Le crociere che non finiscono mai
Almeno finché il carburante non diventa troppo costoso, come successo alla Villa Vie Odyssey in Cambogia
- Condividi
- X
- Regala il Post

La nave da crociera che si è dovuta fermare in Cambogia perché non riusciva più a sostenere il costo del carburante era partita da Belfast, in Irlanda del Nord, nel 2024. Da due anni stava facendo un giro attorno al mondo in una delle pochissime crociere “infinite” attualmente operative: i suoi 200 passeggeri avevano pagato da decine a centinaia di migliaia di dollari per una cabina in cui si erano sostanzialmente trasferiti.
Oltre alla Villa Vie Odyssey attualmente c’è una sola altra nave da crociera che sta viaggiando intorno al mondo e che dà alle persone la possibilità di comprare una cabina a vita: si chiama The World. Rispetto alla Villa Vie Odyssey, che non offriva un soggiorno troppo sfarzoso, The World è una nave di gran lusso, con cabine che sembrano degli appartamenti e il cui prezzo parte dagli 800mila dollari e arriva a oltre dieci milioni.
The World era stata varata nel 2002 ed è in viaggio da 24 anni: dal 2003 è di proprietà di The World Resident Holdings Ltd, la holding dei residenti, ed è l’unico esempio di successo di questo genere di viaggi. I suoi passeggeri sono perlopiù persone in pensione che per la maggior parte non vivono tutto l’anno a bordo della nave, ma soltanto alcuni mesi, trascorrendo i rimanenti in altre case che possiedono in giro per il mondo.
– Leggi anche: Un parco giochi per milionari che attraversa gli oceani
Nel 2023 un altro esperimento simile era fallito in partenza: la società turca Miray Cruises aveva promosso e venduto dei pacchetti “Life at Sea” per fare un viaggio intorno al mondo che sarebbe dovuto durare tre anni, toccando 375 porti in 135 paesi a partire da 30mila dollari all’anno (circa 27mila euro). La partenza però era stata rimandata più volte finché si era saputo che la società non era riuscita a procurarsi una nave adatta per un viaggio simile, e aveva annullato la crociera.
Tra gli ideatori del viaggio Life at Sea c’era anche Mikael Petterson, che lo stesso anno decise di fondare la società che sta dietro alla Villa Vie Odyssey. Anche questa crociera però aveva avuto una partenza travagliata: nel 2024 l’inizio del viaggio fu rimandato di quattro mesi perché la nave aveva bisogno di una serie di certificazioni e di riparazioni prima di essere considerata idonea al viaggio. Da allora ha navigato verso le coste atlantiche di Europa e Africa, spostandosi poi nei Caraibi, Sudamerica, Nordamerica, Pacifico settentrionale, Pacifico meridionale, Oceania e infine Sudest Asiatico. Le soste nei porti erano più lunghe di quelle delle normali navi da crociera, di qualche giorno ciascuna.
I passeggeri che avevano deciso di acquistare la propria cabina prima dell’inizio del giro intorno al mondo avevano goduto di sconti speciali, ma in genere una residenza permanente sulla nave, in una cabina di proprietà, costa dai 120mila dollari per quelle più piccole ai 440mila dollari per quelle con vista mare. A questo si aggiunge il pagamento di una quota fissa mensile, che va dai 3.500 agli 11mila dollari a seconda dei servizi inclusi. Per chi invece ha comprato il pacchetto “Endless Horizons”, che prevede di vivere a bordo per tutta la durata della vita della nave, il prezzo era di 350mila dollari.
Le cose sono andate male per la Villa Vie Odyssey per una serie di motivi: soltanto 200 dei 650 posti disponibili erano effettivamente occupati, e a questo si è aggiunto l’esorbitante aumento del prezzo del carburante dovuto alla guerra in Medio Oriente. Nonostante questo la società che la gestiva all’inizio del 2026 aveva annunciato di stare lavorando su un’altra nave da crociera per girare intorno al mondo, prevista per il 2029, ma da allora non ci sono stati ulteriori aggiornamenti.
In un comunicato l’azienda ha detto che il costo mensile del carburante per cabina in alcune zone dell’Asia è passato da 1.800 dollari a una cifra tra i 6mila e gli 8mila dollari. L’azienda ha detto anche di non aver voluto scaricare il costo sui passeggeri e che sta valutando alternative di riorganizzazione e ricapitalizzazione, ma che «non è stato ancora concluso alcun finanziamento o accordo».
Da diverso tempo la nave aveva iniziato a ridurre la velocità di navigazione e a cambiare il suo itinerario per risparmiare, saltando alcune tappe centrali del viaggio come il Giappone, la Corea del Sud e Taiwan. Dopo due mesi di consultazioni con i passeggeri, che erano arrivati a donare migliaia di dollari alla società per far proseguire il viaggio, la proprietà ha deciso di sospenderlo.



