• Mondo
  • Sabato 24 ottobre 2026

Google ha abbattuto una grande foresta in Finlandia senza permesso

Voleva costruirci un data center: ora i lavori sono stati interrotti

Un cartello di Google a bordo di una strada in un bosco
Un cartello di Google a bordo strada a Hamina, in Finlandia, il 13 giugno 2019 (Kimmo Brandt/Epa/Ansa)
Caricamento player

A Muhos, una cittadina rurale della Finlandia settentrionale, Google ha completamente disboscato in pochi mesi un’area di 3,3 chilometri quadrati di foresta: più o meno 462 campi da calcio. Lo ha fatto per costruirci un data center, l’insieme di edifici che ospitano i server necessari per fare funzionare siti Internet, servizi e sistemi di intelligenza artificiale. I lavori sono fermi però dall’inizio di ottobre, perché ritenuti irregolari dall’agenzia del governo finlandese responsabile del rilascio dei permessi e delle licenze.

Secondo l’inchiesta del quotidiano Helsingin Sanomat, che ha reso nota la storia, Google ha disboscato l’area senza fare una valutazione preliminare di impatto ambientale obbligatoria per qualsiasi disboscamento di superfici maggiori di 2 chilometri quadrati. Ad aprile aveva richiesto un’esenzione provvisoria attraverso una società sussidiaria, Tuike Finland, ma l’agenzia del governo non l’aveva concessa.

Google aveva proseguito i lavori lo stesso: quelli a Muhos e altri con lo stesso scopo a Otanmäki, un centro abitato vicino alla città di Kajaani, ora sospesi pure quelli. Sono aree di sua proprietà dal 2024, acquistate per oltre 27 milioni di euro (quella a Otanmäki è di poco meno di 2 chilometri quadrati). Attraverso un suo responsabile in Finlandia, Antti Järvinen, Google ha ammesso che potrebbero esserci state delle irregolarità sul piano legale e si è scusata. Ha aggiunto di avere agito sulla base della migliore interpretazione delle leggi in materia, al momento dell’inizio dei lavori.

Tuike Finland, che si è assunta la piena responsabilità delle operazioni, ha detto che secondo la propria interpretazione della legge finlandese la valutazione generale di impatto ambientale prima dei lavori è obbligatoria solo nei casi di estrazione e lavorazione delle risorse naturali. L’agenzia del governo aveva però esplicitamente negato questo tipo di esenzione, in una lettera inviata a Tuike a maggio.

Inoltre il fatto che la costruzione dei data center non comporti lo sfruttamento di risorse naturali è contestabile, dato che il legname ricavato dal disboscamento potrebbe essere stato venduto. Yleisradio Oy, la tv pubblica nazionale finlandese, aveva scritto a marzo che Google aveva affidato la responsabilità del disboscamento a un’azienda forestale locale e che avrebbe devoluto il ricavato della vendita del legname a progetti locali.

Una delle principali questioni sollevate dall’agenzia riguardava la valutazione dell’impatto ambientale sui sistemi idrici. L’area disboscata a Muhos è ora una distesa di terra, fango e pozzanghere, segnata dai solchi lasciati dai macchinari per tutto il cantiere. E l’acqua sporca e piena di detriti che scorre da lì confluisce in un ruscello che alimenta il vicino fiume Oulujoki.

Mari Annala, un’ecologa di un’associazione finlandese, ha detto al Guardian che tra Muhos e Otanmäki sono stati abbattuti in totale circa 400mila alberi. Un ex imprenditore e pescatore ha criticato non i lavori, ma il modo superficiale con cui sono stati fatti. Un abitante di Otanmäki ha detto che lupi e altri animali selvatici si sono spostati dalla foresta, dopo il disboscamento, e si sono avvicinati al paese.

Il caso ha rianimato un dibattito già assai acceso in Finlandia riguardo ai benefici e ai costi di avere data center nel paese: ce ne sono 145 in diverse fasi di progettazione. Le aziende tecnologiche la considerano un territorio molto favorevole per questo tipo di strutture per la sua vastità, per la stabilità geologica e politica, e perché permette di risparmiare sul raffreddamento dei server – date le temperature già basse – e di abbattere ulteriormente i costi grazie all’uso di energia rinnovabile.

I lavori a Muhos e Otanmäki rientrano in un progetto di Google da 13 miliardi di euro, il più grande annunciato in Finlandia. È un investimento criticato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che avrebbe preferito avere i data center nel territorio statunitense. Ed è invece molto incoraggiato dal governo finlandese, di centrodestra.

A settembre il primo ministro Petteri Orpo aveva definito una priorità attirare investimenti dall’estero. È probabile che l’equilibrio tra i benefici di questi investimenti e il loro impatto sull’ambiente sarà un argomento centrale della campagna elettorale in vista delle elezioni parlamentari del 2027.