Trump sostiene Netanyahu nelle prossime elezioni israeliane, nonostante la guerra in Iran

Benjamin Netanyahu e Donald Trump alla Casa Bianca nel settembre del 2025 (AP Photo/Alex Brandon)
Benjamin Netanyahu e Donald Trump alla Casa Bianca nel settembre del 2025 (AP Photo/Alex Brandon)

Domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ufficialmente preso posizione in vista delle elezioni in Israele del 27 ottobre, dicendo di sostenere il primo ministro uscente Benjamin Netanyahu. Trump finora non si era pronunciato e il sostegno non era scontato, visto che gli ottimi rapporti fra i due leader di destra si erano guastati dopo la guerra in Iran. Lo scorso febbraio Netanyahu aveva di fatto convinto Trump ad attaccare il regime iraniano, prospettandogli una facile vittoria che non si è realizzata: la guerra ha invece provocato una crisi energetica globale e sta danneggiando Trump e il Partito Repubblicano in vista delle elezioni di metà mandato a novembre.

I due si erano poi nuovamente incontrati a luglio, durante una visita di Netanyahu alla Casa Bianca, in cui il primo ministro israeliano aveva cercato di ricucire i rapporti. Domenica sera Trump ha scritto un post sul suo social Truth in cui definisce Netanyahu un «grande primo ministro guerriero e un ancora più grande partner per la pace». Trump ha quindi invitato gli israeliani a votare lui e il suo partito, il Likud, nelle elezioni che definiranno la composizione del nuovo parlamento, le prime dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023 e la guerra a Gaza.

I sondaggi indicano le coalizioni guidate da Netanyahu e dal generale Gadi Eisenkot praticamente alla pari. Netanyahu ha subito ringraziato Trump per l’endorsement: il presidente statunitense è molto popolare in Israele, anche se non è mai possibile dire quanto queste dichiarazioni di sostegno possano davvero influenzare il voto.