A Oleshky è in corso l’evacuazione della popolazione

Dopo oltre quattro anni di occupazione russa, grazie a una tregua umanitaria annunciata la settimana scorsa

Un uomo per strada sotto una rete anti-droni, a Oleshky, il 29 ottobre
Un uomo per strada sotto una rete anti-droni, a Oleshky, il 29 ottobre (AP Photo/Evgeniy Maloletka)
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A Oleshky, una cittadina del sud dell’Ucraina occupata dai russi dalle primissime fasi della guerra, nel 2022, è in corso l’evacuazione della popolazione civile nella tregua umanitaria iniziata il 27 ottobre. Giovedì i genieri avevano ultimato le operazioni per sminare le strade che portano alla città, per consentire prima la consegna di rifornimenti bloccati da mesi, e poi l’evacuazione di parte delle persone rimaste, stimate tra le 1.500 e le 2mila. I primi convogli umanitari erano arrivati venerdì mattina.

Le operazioni di sminamento in una foto diffusa dal ministero della Difesa russo, il 29 ottobre

Le operazioni di sminamento in una foto diffusa dal ministero della Difesa russo, il 29 ottobre (EPA/RUSSIAN DEFENCE MINISTRY PRESS SERVICE HANDOUT)

Oleshky si trova sulla linea del fronte, nella zona larga una trentina di chilometri dove si concentrano i combattimenti. L’assenza di rifornimenti, di elettricità e acqua corrente aveva fatto precipitare la situazione umanitaria.

Il convoglio umanitario è partito dalla città occupata di Armyansk, che si trova un’ottantina di chilometri a sud di Oleshky. Oltre ad ambulanze e camion di beni essenziali, ne fanno parte 25 bus per l’evacuazione delle persone, per un totale di circa 750 posti. È coordinato congiuntamente dai commissari di Russia e Ucraina per i Diritti umani, rispettivamente Yana Lantratova e Dmytro Lubinets. Lubinets è stato il primo funzionario ucraino dall’inizio della guerra a visitare i territori ucraini occupati, e diventerà il primo a entrare in territorio russo quando riaccompagnerà i convogli di evacuazione.

Nonostante il territorio controllato dagli ucraini sia a soli 5 chilometri da Oleshky, il convoglio infatti andrà nella città russa di Anapa, 500 chilometri a sudest. Da lì gli evacuati che vogliono tornare in Ucraina potranno farlo, prendendo un volo militare per Gomel, in Bielorussia, per poi passare il confine ucraino. Costringerli a trasferirsi in Russia sarebbe una violazione del diritto internazionale.

La Croce Rossa evacua alcune persone durante la tregua, a Oleshky, il 29 ottobre

La Croce Rossa evacua alcune persone durante la tregua, a Oleshky, il 29 ottobre (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Il governo ucraino ha detto di attendersi che saranno evacuate alcune centinaia di persone, e che l’evacuazione cominci e si concluda entro venerdì pomeriggio, dopo alcune visite mediche. La città, quindi, non sarà evacuata del tutto: gli aiuti servono principalmente per la popolazione che intende restare.

L’amministrazione Trump ha detto che la tregua è stata negoziata dalla first lady Melania Trump. È più verosimile che sia stato uno sforzo comune: aveva fatto pressioni anche il papa, e il Comitato della Croce Rossa Internazionale sta mediando da mesi. La Russia l’ha intestata a Melania: è un’opportunità diplomatica per mostrarsi accondiscendenti pur non smuovendosi sui negoziati.

La tregua non è legata a nessun negoziato politico. Prima che fosse annunciata, l’inviato speciale di Trump Steve Witkoff aveva elogiato lo «spirito umanitario di Putin». In generale è una fase in cui Trump si sta riavvicinando alle posizioni russe. In queste ore la propaganda russa sta raccontando una missione di «salvataggio» per una crisi che, nei fatti, è stata creata dalla sua stessa occupazione.