La vernice grigia dei data center

È di un tipo speciale che serve a proteggere le strutture in caso di incendio, e chi la produceva adesso sta festeggiando

Il data center di Cornaredo, vicino a Milano, nel 2024 (Stefano Porta / LaPresse)
Il data center di Cornaredo, vicino a Milano, nel 2024 (Stefano Porta / LaPresse)
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I data center di solito sono grigi: sono grigie le pareti all’esterno, quelle delle stanze, e grigi sono anche i pavimenti e gli armadi che contengono i computer. Ci sono poche eccezioni, come i tubi dipinti di rosso e blu a seconda che facciano parte del sistema antincendio o del raffreddamento ad acqua. Non sono edifici che devono avere un particolare fascino estetico: sono studiati in modo tale da tenere più al riparo e più al fresco possibile i server che servono a far funzionare cloud, siti, app e sistemi di intelligenza artificiale.

Le vernici che ricoprono tutte le superfici non servono solo per dare una mano di pittura e un aspetto un po’ più curato a una struttura: alcune proteggono le parti in acciaio dalla ruggine, altre riducono l’elettricità statica, altre ancora fanno da barriera in caso di incendio.

Queste ultime si chiamano vernici intumescenti e funzionano gonfiandosi a contatto con il calore: il New York Times ha raccontato che, quando vengono scaldate a temperature molto alte si gonfiano come un «marshmallow messo sul fuoco», passando da uno a dieci millimetri di spessore

Le vernici intumescenti sono una delle misure di sicurezza più usate in edifici del genere, dove un incendio è un evento raro ma che potrebbe avere conseguenze molto gravi, data la quantità di generatori, batterie e impianti elettrici che contengono. Si applicano principalmente sull’acciaio, che perde resistenza e cede in poco tempo se esposto a temperature molto alte.

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Il New York Times ha raccontato in particolare il successo negli Stati Uniti della vernice Steelguard 951, commercializzata dall’azienda PPG di Pittsburgh, in Pennsylvania, che oggi vale 24 miliardi di dollari (circa 21 miliardi di euro). Con la proliferazione di data center in tutto il mondo le vendite di Steelguard 951 sono aumentate considerevolmente: l’azienda prevede di triplicare le vendite di vernici per data center nel giro di un anno.

Così come per PPG, anche per la sua diretta concorrente statunitense, la Sherwin-Williams, l’aumento dei data center nel mondo ha avuto un impatto positivo: l’amministratrice delegata Heidi Petz ha detto che le vendite dei rivestimenti protettivi e marini sono aumentate di una percentuale del 10-20 per cento rispetto all’anno precedente.

La costruzione di sempre più edifici di questo tipo ha suscitato molte proteste da parte di comitati locali e ambientalisti, principalmente per l’alto consumo di energia, per l’effetto sul paesaggio e per il timore che possano creare delle aree con temperature più alte, le cosiddette isole di calore. C’è anche però chi ne sta beneficiando: oltre alle aziende che producono vernici intumescenti, stanno aumentando considerevolmente la loro produzione anche le aziende di cavi e di ghiaia per il calcestruzzo.

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Gli Stati Uniti ospitano più data center di qualsiasi altro paese, ma anche in Italia sono aumentati negli ultimi anni. Secondo una ricerca del Politecnico di Milano il fenomeno riguarda soprattutto l’area intorno a Milano: nei prossimi tre anni quasi un quarto degli investimenti europei in data center sarà nella città metropolitana.

La situazione in Italia però è un po’ diversa: «Negli Stati Uniti, come anche in altri paesi europei, si usa più acciaio per costruire gli edifici», dice Claudio Traverso, direttore tecnico commerciale di Amotherm, la divisione specializzata nella protezione dal fuoco dell’azienda di Bolzano J.F. Amonn. In Italia invece gli edifici nuovi sono principalmente costruiti in calcestruzzo, che resiste al fuoco più a lungo. Di conseguenza la vernice intumescente, che si applica principalmente sull’acciaio, si usa un po’ di meno. È largamente impiegata però negli edifici riqualificati, per adeguarli alle norme antincendio.

Le vernici ignifughe invece vengono ampiamente usate anche in Italia per ricoprire tutte le parti combustibili, come pavimenti in legno e arredi, e servono per evitare che gli incendi dilaghino all’interno degli edifici.