I disordini nelle manifestazioni di sabato a Bologna, messi in ordine
Le versioni contrastanti sull'autorizzazione al corteo, i precedenti e la stima dei danni, in un numero speciale della newsletter “Portici”
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Sabato pomeriggio nella zona della stazione di Bologna una manifestazione contro il caro vita è finita con scontri violenti. Centinaia di persone, molte con il volto coperto, hanno spaccato oggetti e vetrine: si sta ancora facendo la conta dei danni. Disordini simili sono avvenuti anche a Milano e Torino: è una notizia di cui si sta parlando tanto, a Bologna e in tutta Italia, anche perché per molti aspetti sono proteste diverse rispetto a quelle degli scorsi decenni.
Abbiamo messo in ordine un po’ di elementi, per orientarci meglio e capire cosa succede ora, in un numero speciale di Portici, la newsletter del Post su Bologna. Si può leggere qui sotto.
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Ciao, oggi è lunedì e questa è un’edizione speciale di Portici, la newsletter del Post su Bologna. In questo numero mettiamo in ordine quello che sappiamo sulle proteste e sugli scontri di sabato in città, e su cosa succede ora.
Cos’è successo. Dopo che venerdì c’era stato lo sciopero degli studenti e dei movimenti per il clima, senza troppe conseguenze, sabato è stata la giornata degli scontri più violenti. Iniziamo da sabato mattina, quando alcune centinaia di studenti dei licei aveva organizzato un presidio in piazza Aldrovandi per chiedere migliori condizioni delle scuole e più spazi di aggregazione giovanile, sulla scorta di quanto sta avvenendo in Francia.
Nel pomeriggio, nell’ambito di una giornata di proteste in diverse città italiane contro il carovita, il movimento Italia in piazza – che è ancora un po’ fumoso e che è stato fondato due settimane fa attorno a un manifesto che potete trovare qui – aveva organizzato un presidio alle 14 in piazza Minghetti, specificando che si trattava di una manifestazione «pacifica e non violenta».
C’erano circa 2-3mila persone, tra cui gruppi di studenti e collettivi. Alle 15:30 il corteo è partito verso la stazione: ha attraversato via Marconi, via dei Mille e poi via Indipendenza. Quando è arrivato davanti alla stazione, alcune decine di manifestanti hanno cominciato a lanciare bottiglie e pietre contro gli agenti, che a loro volta hanno lanciato getti d’acqua e lacrimogeni per disperdere il corteo. La questura dice che in tutto sono stati sparati più di 400 lacrimogeni.
Fra questi manifestanti e la polizia c’è stata una sorta di guerriglia, andata avanti fino alla sera: alcuni hanno dato fuoco a cassonetti e distrutto vetrine, tavolini, biciclette del bike sharing, semafori e cartelli stradali, oltre a dodici auto della polizia. Sono stati danneggiati anche i locali di Burger King e la tabaccheria vicina alla stazione.

(Michele Lapini/Reuters)
In Bolognina. Sembrava tutto finito, per la giornata. Poi alle 21:30 un gruppo di agenti in tenuta antisommossa è arrivato in piazza Lucio Dalla, in Bolognina, dove si stava svolgendo un mercatino del tutto pacifico. C’erano persone sedute sul prato, altre che si allenavano nello skate park sotto la tettoia.
Una fonte della questura ha detto a BolognaToday che gli agenti sono arrivati per «un giro di perlustrazione» per assicurarsi che i manifestanti non si stessero riorganizzando dopo gli scontri in stazione. Gli agenti hanno attraversato la piazza a passo sostenuto, uniti come in un plotone, senza spiegare il perché della loro presenza: qui ci sono alcuni video.
La stessa fonte di BolognaToday ha ammesso che il sopralluogo degli agenti – visto il modo in cui si sono mossi nella piazza – «è stato vissuto dai presenti come una provocazione», e questo ha dato il via a nuovi scontri. Sono stati lanciati lacrimogeni sotto la tettoia, che hanno reso l’aria irrespirabile.

L’intervento degli agenti in tenuta antisommossa in piazza Lucio Dalla (video di Tommaso Rolfo, Bologna Skate School)
Arresti e feriti. Negli scontri di sabato ci sono state cinque persone arrestate, di cui quattro minorenni, nate tra il 2008 e il 2010. Sette persone sono state denunciate e cinquanta identificate. Ci sono stati 75 agenti feriti e molti ragazzi colpiti dalle manganellate: come sempre, è difficile sapere quanti manifestanti sono rimasti feriti negli scontri, perché non c’è un conteggio ufficiale e molte persone non dicono di essere state colpite dalla polizia, per paura di essere etichettate come violente.
Chi erano. La questura dice che ad agire in modo violento sarebbero stati circa 300 giovani, «in gran parte di origine straniera», molti con il volto coperto. La verità è che nessuno sa con precisione quale sia il profilo di questi manifestanti, che non hanno una regia unica (lo abbiamo spiegato in un articolo sul Post): si tratta di ragazzi spesso giovanissimi, sia di seconda generazione sia di origine italiana, che non appartengono a gruppi o movimenti organizzati, collettivi studenteschi o centri sociali. Molti si mobilitano su TikTok e poi scendono in strada.
Perché si protesta. Nel post di Italia in piazza che pubblicizzava il presidio in piazza Minghetti, si diceva che la manifestazione era genericamente «contro il carovita, caro carburanti, inflazione, sanità scarsa… Insomma numerosi problemi che ormai da un po’ di tempo affliggono il paese». Sembra quindi che non ci fosse un obiettivo politico ben definito, ma una generale rabbia e frustrazione.
La stima dei danni. Ancora non c’è un bilancio complessivo dei danni in città. Hera, l’azienda che si occupa dei rifiuti in città, stima una cifra di circa 60mila euro per i cassonetti incendiati, mentre per i danni alle biciclette a noleggio Ridemovi prevede una spesa di 30-40mila euro. Oggi il comune incontra le associazioni di categoria per valutare il risarcimento ai commercianti che hanno subìto danni: Confcommercio parla di circa 500mila euro.
Sul resto (strade, cartellonistica, semafori) il comune sta ancora quantificando i danni. Il sindacato di polizia Siap dell’Emilia-Romagna ha provato a fare una stima: per ogni vetrina rotta si spenderanno dai 1.500 ai 3mila euro, per le auto danneggiate dagli 8mila ai 15mila euro, mentre per i muri e le fermate dell’autobus danneggiati dagli 800 ai 2mila euro.
Le reazioni. Tutte le parti politiche hanno condannato le violenze. Il sindaco Matteo Lepore, insieme a otto sindaci di centrosinistra di altre grandi città, ha inviato una lettera al governo chiedendo un incontro per capire come affrontare questo nuovo tipo di proteste e dare risposte a chi manifesta. Intanto oggi alle 19 in piazza Lucio Dalla ci sarà un’assemblea pubblica per parlare di quanto accaduto sabato sera nella stessa piazza.

(Michele Lapini/Reuters)
Due versioni contrastanti. La questura dice che il corteo di sabato pomeriggio è avvenuto «senza preavviso» e senza «aver accettato alcuna interlocuzione con la Digos»: anche per questo, insomma, la situazione sarebbe precipitata. Gli organizzatori hanno una versione diversa. Raccontano che inizialmente la questura aveva chiesto di fare solo un sit-in, senza alcun corteo, ma alle 14 aveva detto che «se la manifestazione fosse rimasta così pacifica e tranquilla, avremmo potuto proseguire il corteo fino a piazza XX Settembre».
I precedenti. In città ci sono alcuni precedenti per scontri di questo tipo, ma tutti recentissimi. A ottobre del 2025, durante gli scioperi per la Palestina, c’erano stati saccheggi e devastazioni. Una donna di 33 anni aveva perso la vista da un occhio dopo essere stata colpita da un lacrimogeno lanciato ad altezza persona.
A luglio del 2026 una manifestazione per la morte di Abderrahim Fakir era finita con tre auto incendiate e vetrine, cassonetti e biciclette distrutti. Anche in quel caso la polizia aveva lanciato gas lacrimogeni e getti d’acqua contro il corteo, dove c’erano anche bambini e persone anziane, generando panico in uno spazio angusto e con poche vie di fuga (in generale la polizia usa troppi lacrimogeni, quando si trova in situazioni simili, e male: ne avevamo parlato).
Anche sabato le forze dell’ordine sono riuscite a gestire il tutto solo dopo diverse ore.

(Michele Lapini/Reuters)
Continueremo a seguire gli aggiornamenti sul Post e nel prossimo numero di Portici, che arriverà venerdì come al solito. Se vuoi riceverla, puoi iscriverti qui.




