Le proteste che stanno bloccando le strade in Puglia
Autotrasportatori, agricoltori e operai dell’ex ILVA si sono uniti e stanno già causando qualche disagio al Sud, ma la situazione potrebbe peggiorare
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Da giorni in diverse città della Puglia gli autotrasportatori e gli agricoltori stanno protestando contro l’aumento del costo del carburante e il calo del prezzo dell’olio. Lo stanno facendo con presìdi e blocchi stradali ai caselli delle autostrade, sulle tangenziali e lungo altre strade principali. Da lunedì hanno iniziato a fare lo stesso anche gli operai dell’ex ILVA di Taranto, che invece si oppongono alla chiusura dello stabilimento.
Il risultato è che in molte zone la viabilità è fortemente limitata e ci sono varie segnalazioni di carenze di carburante ai distributori, nonché in alcuni casi di merci nei supermercati.
A Foggia la mobilitazione va avanti da domenica. Autotrasportatori e olivicoltori hanno bloccato il traffico in più punti, tra cui la strada statale 17 e il casello di Poggio Imperiale sulla A14, dove c’è un presidio fisso. Diversi giornali locali scrivono che i blocchi stanno causando problemi per i distributori di carburante, tanto che in alcuni benzina e gasolio scarseggiano e si sono formate lunghe code di automobilisti che tentano di fare rifornimento.
Nel comune di San Severo sono stati segnalati scaffali vuoti nei supermercati. I sindaci della zona del Gargano, nel nordest della provincia di Foggia, hanno detto che succede lo stesso in altri paesi e che la situazione è vicina «al collasso».
A Taranto è in corso un presidio fisso di lavoratori dell’ex ILVA e dei rappresentanti sindacali lungo le strade statali 7 per Massafra e 106 per Reggio Calabria. Il traffico è bloccato da giorni, anche di notte perché i lavoratori hanno dormito lì in tenda. I blocchi stradali hanno impedito tra le altre cose l’accesso delle autocisterne alla raffineria di Eni, l’azienda petrolifera italiana, che si trova esattamente fra la 106 e la 7 (dall’altra parte della 7 c’è l’ex ILVA). È un problema rilevante perché quella raffineria serve varie zone di Puglia, Basilicata e Calabria: anche a Taranto si segnalano da giorni distributori senza carburante e lunghe code di automobilisti che cercano di fare rifornimento.
Ci sono blocchi stradali degli autotrasportatori e degli agricoltori anche a Brindisi, in particolare sulla strada statale che va verso Lecce. Il presidente di Conftrasporto, una delle associazioni di categoria, ha definito la situazione molto preoccupante e ha detto che le proteste sono iniziate in modo spontaneo e si stanno ampliando proprio in queste ore. «Abbiamo notizia che altri trasportatori di altre aree si stanno organizzando per fare blocchi stradali», ha detto all’ANSA. Anche Unatras (Unione Nazionale delle Associazioni dell’Autotrasporto Merci) ha parlato di «un malessere diffuso e non più sostenibile da parte delle imprese».
Soltanto verso sera il ministero dei Trasporti ha fatto sapere di avere convocato un incontro con i rappresentanti di categoria per il 27 ottobre.
Intanto però da venerdì 16 ottobre a martedì 20 sono state indette mobilitazioni degli autotrasportatori anche in Sicilia e in Calabria, e già da mercoledì si segnalano lunghe code ai distributori di carburante a Cosenza e a Catanzaro. Salvatore Bella, rappresentante del Comitato trasporto siciliano, ha detto che in Sicilia non ci saranno blocchi stradali, ma i camion resteranno nei piazzali e le merci per i supermercati non saranno scaricate neanche dalle navi.



