I video dei disordini in centro a Milano

Mostrano assalti e saccheggi ai negozi, cestini in fiamme, scontri con la polizia e in generale molto caos

Milano, 17 ottobre 2026 (ANSA/PAOLO SALMOIRAGO)
Milano, 17 ottobre 2026 (ANSA/PAOLO SALMOIRAGO)
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Nel fine settimana a Milano centinaia di persone, perlopiù molto giovani e a volto coperto, hanno protestato nel centro di Milano bruciando cestini, rompendo vetri delle auto e lanciando biciclette. È stata distrutta anche una manciata di vetrine. Dai video pubblicati sui social network si vede che questi gruppi di persone hanno agito in modo confuso e disorganizzato, di fronte a una certa impreparazione delle forze dell’ordine, che sabato e soprattutto domenica hanno fatto fatica a contenere i disordini.

Domenica piccoli gruppi di decine di ragazzi ciascuno si sono riversati in via Torino, una via dello shopping che parte da piazza Duomo, dove sono stati saccheggiati negozi e supermercati. Qui e nelle vie adiacenti le forze dell’ordine sono state costrette ad agire perlopiù a piedi.

Nel video qui sotto un supermercato danneggiato di via Torino.

Un’altra zona di proteste è stata Cordusio, tra piazza Duomo e l’ingresso del Castello Sforzesco, anche questa piena di attività commerciali.

Nel video qui sotto un gruppo lancia oggetti pesanti contro una macchina della polizia locale.

Nella zona di Cairoli diverse persone hanno sfondato e saccheggiato il grande negozio di articoli sportivi di Decathlon, dove nel tardo pomeriggio la polizia in tenuta antisommossa è riuscita a entrare e a fermare diversi di loro.

I disordini erano cominciati sabato pomeriggio in piazza Duomo e corso Vittorio Emanuele, durante una manifestazione sulla scuola e contro l’aumento del costo della vita di questi anni. I manifestanti, in gran parte studenti, si erano organizzati online, soprattutto su TikTok, dandosi appuntamento per le 15 in piazza Duomo.

A quell’ora il corteo – che fino ad allora aveva manifestato in modo pacifico e ha continuato così anche dopo – è stato raggiunto da gruppi di persone perlopiù vestite di nero, molto giovani, alcune a volto coperto e altre no, che hanno cominciato a lanciare pietre, bombe carta e bottiglie contro la polizia.

I ragazzi che si sono scontrati con la polizia non avevano evidentemente grande esperienza di situazioni simili, erano sia di seconda generazione sia di origine italiana, e non appartenevano a gruppi organizzati, a collettivi studenteschi o a centri sociali.

Le barricate, gli incendi, i lanci di pietre e i saccheggi non sono stati azioni coordinate, non c’erano leader e indicazioni, non essendoci una vera organizzazione o un coinvolgimento di movimenti strutturati.

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