La Federtennis ha più tesserati della Federcalcio
Già dal 2024, dicono i dati del CONI: c'è di mezzo il padel, ma non solo
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C’è una rilevante novità nel recente rapporto del CONI per il 2024, il documento con cui il Comitato olimpico italiano comunica, tra le altre cose, quante società sportive e quanti tesserati ci sono in Italia, suddivisi per disciplina, regione, età e genere. Per la prima volta, infatti, gli atleti della FITP, la federazione italiana di tennis e padel, hanno superato quelli della FIGC, la federazione di calcio, lo sport nettamente più popolare del paese. È merito di scelte giuste e vincenti, di cui le grandi vittorie di tennisti e tenniste italiani sono una delle conseguenze. Ma è merito anche di quella P: fino al 2022 il nome era solo FIT, ma l’allora federazione italiana di tennis fu pronta e capace nell’inglobare anche il padel.
Non vuol dire che il calcio sia diventato meno praticato o meno seguito del tennis, anche perché resta uno sport più facile da praticare anche senza tesserarsi. Inoltre il report del CONI non conta i numeri del CSI, il Centro Sportivo Italiano, un’associazione senza scopo di lucro che organizza attività sportive dilettantistiche e parrocchiali, tra cui molte che hanno a che fare con il calcio.
Ciononostante, i risultati della FITP sono più che notevoli. Nel rapporto del CONI per il 2014, per capirci, la Federtennis aveva meno di 300mila tesserati ed era dietro alla pallavolo e alla pallacanestro. In dieci anni, i suoi tesserati sono aumentati di oltre il 300 per cento. Nello stesso periodo quelli FIGC sono aumentati solo del 5 per cento.
Secondo Marco Bellinazzo del Sole 24 Ore «sarebbe riduttivo attribuire tutti questi incrementi» alle vittorie di Jannik Sinner o di altri tennisti e tenniste come Sara Errani e Jasmine Paolini. Hanno contato molto, ma solo negli ultimi anni; e secondo Bellinazzo le vittorie sono state più una conseguenza che una causa.
Per il tennis italiano sono stati forse ancora più importanti gli investimenti della stessa FITP, presieduta dal 2001 da Angelo Binaghi. Negli ultimi anni, infatti, la federazione è stata molto brava ad aumentare i propri ricavi, arrivati a oltre 240 milioni di euro nel 2025, 26 milioni in più della FIGC; e, soprattutto, a reinvestirli nel modo giusto.
La Federtennis ce l’ha fatta puntando sui grandi tornei internazionali, come le ATP Finals, la Coppa Davis e gli Internazionali d’Italia: ancora oggi più del 70 per cento dei suoi ricavi viene da lì. Ricavi che, in gran parte, vengono investiti nell’attività sportiva, e quindi nelle scuole, nella formazione degli insegnanti e nell’organizzazione di tornei internazionali minori. Venticinque anni fa questi ultimi erano meno di trenta; oggi sono una novantina, e la federazione ci spende circa 10 milioni di euro l’anno.
Ma nella crescita dei tesserati e dei ricavi della FITP c’entra anche molto l’enorme successo del padel (che già nel 2008 fu riconosciuto dal CONI come uno degli sport della Federtennis) e, in misura molto minore, del pickleball, che è una versione più piccola e lenta del tennis.
C’è anche il fatto che il tennis è uno sport storicamente molto più inclusivo del calcio per le atlete. La FIGC è la federazione italiana con la più alta percentuale di atleti maschi: sono il 96 per cento del totale dei tesserati. Nella FITP sono il 59 per cento.
La FIGC rimane comunque la prima federazione per numero di società sportive affiliate (più di 10mila), davanti alle circa 4mila del tennis e della pallavolo. Vuol dire che il calcio ha ancora una struttura nettamente più diffusa di qualsiasi altro sport in Italia.



