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  • Lunedì 19 ottobre 2026

Juventus-Lazio è andata come si aspettavano in molti

E come quasi nessuno si sarebbe aspettato fino a due mesi fa

Oliver Provstgaard, difensore della Lazio, esulta dopo il gol dell'1-0 segnato in casa della Juventus (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
Oliver Provstgaard, difensore della Lazio, esulta dopo il gol dell'1-0 segnato in casa della Juventus (ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO)
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Domenica sera la Lazio ha vinto 3-0 in casa della Juventus, nella Serie A maschile di calcio. È un risultato poco sorprendente se si considera questo inizio di stagione, in cui la Lazio è stata finora migliore della Juventus. Allo Juventus Stadium si sono affrontate «una squadra appassionata, perfettamente organizzata, lucida, che ha fatto le cose giuste al momento giusto», come oggi la Gazzetta dello Sport racconta la Lazio, e una Juventus «piatta, prevedibile», con «zero idee in campo», che ha giocato «la peggior partita» da quando è allenata da Luciano Spalletti, arrivato poco meno di un anno fa. Dopo sette giornate la Lazio è prima con 19 punti, ben 8 di vantaggio sulla Juventus.

Due mesi fa era difficile immaginare uno scenario del genere. La Lazio arrivava da un campionato anonimo chiuso al nono posto, aveva fatto un calciomercato di basso profilo (22 milioni di euro spesi e 40 incassati, soprattutto dalla cessione del difensore Mario Gila) e aveva preso un allenatore dalla carriera ondivaga come Gennaro Gattuso, che pochi mesi prima se n’era andato dalla Nazionale dopo la mancata qualificazione ai Mondiali.

La stagione era iniziata con la peggior campagna abbonamenti di sempre e con gli ultras in aperta contestazione con il presidente Claudio Lotito; tutt’oggi stanno per la maggior parte disertando lo stadio Olimpico, seguendo e tifando la Lazio solo in trasferta. Nella prima partita stagionale, in Coppa Italia, la Lazio aveva perso 2-0 in casa contro una squadra di Serie B. Da quel momento invece ha ottenuto 6 vittorie e 1 pareggio, la miglior partenza della sua storia in Serie A, giocando in maniera a tratti entusiasmante.

La Juventus pure arrivava da un finale di stagione deludente, con il sesto posto e la mancata qualificazione in Champions League. In estate però aveva speso ben 164 milioni per acquistare nuovi calciatori, incassandone appena 26, e soprattutto aveva confermato Spalletti. Dopo quasi un anno come allenatore della Juventus e alla prima stagione in cui c’era dall’inizio, in molti si attendevano di vedere da subito una squadra competitiva, con un gioco consolidato; magari non al livello dell’Inter e delle altre migliori, ma nemmeno con meno punti di Cagliari e Frosinone dopo sette giornate.

E invece ancora oggi la Juventus è una squadra anonima, che cambia di continuo schemi di gioco e calciatori, senza riuscire a trovare la quadra. I nuovi acquisti stanno deludendo (su tutti i due attaccanti Randal Kolo Muani e Nick Woltemade) e anche chi c’era già si sta dimostrando non all’altezza della storia della Juventus. Mancano calciatori in grado di prendere in mano la squadra nelle difficoltà, i cosiddetti leader, e ci sono anche gli infortuni, a complicare le cose: si sono fatti male tra gli altri Manuel Locatelli, Khéphren Thuram e soprattutto Kenan Yıldız.

In tutto questo Spalletti, che per vent’anni di Serie A ha messo in campo squadre armoniose, spettacolari e innovative, pare aver perso un po’ il tocco. Anche la sua comunicazione, perlomeno quella con l’esterno, è sempre più ingarbugliata e involuta. «La squadra mi segue? Fino a ieri penso di poter dire di sì. Oggi probabilmente non lo so», ha detto alla fine della partita.

Sembra, insomma, che le delusioni avute da allenatore della Nazionale italiana (Spalletti la lasciò nel giugno del 2025, dopo due anni perlopiù deludenti) stiano condizionando più lui che Gattuso.

Dopo essere subentrato proprio a Spalletti e aver mancato la qualificazione ai Mondiali, pareva difficile che Gattuso riuscisse a trovare subito una squadra da allenare in Serie A.

Quando poi la Lazio lo aveva ingaggiato, la maggior parte di commentatori e tifosi era tanto sorpresa quanto scettica. E invece in poco tempo Gattuso, uno d’altra parte abituato ad allenare in situazioni precarie, ha portato organizzazione al gioco e coesione tra i calciatori, ottenendo il meglio da alcuni di loro giudicati fin qui non all’altezza. Dai centrocampisti Reda Belahyane e Davide Frattesi ai difensori Oliver Provstgaard e Josip Šutalo, fino a Nuno Tavares, Tijjani Noslin e Gustav Isaksen: quasi tutti stanno giocando al meglio delle loro possibilità.

La Lazio vista fin qui è una squadra aggressiva, propositiva, che sa quando pressare gli avversari e come trasformare in poco tempo un’azione difensiva in offensiva, e quando invece rallentare e controllare il gioco con il possesso del pallone. Più che dominare, contro la Juventus ha interpretato meglio i momenti decisivi della partita.

«La Lazio non si è limitata a sfruttare le difficoltà dei bianconeri, ma ha imposto il proprio calcio, togliendo agli avversari il tempo per organizzarsi e lo spazio per trovare soluzioni», ha scritto Rivista Undici. «Non è stata soltanto una questione di intensità, pure altissima, ma di un piano tattico riconoscibile e di una squadra che ha avuto il coraggio di eseguirlo senza arretrare di fronte al peso dell’avversario e dello stadio».

Lo stadio, quello della Juventus, negli ultimi minuti si è svuotato; chi è rimasto ha fischiato e contestato. L’assenza di idee di gioco definite e il clima di rassegnazione che sembra aver circondato i tifosi e la squadra oggi fanno scrivere a diversi giornali che Spalletti rischia l’esonero. E fanno, come quasi sempre accade in queste situazioni, speculare sul possibile ritorno di Antonio Conte, l’allenatore che diede inizio al ciclo di nove Scudetti consecutivi vinti dalla Juventus negli anni Dieci, e che oggi è libero, dopo aver lasciato il Napoli in estate.

È difficile comunque che la dirigenza (anche quella cambiata di nuovo di recente, a dimostrazione della scarsa stabilità di tutta la Juventus) decida di esonerare Spalletti in questi giorni, anche perché fra tre giorni la Juventus gioca di nuovo: contro il Rennes in Europa League, dove perlomeno ha vinto le prime due partite giocate.