A Napoli la situazione è critica
Nei supermercati mancano molti prodotti, quasi tutti i distributori non hanno più benzina e ci sono problemi anche nel trasporto dei pazienti
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A Napoli ci sono diversi supermercati con gli scaffali mezzi vuoti a causa della protesta degli autotrasportatori, che da giorni stanno bloccando i camion della logistica nelle regioni del Sud. Mancano soprattutto latte, uova, farina, scatolame, frutta e verdura. È una situazione comune a molte zone del Sud, ma Napoli è la città più grande ad avere problemi così grossi.
Inoltre molti distributori di benzina sono rimasti senza carburante, un altro bene di consumo che dipende dal trasporto su gomma, e per questo in almeno due università napoletane si svolgerà la didattica a distanza come ai tempi della pandemia di Covid, e tra i dipendenti del comune è stato permesso il lavoro da remoto. Un’altra conseguenza delle proteste è la carenza di medicine e il rischio che il servizio di soccorso non venga garantito.
Il pane c’è solo nei supermercati che lo producono nei propri stabilimenti e non hanno bisogno di farselo portare da fuori, mentre continuano a restare disponibili bevande e alcolici, consumati meno velocemente degli altri prodotti.
Da giorni circolano foto e video di scaffali vuoti in vari supermercati di Napoli e altre città campane, ma non solo: i prodotti mancano perché i camion delle consegne non arrivano o arrivano in ritardo; in altri casi finiscono più rapidamente del solito perché le persone li comprano subito per il timore che non arrivino più. Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi ha sollecitato l’intervento del governo.

Una persona davanti ad alcuni scaffali vuoti in un supermercato di Napoli, 21 ottobre 2026 (ANSA)
Manuel Ruggiero, presidente dell’associazione Nessuno tocchi Ippocrate, ha raccontato a Repubblica di pazienti con problemi ai reni che non possono essere trasportati nei centri dialisi, e di problemi negli spostamenti da un ospedale all’altro e nelle ambulanze.
Anche per questo la prefettura di Napoli ha elaborato un piano per garantire la circolazione dei mezzi che trasportano beni essenziali come i farmaci, ma anche cibo deperibile, rifiuti e mangime per gli animali, facendoli circolare con una scorta: tra martedì e mercoledì a Napoli ne sono circolati circa 500, ha detto a Repubblica il prefetto.
Sempre a Napoli, come in altre città della Campania e del Sud, molti distributori sono rimasti senza carburante, e si sono create code molto lunghe di automobilisti nei pochi che ne avevano ancora un po’. I distributori più piccoli sono chiusi, e in quelli più grandi si trova più che altro gasolio. Mercoledì si sono formate code molto lunghe davanti a uno dei pochi distributori in città che aveva ancora benzina, in via Galileo Ferraris, nella zona della stazione.
Anche la raccolta dei rifiuti è rallentata. Mercoledì ASIA Napoli, l’azienda controllata dal comune che si occupa della gestione dei rifiuti, ha detto che la mancanza di carburante rende complicato il lavoro dei mezzi che raccolgono e smaltiscono rifiuti, e ha invitato i residenti a produrre meno rifiuti possibile. A Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, nella notte tra mercoledì e giovedì non è stata fatta la raccolta dell’umido. Nel frattempo sempre ASIA Napoli ha sospeso il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio.
I problemi nei trasporti hanno portato l’Università Federico II e l’Università Luigi Vanvitelli ad adottare la didattica a distanza a partire da giovedì 22 ottobre, per ora senza una data di scadenza. Il sindaco di Napoli ha anche invitato i dirigenti del comune a favorire il più possibile il lavoro da remoto anche dei suoi dipendenti, per via delle difficoltà di molti di loro a raggiungere la sede di lavoro.



