In Spagna si cercano ancora persone disperse
Nel disastro ferroviario vicino a Toledo sono morte almeno 69 persone, il governo Sánchez ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale
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Giovedì sono continuate le ricerche delle persone coinvolte nel grave incidente ferroviario di mercoledì mattina in Spagna, quando un treno della compagnia statale Renfe che viaggiava ad alta velocità si è scontrato con un treno della compagnia Iryo, fermo sui binari. L’incidente è avvenuto all’altezza di Urda, un piccolo comune a sud di Madrid, vicino a Toledo, e ha provocato la morte di almeno 69 persone e più di cento feriti, di cui 50 ancora ricoverati in ospedale.
In totale sui due treni viaggiavano 544 persone. Finora la Guardia Civil, il corpo militare spagnolo con funzioni di polizia, ha ricevuto 64 segnalazioni da persone che hanno denunciato la scomparsa di propri familiari. Tra le persone morte c’è anche l’ex ministra del Lavoro Fátima Bañez, la cui morte è stata confermata dal Partito Popolare, di cui faceva parte.
Le persone italiane coinvolte sono nove: due sono disperse, una è ancora ricoverata, cinque sono state soccorse e una – inizialmente inserita fra i dispersi – ha detto di stare bene. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha detto che le due persone disperse sono una italo-argentina e una italo-venezuelana e che la persona ricoverata è il fratello di una delle due. Il ministero degli Esteri spagnolo ha comunicato che nel complesso 23 persone straniere risultano ancora disperse, 9 sono ferite e una è morta.
Delle ricerche si sta occupando la Guardia Civil, che si è concentrata sull’estrarre i corpi da due delle tre carrozze del treno Iryo che hanno subìto i danni maggiori, dove per molte ore i soccorritori non erano riusciti a intervenire. Giovedì sono arrivati sul luogo anche i cani addestrati nella localizzazione di persone e resti biologici.
Intanto c’è già stata una riunione del Centro di coordinamento operativo integrato, l’organismo che si occupa della gestione delle grandi emergenze in Spagna, a cui hanno partecipato anche il primo ministro Pedro Sánchez, il presidente del governo regionale di Castiglia-La Mancia, Emiliano García-Page, e il ministro dell’Interno, Fernando Grande-Marlaska. Giovedì il re Filippo VI di Spagna ha visitato i feriti in un ospedale di Toledo.
Il ministro dei Trasporti Óscar Puente ha detto che venerdì mattina terrà una conferenza stampa per fare un resoconto dell’incidente.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez (al centro) e il presidente della regione Castiglia-La Mancia, Emiliano García-Page (a destra), partecipano alla riunione del Centro di coordinamento operativo integrato che gestisce i soccorsi a Toledo il 29 ottobre (EPA/Ismael Herrero)
Mercoledì decine di persone sono arrivate da diverse parti della Spagna per cercare i loro familiari coinvolti nell’incidente. Quasi tutti i feriti sono stati inizialmente portati in un centro sportivo nel comune di Urda, a otto chilometri dall’incidente, dove i soccorritori hanno curato i feriti più lievi e smistato gli altri negli ospedali della zona e in quelli di Madrid. Qui uno sciopero del personale medico in programma è stato annullato. Molte famiglie hanno passato la giornata a girare fra gli ospedali e altri centri istituiti dalla Guardia Civil, come quello alla stazione di Atocha a Madrid, da dove era partito il treno della Renfe, per avere informazioni sulle persone a bordo del treno.

Mezzi pesanti e personale di soccorso sono al lavoro a Urda il 29 ottobre (EPA/J.J. GUILLEN)
Mercoledì sera il centro di gestione della crisi nel padiglione sportivo di Urda è stato progressivamente smantellato e poi trasferito nella sede della Guardia Civil di Toledo, dove sono state create due aree separate: una per i passeggeri del treno Iryo e una per quelli del treno Renfe, anche per rendere più facili le ricerche. I corpi delle persone morte invece sono stati portati all’obitorio di Toledo, la cui capacità è stata aumentata montando delle strutture provvisorie nel giardino.
Familiari e passeggeri sopravvissuti all’incidente danno le loro informazioni ai soccorritori nel centro sportivo di Urda.
Il governo di Sánchez ha indetto tre giorni di lutto nazionale a partire da giovedì. Mercoledì sera un migliaio di manifestanti si è riunito davanti al ministero dei Trasporti, chiedendo le dimissioni del governo, e ci sono stati scontri con la polizia.
Quello di mercoledì è il secondo grave incidente ferroviario in Spagna in meno di un anno: lo scorso 18 gennaio, in Andalusia, 46 persone erano morte e più di 120 erano state ferite in un altro scontro, sempre fra un treno della compagnia Renfe e uno di Iryo. Uno dei due era deragliato, invadendo il binario su cui viaggiava l’altro, che aveva colpito i vagoni deragliati. Le indagini sulle cause degli incidenti sono ancora in corso.
– Leggi anche: Cos’è successo prima dell’incidente ferroviario in Spagna
Una prima ricostruzione dell’incidente è stata data mercoledì pomeriggio dal ministro dei Trasporti Puente, e a questa si sono aggiunte quelle di diversi giornali spagnoli sulla base delle registrazioni delle comunicazioni tra il centro di controllo e i macchinisti.
Intorno alle 8:30 vicino al punto dell’incidente c’è stato un guasto al sistema di sicurezza ferroviario LZB, un sistema automatico che gestisce i movimenti dei treni ad alta velocità della rete ferroviaria spagnola. Il guasto ha fatto fermare sei treni su un tratto della linea Madrid-Siviglia lungo 63 chilometri. A quel punto, con il sistema fuori uso, la gestione di quel tratto di linea è passata al centro di controllo più vicino, a Madrid, per essere gestita manualmente.
Alle 8:36 il centro di controllo ha autorizzato il treno Renfe a ripartire a una velocità normale. In questi casi tuttavia le procedure di sicurezza prevedono che i treni vengano fatti ripartire a una velocità ridotta, senza superare i 40 chilometri orari. Per Puente la decisione del centro di controllo di autorizzarlo a proseguire ad alta velocità è stata «inspiegabile».
Alle 8:41 la macchinista del treno di Iryo, che si trovava davanti al Renfe, ha segnalato che per problemi tecnici il treno era fermo all’ingresso della stazione di Urda, e alle 8:48 ha ripetuto la comunicazione. Cinque minuti dopo, alle 8:53, il Renfe si è scontrato con l’Iryo.

Due persone si abbracciano sulla scena dell’incidente, il 28 ottobre 2026 (Eusebio García del Castillo/Europa Press/ABACAPRESS.COM)
Intervistato dal quotidiano El País nel centro sportivo di Urda, il passeggero Antonio Gómez, che viaggiava sul treno della Renfe ed era diretto a Siviglia per lavoro, ha raccontato che in un primo momento il treno si era fermato e il macchinista aveva detto che la sosta era causata da un ingorgo sulla linea. Circa cinque minuti dopo il treno aveva ripreso la marcia, fino a quando non aveva frenato bruscamente. Gómez ha paragonato la frenata a quella che fa una persona che sta guidando una macchina e non si è accorta che il veicolo davanti ha frenato e ora è troppo vicino: «Ha frenato molto forte, più che poteva».



