Ci sono proteste degli autotrasportatori anche nel Lazio
Soprattutto in Ciociaria, dove file di tir hanno occupato la carreggiata vicino ai caselli autostradali
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Le manifestazioni e i blocchi stradali di autotrasportatori e agricoltori contro l’aumento del costo del carburante, che erano in corso da giorni in varie regioni del Sud Italia, si sono estese anche al Lazio: file di tir sono parcheggiate sulle carreggiate che portano ai caselli autostradali di Frosinone e di Ferentino, in Ciociaria, rallentando il flusso di auto. Ci sono proteste simili, però di agricoltori sui trattori, lungo la via Aurelia vicino a Roma. Lunedì c’è stata una manifestazione in piazza dei Cinquecento, davanti alla stazione Termini di Roma.
I tir hanno creato disagi nel traffico nei tratti vicini ai caselli autostradali, dove si sono formate code soprattutto per chi arrivava da sud in direzione di Roma. Ci sono stati problemi anche per i pendolari: alcuni di loro non sono riusciti ad arrivare in tempo alla stazione ferroviaria di Ferentino per prendere il treno.
Gli autotrasportatori hanno raggiunto i caselli autostradali tra domenica sera e lunedì mattina presto, mentre la manifestazione in piazza dei Cinquecento è iniziata nel primo pomeriggio di lunedì. Era stata organizzata dall’Unione sindacale di base (USB). Non si sa quante persone di preciso abbiano partecipato, la stampa locale parla di centinaia di persone, con striscioni contro l’aumento del costo della vita e del carburante, senza particolari disagi.
Le proteste degli autotrasportatori sono iniziate giorni fa in Puglia e si sono poi estese a tutto il Sud: alla Calabria, alla Sicilia e poi alla Basilicata e alla Campania. Hanno portato a blocchi stradali e si sono man mano ingrossate, coinvolgendo anche gli agricoltori, sempre per via del rincaro del gasolio. I blocchi hanno rallentato il trasporto di merci: in diversi comuni, soprattutto in Puglia e in Sicilia, sono stati segnalati scaffali vuoti nei supermercati. Le proteste hanno anche messo in difficoltà la filiera del grano, con conseguenti blocchi o rallentamenti nelle produzioni dei pastifici del Centro-Sud.
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