strutture molto moderne e da cui continuano a uscire giocatori talentuosi.

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