L’ex ILVA di Taranto comincerà a chiudere da domani

E gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure si fermeranno temporaneamente entro il 15 novembre

L'ex Ilva vista dal quartiere Tamburi di Taranto nel 2013 (ANSA/CIRO FUSCO)
L'ex Ilva vista dal quartiere Tamburi di Taranto nel 2013 (ANSA/CIRO FUSCO)
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Acciaierie d’Italia, la società proprietaria dell’ex ILVA, ha detto che a partire da domani, venerdì 9 ottobre, saranno sospese tutte le attività produttive dell’area a caldo che si trova nello stabilimento di Taranto. L’azienda l’ha comunicato chiedendo l’attivazione della cassa integrazione per i lavoratori. Poco prima aveva detto che anche gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure si fermeranno temporaneamente entro il 15 novembre.

Le decisione della società è arrivata dopo che alla fine di luglio la Corte d’appello di Milano aveva deciso la chiusura entro il 28 ottobre dell’area a caldo, che è la parte più importante dell’impianto ma anche la più inquinante. Dopo la sentenza di luglio Acciaierie d’Italia aveva provato a chiedere per due volte la sospensione della chiusura, ma la Corte aveva respinto entrambe le richieste, l’ultima volta lunedì.

– Leggi anche: Siamo sempre più vicini alla chiusura dell’ex ILVA

L’area a caldo è dove le materie prime vengono fuse negli altiforni e trasformate nell’acciaio che poi viene trasportato e lavorato negli stabilimenti nel Nord Italia. Senza l’acciaio da lavorare non può proseguire l’attività nemmeno degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure. I sindacati, però, si aspettavano che l’interruzione in questi stabilimenti sarebbe arrivata più tardi, dato che gli impianti avevano ancora diverse tonnellate di materiale da lavorare.

L’azienda aveva comunicato il blocco degli impianti di Genova e Novi Ligure ai rispettivi sindaci, Silvia Salis e Rocchino Muliere, che avevano a loro volta diffuso la notizia in una nota congiunta. I due amministratori hanno scritto di comprendere le difficoltà dell’azienda, ma anche che considerano l’annuncio dell’interruzione «inaccettabile».

Giovedì e venerdì i sindacati parteciperanno ad alcuni incontri con il governo al ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere del futuro dei lavoratori degli impianti.

L’ex ILVA è l’impianto siderurgico più grande d’Italia e, dopo molte sentenze che ne hanno ordinato la chiusura a causa del suo impatto ambientale, è gestita in amministrazione straordinaria dallo Stato italiano, che da tempo sta provando a venderla ad aziende private, senza successo.