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  • Mercoledì 14 ottobre 2026

I responsabili delle aggressioni da una minicar a Roma erano due minorenni

I carabinieri li cercavano da giorni dopo che avevano colpito e spinto diversi passanti, ferendo in modo grave l'attore Davide Iacopini

Il luogo dell'aggressione a Davide Iacopini, nel quartiere di Monteverde a Roma (ANSA/ANGELO CARCONI)
Il luogo dell'aggressione a Davide Iacopini, nel quartiere di Monteverde a Roma (ANSA/ANGELO CARCONI)
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La polizia locale e i carabinieri hanno individuato le persone che a inizio ottobre avevano colpito e spintonato sei passanti girando per Roma con una minicar (anche chiamata “macchinina” o “macchinetta”), una piccola auto poco potente che possono guidare anche i minorenni. Sono due ragazzi di 16 e 17 anni, che hanno ammesso di essere i responsabili. Durante una delle aggressioni era stato gravemente ferito l’attore Davide Iacopini, conosciuto per aver recitato nei film Diaz, Suburra e nella serie tv Maschi veri, su Netflix.

Le aggressioni erano avvenute le sere di domenica 4 e lunedì 5 ottobre nei quartieri di Monteverde e Testaccio (rispettivamente a sud ovest e a sud della città). Le vittime avevano raccontato di essere state avvicinate da una piccola vettura nera con due persone a bordo e di essere state spinte o colpite dal finestrino mentre erano in bici, in monopattino o a piedi. Iacopini era stato colpito mentre si trovava su un monopattino elettrico e si era schiantato contro un’auto parcheggiata. Dopo l’aggressione l’attore aveva dovuto subire due interventi ed è tuttora ricoverato in ospedale in terapia intensiva.

La minicar utilizzata per le aggressioni a Roma (ANSA-NPK)

Negli scorsi giorni i giornali avevano parlato molto di questi episodi, riferendosi agli autori come “banda della minicar”. Interrogati dal pubblico ministero nella notte tra martedì e mercoledì, i ragazzi hanno detto che in quelle sere stavano festeggiando il compleanno di uno dei due.

La procura di Roma aveva aperto un fascicolo di indagine per tentato omicidio e lesioni, che ora passerà al tribunale per i minorenni di Roma. Entrambi i ragazzi hanno un precedente per un furto commesso insieme e uno di loro, il proprietario dell’auto, è figlio di un carabiniere.

I carabinieri sono riusciti a risalire a loro grazie ai video delle telecamere e alla testimonianza di un meccanico, che ha riferito agli investigatori il nome del proprietario dell’auto alla quale lui stesso aveva apportato alcune modifiche (aveva montato alcune luci sul paraurti, dei led rossi sopra alla targa e attaccato un adesivo). I carabinieri hanno poi identificato l’amico attraverso i profili social del ragazzo.