Netanyahu ha ordinato di isolare la Cisgiordania dopo un attacco armato a Hebron
Due uomini palestinesi hanno sparato a un posto di blocco dell'esercito, ferendo cinque israeliani: martedì in Israele si vota
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Venerdì due uomini palestinesi hanno sparato contro un posto di blocco temporaneo dell’esercito israeliano all’ingresso di Hebron, una città palestinese in Cisgiordania, circa 30 chilometri a sud di Gerusalemme. Gli assalitori sono stati uccisi e cinque persone israeliane sono state ferite, di cui due in modo grave. Non è chiaro se tra loro ci siano civili.
Un video circolato online dopo l’attacco mostra le riprese di una telecamera di sicurezza: si vedono i due uomini scendere dall’auto su cui viaggiavano e sparare, anche se non si vede il posto di blocco. Altri mostrano alcuni momenti della sparatoria, da prospettive un po’ confuse.
Martedì 27 ottobre in Israele ci saranno le elezioni parlamentari, e il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu ha costruito tutta la campagna elettorale proprio intorno alla promessa di stabilità e sicurezza per gli israeliani. Da mesi le violenze dei coloni e dell’esercito israeliano contro i palestinesi in Cisgiordania sono diventate particolarmente intense e frequenti.
L’esercito israeliano sostiene che i due uomini avessero in programma un attacco più ampio, e ha detto di aver trovato molte altre munizioni nella loro auto. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato alle forze di sicurezza e all’esercito israeliano di isolare Hebron e di «prepararsi a un lockdown dell’intera Cisgiordania» a partire da venerdì. Non ha dato altri dettagli, quindi non si sa per esempio quando il lockdown dovrebbe finire. Un lockdown era già in programma per lunedì e martedì, come misura di sicurezza per le elezioni.
Hebron ha circa 200mila abitanti ed è la città più grande della Cisgiordania. Il Jerusalem Post scrive che l’esercito israeliano sta bloccando la città per impedire alle persone di entrare o uscire.



