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  • Sabato 10 ottobre 2026

L’hockey su ghiaccio è tornato a Milano

Venerdì una nuova squadra ha giocato la prima partita nella nuova, e temporanea, Fiera Ice Arena: tra i tifosi c'era grande entusiasmo

di Michele Pelacci

La curva dei tifosi del Milano Hockey Club, il 9 ottobre 2026 (il Post)
La curva dei tifosi del Milano Hockey Club, il 9 ottobre 2026 (il Post)
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Venerdì sera, prima che i giocatori del Milano Hockey Club entrassero sul ghiaccio per la prima partita in casa, c’era grande attesa tra i tifosi. A Milano una squadra maschile di alto livello di hockey su ghiaccio mancava da vent’anni, nonostante una lunga tradizione e un gran sostegno popolare. La prima partita nella nuova arena temporanea – che si chiama Fiera Ice Arena e sta alla Fiera di Rho, appena fuori Milano – il Milano Hockey Club l’ha persa per 4 gol a 1 contro la squadra austriaca dell’Innsbruck. Per molti tifosi però il risultato è sembrato secondario: mezz’ora dopo la fine della partita erano almeno in duecento ancora dentro il palazzetto a cantare.

Per tutti il Milano Hockey Club è “il Milano” o “il Saima”, dal nome dello sponsor della squadra nei primi anni Novanta. È una squadra rossoblù, che prende un colore da ciascuna delle due più tifate in città, l’Inter e il Milan di calcio. Il Milano non gioca nel campionato italiano, ma si è iscritto subito alla ICE Hockey League, una lega privata molto competitiva con squadre austriache, ungheresi, una slovena e altre due italiane: il Bolzano (storica rivale del Milano) e il Val Pusteria.

Il Milano esiste da inizio giugno grazie a vari investimenti milionari: della federazione italiana degli sport del ghiaccio, la FISG; della Fondazione Fiera Milano, l’ente privato controllato da Regione Lombardia che gestisce le principali strutture fieristiche di Milano. E soprattutto di Marco Margiotta, amministratore delegato di House of Doge, società legata alla criptovaluta Dogecoin, e Christof Leitner, amministratore delegato di Intercom, azienda che si occupa tra le altre cose di realizzare piste di ghiaccio.

Oltre ai soldi dall’alto, il Milano esiste grazie a una forte spinta dal basso. Tifosi del Milano hanno insistito per rifondare la squadra, e poi hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione, hanno assistito alla posa del primo pilone della Fiera Ice Arena e hanno atteso il completamento del tetto. Fare gli umarell è stato un modo per dimostrare il proprio affetto alla squadra, dice Andrea Scheurer di Hockey Italia 21, un sito che si occupa di hockey.

A vedere la partita tra il Milano e l’Innsbruck c’erano circa 2.600 persone, parecchie, anche se non c’è stato il tutto esaurito. Il presidente del Milano Christof Leitner ha detto al Post che finora sono stati venduti circa 560 abbonamenti stagionali.

Tifosi e striscioni del Milano il 9 ottobre 2026 (il Post)

Prima, durante e dopo la partita l’affetto dei tifosi è stato notevole. C’era solo un ingresso per entrare nella Fiera Ice Arena, ma non si sono create grandi code: le persone hanno iniziato a riempire gli spalti ben prima che cominciasse la partita. Tra loro c’era chi, mentre attaccava gli striscioni alle ringhiere, si definiva «nervoso e ansioso, come quando torni a casa dopo tanto tempo e ad attenderti c’è la tua famiglia». Una piccola bancarella della Milano Hockey Crew, il principale gruppo di tifosi organizzati del Milano, vendeva sciarpe, cappelli, magliette e felpe, soprattutto per finanziarsi le trasferte.

Federica “Chicca” Bevilacqua della Milano Hockey Crew alla Fiera Ice Arena, il 9 ottobre 2026 (il Post)

A poca distanza, una tifosa indossava una vecchia maglia del Saima del 1991. Quando sono arrivati sul ghiaccio i giocatori del Milano, i tifosi hanno cominciato a cantare più forte. La tifosa, sventolando una sciarpa consunta, ha detto che le veniva da piangere: «È un’atmosfera da pelle d’oca».

Vissuta da dentro è speciale, ma vista da fuori la Fiera Ice Arena non è granché. È un tendone grigio di circa 5mila metri quadrati con 8 spogliatoi per atleti e atlete. Se non altro è molto comodo da raggiungere: ci si arriva con la metro (Rho Fieramilano è il capolinea nord-ovest della linea rossa), col treno o con l’autobus e ci sono molti parcheggi per le auto. All’esterno del tendone alcuni chioschi ambulanti vendono street food e si mangiano classici cibi da stadio come hamburger, pollo fritto e hot dog. È tutto molto digitale: i biglietti per le partite del Milano si possono comprare solo online e ai food truck si paga solo per via elettronica.

Come per molte prime volte, alcune cose vanno sistemate: durante la presentazione dei giocatori c’erano problemi di acustica e i microfoni gracchiavano. A quattro minuti dall’inizio, i tifosi del Milano hanno iniziato a cantare O mia bela Madunina, come facevano una volta.

Il primo gol alla Fiera Ice Arena l’ha segnato il 34enne attaccante Diego Kostner, che è anche uno dei giocatori più forti della nazionale italiana. È arrivato da pochi giorni al Milano, che lo ha preso dall’Ambrì-Piotta, una squadra del competitivo campionato svizzero. È uno degli acquisti emblematici delle ambizioni del Milano: sconfitta contro Innsbruck a parte, la stagione è iniziata bene. Delle precedenti 8 partite, giocate tutte in trasferta, Milano ne aveva vinte 5.

Sono già esistite altre versioni del Milano: si chiamavano Saima, Vipers, Bears e Devils. Il momento di maggior successo per l’hockey in città è stato nei primi anni Novanta, quando le squadre erano addirittura due: il Saima del presidente Giovanni Cabassi e i Devils di Silvio Berlusconi. In totale le varie squadre di hockey di Milano hanno vinto 32 scudetti. Il declino è stato però lento e costante fino a pochi anni fa: l’unico palazzetto del ghiaccio in cui si giocava a hockey – il Pala Agorà – chiuse nel 2023. Fu un brutto colpo per le poche squadre semi-amatoriali e giovanili ancora esistenti.

Qualcosa è cambiato durante le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026. Dopo qualche problema e ritardo iniziale, i tornei furono appassionanti e l’hockey su ghiaccio ricevette parecchie attenzioni. In Italia si è provato a sfruttare quell’entusiasmo: secondo tanti il Milano e la Fiera Ice Arena sono la «concreta eredità» di Milano Cortina 2026 per la città di Milano. Prima delle Olimpiadi, il 10 gennaio, ci fu un partecipatissimo raduno dei tifosi, che rese evidente che a Milano c’erano ancora molti appassionati di hockey.

Per le Olimpiadi vennero costruiti due palazzetti per l’hockey su ghiaccio: il principale, l’Arena Santa Giulia, non ha più ospitato eventi sportivi. È stata ritenuta troppo grande (tiene fino a 13mila persone) e costosa per ospitare le partite di campionato. L’altro palazzetto, che si chiamava Milano Ice Park, era sempre alla Fiera di Rho ed era temporaneo. Di fatto la Fiera Ice Arena è la successora del Milano Ice Park: buona parte delle strumentazioni e dei materiali usati per la creazione del ghiaccio e per le tribune è stata riutilizzata, ha detto al Post il presidente della Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti.

La Fiera Ice Arena ha iniziato la propria attività con un programma ambizioso: rimanere aperta tutti i giorni dalle 7 del mattino all’1 di notte. Chiuderà a fine maggio e riaprirà il 1° ottobre del 2027, ma «stiamo valutando di tenerla aperta anche nei mesi estivi», se ci sarà richiesta, dice Bozzetti. Alla società che gestisce la Fiera Ice Arena sono già arrivate tante richieste delle squadre per potersi allenare sul ghiaccio.

I giocatori del Milano salutano i propri tifosi a fine partita, il 9 ottobre 2026 (il Post)

Del ritorno in grande stile del Milano, però, non tutti sono contenti. In ICE Hockey League alcuni dirigenti hanno manifestato un certo fastidio per il modo con cui Milano ha acquistato tanti giocatori forti, facendo aumentare i costi e le spese per tutti. I tifosi di altre squadre, inoltre, ricordano quelli del Milano per vari comportamenti sopra le righe in passato: c’è chi dice che si mettono a seguire l’hockey gli ultras che hanno preso il DASPO nel calcio.

Tra gli stessi tifosi del Milano c’è chi non s’illude. I più cauti prendono a esempio la non entusiasmante situazione in cui si trova un’altra squadra in cui Margiotta ha investito, la Triestina: non va particolarmente bene in Serie D, la quarta serie del calcio maschile italiano. La Fiera Ice Arena, comunque, resterà operativa almeno tre anni, prorogabili di altri due, in attesa della costruzione di un palazzetto permanente.

Per chi si è appassionato alle vicende del Milano, la buona notizia è che giocano di nuovo domani sera. E-che-partita: dopo oltre dieci anni torna il derby contro Bolzano, che per il momento è prima in classifica in ICE Hockey League. La cattiva notizia è che tutti i biglietti sono già stati venduti. Alla fine della partita contro Innsbruck, lasciando la Fiera Ice Arena, i tifosi del Milano si sono salutati facendo qualcosa che non capitava loro da tempo: darsi appuntamento di lì a pochi giorni, per un’altra partita.

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