L’Odissea di Musk non convince nemmeno il suo chatbot
Aveva promesso un film più fedele di quello di Nolan, ma per quanto realistico il risultato assomiglia comunque alla “sbobba AI”
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Venerdì è stato pubblicato su X, il vecchio Twitter, il primo episodio della nuova serie dell’Odissea realizzato con Grok Imagine, lo strumento di intelligenza artificiale per generare immagini e video di proprietà di xAI, una delle società di Elon Musk. Il progetto era stato annunciato a luglio da Musk stesso, che aveva criticato insistentemente l’Odissea di Christopher Nolan per le scelte di casting, e aveva promesso una sua versione più storicamente accurata.
Il risultato però ha ricevuto soprattutto giudizi negativi, sia per la resa finale, giudicata scadente nonostante il realismo pronunciato, sia per la stessa accuratezza storica.
Il video pubblicato su X dura poco più di sette minuti e mostra alcuni eventi che precedono la guerra di Troia: Ulisse che cerca di non andare in guerra, le minacce a Telemaco, Penelope che inizia a tessere la sua tela.
Come molti video realizzati con l’AI, però, i movimenti dei personaggi sembrano spesso innaturali, le loro espressioni poco convincenti e i dialoghi legnosi. Erik Kain, critico di Forbes, ha notato come il risultato sia «talmente goffo da risultare quasi ridicolo»: le singole immagini del video, infatti, sono quasi convincenti, ma appena gli attori iniziano a parlare o a muoversi subentra la cosiddetta uncanny valley, quella sensazione un po’ inquietante che si prova quando si guarda qualcosa di artificiale che assomiglia molto alla realtà, ma non del tutto.
L’Odissea di Grok ha insomma le caratteristiche della “AI slop”, cioè la paccottiglia fatta con l’AI. Ma anche i dettagli storici sono poco accurati: ci sono tuniche medievali, mantelli tardo romani e l’ambientazione sembra più simile alla Scozia che alla Grecia. Un giornalista di Wired ha chiesto direttamente a Grok, l’AI che ha realizzato l’episodio, se il video fosse storicamente accurato e il chatbot ha detto che no, non lo era.
La presunta accuratezza promessa da Musk sembra riguardare poco l’aderenza al poema e più le scelte di casting. Già diversi mesi prima dell’uscita del film Musk si era indignato per la scelta di Nolan di far interpretare Elena di Troia e Clitennestra a Lupita Nyong’o, che secondo lui non rispettava la rappresentazione tradizionale dei personaggi per il colore della pelle, e Sinone a Elliot Page, un attore trans. Addirittura era arrivato a sostenere che Nolan fosse «razzista contro i bianchi». Nell’Odissea di Grok i personaggi sono tutti bianchi.
Anthony Ha su TechCrunch è stato più clemente nel giudicare il video, dice che si aspettava un risultato peggiore: è evidente però, dice, che l’Odissea di Grok fatica a trattenere l’attenzione degli spettatori. La rivista cinematografica The A.V. Club ha notato come sembri più un trailer che un episodio vero e proprio.
L’intera operazione, comunque, è anche un’evidente pubblicità per Grok Imagine. Già il 17 agosto X aveva lanciato un concorso chiedendo agli utenti di creare scene dell’Odissea con il software, mettendo in palio premi da 100mila, 50mila e 25mila dollari. Al momento non sono stati annunciati né il numero di episodi né le date delle prossime uscite.



