In Turchia è stato scoperto un relitto antichissimo
È rimasto sul fondale per oltre 4.000 anni e risale all'Età del Bronzo, più o meno lo stesso periodo in cui furono costruite le piramidi di Giza
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Un gruppo di ricerca guidato da Hakan Öniz, professore dell’Università Akdeniz, in Turchia, ha scoperto un relitto che in base alle prime valutazioni è stato datato al periodo iniziale dell’Età del Bronzo, che in quell’area è compresa grossomodo tra il 3300 e il 1200 avanti Cristo. Gli archeologi hanno recuperato tre ancore di pietra e più di 30 anfore sul fondale vicino all’isola di Kekova, nella provincia di Antalya, a una profondità di circa 30 metri. I risultati preliminari della scoperta sono stati descritti in uno studio pubblicato di recente sul Journal of Maritime Archaeology.
Il sito era stato individuato nel 2024 durante precedenti ricerche dell’università, che avevano già suggerito si trattasse di relitti dell’Età del Bronzo. Dato che la struttura di legno della nave non è stata trovata, per datare i resti gli archeologi non hanno potuto utilizzare tecniche come la datazione al radiocarbonio, che misura la quantità di carbonio-14 – un isotopo radioattivo del carbonio – presente nei materiali organici per stabilirne l’età.
Tuttavia, le anfore trovate presentano stili e strutture uguali a quelle trovate in altri siti in Egitto e in Medio Oriente, che si sapeva risalissero a un periodo compreso tra 4.400 e 4.700 anni fa, cioè la prima Età del Bronzo: sono grandi vasi di ceramica a doppio manico, che quindi sarebbero stati prodotti nello stesso periodo in cui furono costruite le Piramidi di Giza, in Egitto.

Anfore recuperate nel 2024: a) anfore disegnate da Rabia Nur Akyüz; b) anfore fotografate dal docente Hakan Öniz (Journal of Maritime Archaeology).
Le anfore ritrovate durante le prime ricerche avevano caratteristiche diverse, che facevano pensare fossero state prodotte prima del commercio internazionale su larga scala. Nel 2026, dopo le autorizzazioni del ministero della Cultura e del Turismo turco, erano invece iniziate le nuove ricerche sotto la responsabilità scientifica di Öniz e del museo di Antalya.
I ricercatori ritengono che la nave fosse partita da un porto della costa del Mediterraneo orientale e stesse portando merci in quella che oggi è la Turchia nord-occidentale, o a Creta. La scoperta è pertanto importante per comprendere le reti commerciali e marittime che collegavano aree geografiche diverse.
Karin Sowada, archeologa della Macquarie University in Australia che ha studiato le anfore scoperte, è rimasta sorpresa dal fatto che, dopo più di 4.000 anni, al loro interno ci fossero ancora residui di qualche sostanza. Al momento il gruppo di ricerca sta lavorando per capire cosa contenessero, ma secondo Sowada potrebbe essere olio d’oliva, vino oppure resine.



