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  • Domenica 11 ottobre 2026

Raphaël Glucksmann ha stravinto le primarie del centrosinistra francese

Il leader di Place Publique ha preso il 66,13 per cento dei voti, già al primo turno

(AP Photo/Thomas Padilla)
(AP Photo/Thomas Padilla)
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Il liberale Raphaël Glucksmann, leader del partito Place Publique, ha vinto le primarie del centrosinistra francese al primo turno, con il 66,13 per cento dei voti. Con grandissimo distacco è arrivato secondo Olivier Faure, leader del Partito Socialista, che ha preso il 14,48 per cento. Ségolène Royal, un’ex ministra che nel 2007 fu la candidata dei Socialisti alle elezioni presidenziali e perse contro Nicolas Sarkozy, è arrivata terza con il 7,62 per cento, Emmanuel Maurel, del partito Gauche républicaine et socialiste (GRS), quarto con il 5,92 per cento e Jérôme Guedj, del Partito Socialista, quinto con il 5,83 per cento.
Glucksmann sarà quindi il candidato del centrosinistra alle presidenziali francesi, il cui primo turno è previsto per il 18 aprile.

– Leggi anche: La sinistra francese è spezzettata alle presidenziali

Dal 2019 Glucksmann è un eurodeputato ed è uno dei politici più popolari del centrosinistra in Francia. Guida un proprio movimento, Place Publique, e nel 2024 è stato rieletto al Parlamento Europeo grazie a una coalizione tra Place Publique e il principale partito di centrosinistra, il Partito Socialista. È un’alleanza che Glucksmann vuole riproporre alle presidenziali perché permette ai partiti di centrosinistra di raggruppare i consensi sia contro Marine Le Pen, la leader e candidata del partito di estrema destra Rassemblement National, sia contro Jean-Luc Mélenchon, il leader del partito di estrema sinistra La France insoumise (LFI). Le Pen è da tempo data come favorita nei sondaggi. Anche LFI però sta andando molto bene.

Glucksmann ha 46 anni ed è il figlio del filosofo francese André Glucksmann. In passato ha lavorato come consigliere del presidente georgiano Mikheil Saakashvili tra il 2008 e il 2012, in un periodo di forti tensioni con la Russia. Dopo il 2012 ha vissuto per un periodo in Ucraina e ha collaborato alla campagna elettorale a sindaco di Kyiv di Vitali Klitschko. Come europarlamentare ha difeso le norme ambientaliste del Green Deal; ha sostenuto l’integrazione dell’Ucraina nell’Unione Europea e la riforma del regolamento di Dublino, la principale norma europea che regola la gestione di persone migranti e richiedenti asilo.