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  • Giovedì 15 ottobre 2026

La nuova portavoce di Trump è già finita nei guai

Katie Zacharia ha detto per tutta la vita di essere un'avvocata, ma non risulta da nessuna parte

Katie Zacharia durante il suo primo incontro con la stampa, il 13 ottobre 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
Katie Zacharia durante il suo primo incontro con la stampa, il 13 ottobre 2026 (AP Photo/Julia Demaree Nikhinson)
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Per anni la nuova portavoce della Casa Bianca Katie Zacharia, entrata in carica la scorsa settimana, ha detto di essere un’avvocata. Ha detto di aver fatto da consulente legale per la Banca Mondiale e da capo dell’ufficio legale di un’organizzazione non governativa in California. Lo stesso presidente degli Stati Uniti Donald Trump l’ha presentata come legale. Sembra però che Zacharia non abbia mai superato l’esame di stato per l’abilitazione professionale.

Ne ha scritto per la prima volta martedì il giornalista Judd Legum sulla sua newsletter Popular Information, dopo aver cercato il nome di Zacharia negli albi professionali di tutti i 50 stati più il distretto di Washington, senza trovarlo da nessuna parte.

Quando martedì i giornalisti accreditati le hanno chiesto dove avesse passato l’esame di stato, Zacharia ha dato una risposta bizzarra: «Quando mi sono trasferita in Cina», dove ha effettivamente abitato per un periodo più di dieci anni fa. Le persone che non hanno cittadinanza cinese non possono accedere all’esame di stato cinese, né esercitare da avvocati in Cina, e nessuno stato americano offre la possibilità di fare in Cina l’esame per l’abilitazione professionale negli Stati Uniti.

Come in Italia, anche negli Stati Uniti chi non passa l’esame di stato non può esercitare da avvocato o definirsi tale, anche se ha una laurea in giurisprudenza. In alcuni stati americani mentire sull’iscrizione all’albo è un reato.

Secondo una fonte anonima sentita dal Wall Street Journal, Zacharia avrebbe tentato l’esame di stato in California appena dopo la laurea alla Pepperdine University, nel 2011, ma sarebbe stata bocciata. Quello stesso anno Zacharia si è trasferita in Cina, dove ha lavorato per lo studio legale Zhong Lun. Di per sé non è strano: anche se non avesse ottenuto l’abilitazione negli Stati Uniti, come consulente legale internazionale in Cina avrebbe potuto esercitare, ad alcune condizioni.

È strano però che Zacharia abbia continuato a definirsi avvocata dappertutto: nelle interviste, negli interventi televisivi per Fox News, dove è comparsa spesso, e anche su reti non schierate con la destra trumpiana, come la CNN. Rispondendo alle domande di chiarimento, l’ufficio stampa della Casa Bianca ha detto: «Su Katie, fate affidamento su quanto scritto dal presidente su Truth».

Il riferimento è a un post sul social che Trump ha pubblicato lo scorso 9 ottobre, il giorno della nomina, in cui definisce Zacharia, tra le altre cose, un’avvocata. Al momento non è chiaro se il presidente Trump sapesse che Zacharia non compare in nessun albo professionale.

Zacharia era già abbastanza nota negli Stati Uniti come commentatrice politica, e ha anche già lavorato per Trump in quanto consulente del gruppo che gestisce il social media Truth. Su LinkedIn risulta anche che abbia lavorato per Fix California, una ong fondata da Richard Grenell, un diplomatico molto contestato e molto vicino a Trump.

Le credenziali professionali di Zacharia sono diventate oggetto di indagini giornalistiche soltanto dopo la nomina a portavoce della Casa Bianca. Ha sostituito Karoline Leavitt, che si è dimessa ad agosto dopo molte polemiche per il suo stile poco istituzionale e molto propagandistico.

Martedì Zacharia ha tenuto il suo primo incontro con la stampa, che è stato molto discusso e ridicolizzato online: è stata presa in giro per il modo goffo in cui ha letto il discorso iniziale e per vari lapsus e momenti di incertezza.