Netanyahu ha chiesto di aprire un’indagine sui soldati che hanno testimoniato anonimamente nel film “NAZA”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parla durante un evento del suo partito, il Likud, nel settembre del 2026 (AP Photo/Ariel Schalit)
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parla durante un evento del suo partito, il Likud, nel settembre del 2026 (AP Photo/Ariel Schalit)

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha chiesto al procuratore generale, al capo dell’esercito e al capo dello Shin Bet, i servizi segreti interni, di identificare e aprire un’indagine sui 24 militari e membri dell’intelligence che hanno fornito testimonianze anonime nel documentario NAZA, in cui hanno raccontato come negli ultimi anni l’esercito israeliano abbia autorizzato attacchi pur sapendo che avrebbero provocato la morte di molti civili palestinesi.

Netanyahu ha chiesto di intervenire «con urgenza» per identificare le persone coinvolte e di aprire un’indagine penale nei loro confronti, chiedendo anche che vengano perseguite per presunti reati legati alla divulgazione di informazioni riservate, alla diffamazione e al danneggiamento degli interessi diplomatici e di sicurezza di Israele.

Nel documentario i testimoni raccontano che l’esercito israeliano seleziona gli obiettivi da colpire stimando in anticipo quanti civili potrebbero morire nell’attacco, quelli che con un acronimo militare sono chiamati appunto “NAZA”, ovvero “danno collaterale”.

Dopo l’uscita del film, premiato al festival del cinema di Venezia, i registi Rachel Szor e Yuval Abraham avevano subito intimidazioni e minacce. Il ministro della Cultura israeliano Miki Zohar aveva detto di voler revocare loro la cittadinanza e l’esercito aveva pubblicato un lungo documento nel quale li aveva accusati di aver diffuso notizie false.