Bisogna pensarci bene per scegliere il prossimo James Bond
Questo weekend ci sono stati gli ultimi provini, e tra gli attori considerati dovrebbero esserci Jack Lowden, Callum Turner e Josh O'Connor
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Questo weekend ci sono stati gli ultimi provini per decidere chi interpreterà James Bond nei prossimi film della saga, i primi da quando la produzione non è più gestita dalla famiglia Broccoli ma da Amazon/MGM. Non sono provini come gli altri: prevedono prove fuori dall’ordinario, e servono anche a capire chi tra gli attori considerati possa essere la star del cinema che serve alla produzione, capace di reggere il peso di una grande fama e di non essere mai controversa nei molti anni che passeranno tra il suo primo e il suo ultimo film come James Bond. Il prossimo, diretto da Denis Villeneuve, dovrebbe uscire nel 2028.
Secondo The Hollywood Reporter sarebbero sostanzialmente due i finalisti per succedere a Daniel Craig: Jack Lowden, famoso per la serie Slow Horses, e Callum Turner, conosciuto per la serie tv Masters of the Air e per essere il marito della popstar Dua Lipa. Secondo Deadline ci sono anche Josh O’Connor, tra i protagonisti di The Crown, Challengers e Wake Up Dead Man, e un altro attore non specificato. Due attori a lungo ritenuti tra quelli vagliati per la parte sembra siano stati scartati: Jacob Elordi, famoso per Euphoria e Cime tempestose, e Jack O’Connell, tra i protagonisti di I peccatori. Di tutti questi, Elordi era l’unico non britannico (è australiano).
Quello del weekend era l’ultimo giro di una lunga serie di provini a cui hanno partecipato gli attori. Una delle prove a cui si sono sottoposti gli aspiranti James Bond era un provino di stunt, cioè sulla capacità atletica e sulla credibilità nelle colluttazioni o in quel tipo di salti, cadute o movenze che di solito non sono lasciati a una controfigura. Un altro era un provino di dialogo, la componente più tradizionale, che non valuta tanto la capacità di recitare, che per tutti questi attori è nota, ma la maniera in cui interpretano James Bond, il carattere e le particolarità che gli danno.
Un’ultima prova serviva a valutare la presenza davanti all’obiettivo, che è qualcosa di più sfuggente ma anche molto chiaro per chi valuta i candidati: significa essere carismatici, magnetici e attraenti.
Non sembra un caso che la notizia di chi fossero gli ultimi candidati sia uscita su più di una testata proprio prima delle ultime selezioni. È molto probabile che si tratti di una mossa della produzione per far circolare i nomi e iniziare a registrare le diverse reazioni del pubblico per verificare se ci sia una chiara preferenza. Serve anche a far emergere possibili controversie o aspetti che erano sfuggiti alla produzione, in modo da prevenire eventuali scandali.
In occasione delle precedenti selezioni per 007, quelle in cui fu scelto Daniel Craig, tra le varie prove ce n’era anche una di trucco e parrucco, cioè una prova di come sarebbero stati gli attori una volta “trasformati” in James Bond. Lo aveva raccontato Martin Campbell, regista del primo film di quel ciclo, Casino Royale, aggiungendo che il secondo classificato in quella selezione era stato Henry Cavill. Il regista Matthew Vaughn invece aveva rivelato di essere venuto a sapere che fu Barbara Broccoli (all’epoca produttrice del film) a preferire Craig.
Dalla scelta dell’attore dipenderà molto del carattere del prossimo James Bond. Jack Lowden è noto più che altro per la serie tv Slow Horses, in cui interpreta già un agente segreto, astuto e spesso impegnato in sparatorie e scazzottate, ma anche un po’ sfigato. Scegliere lui implicherebbe cambiare un po’ il personaggio di Bond, che è sempre stato un modello irraggiungibile di fascino e coolness.
Callum Turner invece è stato a lungo considerato uno dei favoriti. I suoi ruoli più noti sono quelli di John Egan nella serie tv Masters of the Air e di Theseus Scamander in Animali fantastici, ed è un bello nel senso più tradizionale del termine. È anche molto atletico, ha una grande presenza fisica e una certa alterigia snob che è una delle molte maniere possibili di essere James Bond.
Josh O’Connor è la scelta meno prevedibile tra i candidati. È un attore molto più noto degli altri due, cosa che di solito è uno svantaggio (chi fa 007 tende a non essere troppo famoso), e si è spesso dedicato al cinema d’autore, mostrando grandi doti recitative. Ha quasi sempre interpretato maschi sensibili e introversi, quindi non proprio James Bond: è stato il principe Carlo per una parte della serie The Crown, uno dei due tennisti di Challengers di Luca Guadagnino, co-protagonista di Disclosure Day di Steven Spielberg e anche di La chimera di Alice Rohrwacher.
La produzione valuterà anche un’altra capacità: quella di essere una star non controversa. Chiunque venga scelto sarà 007 per più di dieci anni: non solo deve essere disponibile a un simile impegno, ma in questo tempo non devono uscire scandali, per esempio legati a vecchi tweet disdicevoli. Deve anche reggere in una certa maniera il peso della fama mondiale. Il protagonista dei film di 007 è l’ambasciatore del marchio, e preferibilmente non deve essere il tipo che esprime opinioni politiche divisive.
È noto che Albert Broccoli, lo storico produttore che diede inizio alla saga e che la gestì per anni, si pentì molto di aver scelto George Lazenby come successore di Sean Connery. Lazenby fece un solo film, Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà, nel 1969, e Broccoli definì in seguito quella scelta «il più grande errore fatto in 16 anni di carriera», perché non aveva valutato il fatto che «non è in grado di gestire il successo. È arrogante».
Proprio per la complessità di questa lunga serie di valutazioni, Amazon ha scelto di lavorare con una delle casting director più famose ed esperte: Nina Gold. È stata una delle candidate all’Oscar per il miglior casting, consegnato quest’anno per la prima volta, per il lavoro fatto in Hamnet (non l’ha vinto, però), in cui ha scelto una per una tutte le comparse della scena finale, l’apice emotivo per il quale serviva che una folla intera recitasse intensamente tutta insieme. Gold ha iniziato a lavorare alle selezioni questa primavera, scremando i candidati, mentre ad agosto sono iniziati i provini individuali. A quest’ultima fase hanno preso parte certamente anche il regista Denis Villeneuve e i produttori.



