Nell’attentato vicino a Parigi sono state prese di mira quasi solo persone non bianche
La procura nazionale lo sta trattando come un caso a sfondo razziale, e in questi termini ne ha parlato anche Emmanuel Macron
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La procura nazionale antiterrorismo francese sta indagando sull’attentato avvenuto venerdì vicino a Parigi, in cui è stata uccisa una persona e ne sono state ferite altre cinque, come un attacco terroristico a sfondo razziale: un tipo di incriminazione piuttosto raro in Francia.
L’uomo ucciso aveva 26 anni ed era originario dell’Africa subsahariana. Fra i feriti ci sono una bambina di 12 anni che indossava un velo islamico, una persona di origine nordafricana e altre due di origine subsahariana. Tutti loro sono stati presi di mira con una pistola mitragliatrice per le strade di Trappes e La Verrière, due città a una ventina di chilometri da Parigi.
Il presidente Emmanuel Macron, arrivato a Trappes venerdì sera, ha detto: «Questo è un punto di svolta, perché è la prima volta che si verifica un atto terroristico pianificato per uccidere i nostri concittadini, i nostri figli, a causa del colore della loro pelle».
Le motivazioni dell’attentatore, identificato come Kevin T., non sono ancora stati chiariti ufficialmente, benché un deputato locale abbia raccontato che al momento dell’arresto l’uomo avrebbe dichiarato di essere lì per uccidere persone che riteneva di origine straniera.
Venerdì intorno alle 10 Kevin T. ha percorso via Hector-Berlioz a Trappes, a bordo di una Renault Clio grigia, e ha iniziato a sparare contro una macchina con una donna e sua figlia a bordo. Ha poi guidato per oltre un chilometro fino a una clinica e sparato altre raffiche contro la facciata esterna dell’edificio. Poi è tornato indietro fino a piazza Louis-Pergaud, dove ha colpito e ucciso l’uomo di 26 anni, un lottatore amatoriale di MMA (le cosiddette arti marziali miste).
A quel punto l’uomo armato si è diretto a sud di Trappes. Lungo la statale ha sparato in una stazione di rifornimento contro altre due persone. Arrivato a La Verrière, ne ha ferite altre due aprendo il fuoco in una farmacia, e poi ha raggiunto un centro residenziale a un chilometro da lì, dove ha sparato contro la bambina 12enne, poi trasportata d’urgenza in ospedale in condizioni critiche.
Secondo fonti vicine alla procura, citate da Le Monde, l’attentatore intendeva colpire esclusivamente persone non bianche.
Gli agenti di polizia della squadra anticrimine (BAC) hanno trovato e arrestato l’attentatore intorno alle 10:20 in una città vicina, Coignières, vicino a un fast food. Fino al tardo pomeriggio altri agenti e artificieri del RAID, l’unità di intervento della polizia nazionale, hanno perquisito la sua casa a Plaisir (sempre nella zona), dove hanno trovato una bomba realizzata con tre bombole di gas e dei fili elettrici collegati a un timer.

Il sindaco di Trappes Ali Rabeh e il presidente francese Emmanuel Macron mentre camminano vicini, Trappes, 23 ottobre 2026 (Hannah McKay/Pool Photo via AP)
L’uomo, che ha 39 anni, ha una decina di precedenti per reati comuni come furto e guida in stato di ebbrezza, l’ultimo dei quali nel 2013. Non era noto ai servizi di intelligence per possibili appartenenze a gruppi di estrema destra.
Anche la madre del sospettato, che venerdì si è costituita alla polizia, è in stato di fermo, come da prassi nelle indagini della procura antiterrorismo.



